• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/04612/022 [Consentire a tutte le regioni coinvolte nel Piano per il Sud di derogare al patto di stabilità]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/4612/22 presentato da ROBERTO MARIO SERGIO COMMERCIO testo di mercoledì 14 settembre 2011, seduta n.518

La Camera,
considerato che:
il provvedimento all'articolo 5-bis, comma 1, al fine di consentire lo sviluppo delle regioni meridionali e l'utilizzo delle risorse finanziarie comunitarie, ha stabilito che a decorrere dal 2011 la spesa regionale effettuata annualmente a valere sul fondo per lo sviluppo e la coesione sociale, sui cofinanziamenti nazionali dei fondi comunitari a finalità strutturale, nonché delle risorse individuate ai sensi di quanto previsto dall'articolo 6-sexies del decreto-legge 25 n. 112 del 2008, può eccedere i vincoli del patto di stabilità interno nei limiti stabiliti con decreto del ministro dell'economia e delle finanze;
lo stesso comma 1 del citato articolo 5-bis prevede che l'ambito applicativo del medesimo articolo sia circoscritto alle regioni dell'obiettivo convergenza e che i limiti di spesa che possono essere superati rilevanti ai fini del rispetto del patto di stabilità, siano soltanto quelli fissati per le regioni a statuto ordinario stabiliti dall'articolo 1, commi 126 e 127 della legge 3 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilità 2011);
in base alla programmazione 2007-2013 dei fondi strutturali comunitari nell'obiettivo Convergenza (aree in cui il PIL pro capite risulta inferiore al 75 per cento della media comunitaria), sono incluse, per l'Italia le regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Nell'ambito dello stesso obiettivo si aggiunge la regione Basilicata, che beneficia di un regime transitorio di sostegno (c.d. di phasing-out) per favorirne l'uscita dall'obiettivo;
mentre nell'obiettivo Convergenza sono considerate le regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, nonché la Basilicata in regime di phasing out, il richiamo all'interno del testo dell'A.C. 4612 dei commi 126 e 127, dell'articolo 1 della legge di stabilità 2011 potrebbe escludere la Sicilia, in quanto i predetti commi si riferiscono alle regioni a statuto ordinario, mentre per questa regione, come del resto per le altre regioni a statuto speciale (nella fattispecie la Sardegna), la medesima legge di stabilità rinvia al c.d. patto concordato e fissa specifici obiettivi di risparmio;
per le regioni a statuto speciale, la disciplina del patto di stabilità è dettata dalla stessa predetta legge di stabilità 2011, ma all'articolo 1 commi 131-134, 136-137 e 139. In particolare per ciò che attiene alla norma in esame, il comma 132 conferma la necessità della definizione dell'intesa tra ciascun ente e il Ministero - da raggiungere entro il 31 dicembre di ciascun anno precedente - per determinare il livello complessivo delle spese e dei pagamenti, anche se - contrariamente a quanto avveniva in passato - la misura del concorso agli obiettivi di finanza pubblica è già determinato. Il comma 131, infatti, determina la ripartizione tra gli enti delle somme complessive di contributo agli obiettivi di finanza pubblica stabiliti dall'articolo 14, comma 1 lettera b) del decreto-legge n. 78 del 2010, in 500 milioni di euro per l'anno 2011 e 1.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013;
la Tabella 1 allegata legge di stabilità (concordata con le regioni interessate) reca, per ciascuna regione speciale e Provincia autonoma, la quota di risparmio da realizzare per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013. Ciascuna regione e Provincia autonoma dovrà ridurre il proprio tetto di spesa tendenziale della somma indicata in tabella. Il tetto di spesa tendenziale deve essere considerato come da osservanza del patto di stabilità degli esercizi precedenti. Per la Sicilia questa somma è pari a 198,5 milioni di euro per il 2011, e 397,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013;
pertanto sulla base di una interpretazione restrittiva delle disposizioni di cui al predetto articolo, le regioni Sicilia, Sardegna, Molise e Basilicata potrebbero risultare inevitabilmente escluse da benefici previsti dallo stesso,

impegna il Governo

a provvedere all'emanazione di una apposita circolare interpretativa al fine di chiarire che tutte le regioni coinvolte nel Piano per il Sud rientrano nell'ambito applicativo dell'articolo 5-bis.
9/4612/22.Commercio, Lo Monte, Lombardo, Oliveri, Gianni.