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Atto a cui si riferisce:
C.4/11030 [Tutelare l'agricoltura nel mezzogiorno, favorendo l'export e rimuovendo gli ostacoli tariffari e non tariffari ]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata mercoledì 3 agosto 2011
nell'allegato B della seduta n. 512
All'Interrogazione 4-11030 presentata da
ROBERTO MARIO SERGIO COMMERCIO
Risposta. - L'interrogazione cui mi accingo a rispondere riguarda l'accordo commerciale bilaterale firmato il 13 dicembre 2010 tra l'Unione europea e il Marocco che sancisce una serie di liberalizzazioni reciproche per i prodotti agricoli, anche trasformati, i pesci e i prodotti della pesca.
In particolare l'intesa prevede, per il Marocco, la liberalizzazione immediata del 45 per cento (in valore) delle esportazioni provenienti dall'Unione europea, con la previsione di liberalizzazione fino al 70 per cento in 10 anni. Anche il settore della pesca sarà liberalizzato per i prodotti dell'Unione europea, in misura del 91 per cento in 5 anni e, nella sua totalità, in 10 anni.
Il Marocco ha anche ottenuto dalla commissione la riduzione del 30 per cento (dazio specifico) dei prezzi d'entrata, nonché l'eliminazione dei dazi ad valorem per i periodi di maggiore commercializzazione di alcuni prodotti ortofrutticoli che, a suo parere, risulterebbero non sensibili.
L'Unione europea, di contro, permetterà l'immediata liberalizzazione del 55 per cento delle importazioni provenienti dal Marocco, oltre ad un aumento delle concessioni nel settore degli ortofrutticoli, ove i prodotti marocchini costituiscono l'80 per cento delle importazioni nell'Unione europea.
Devo tuttavia sottolineare che, a fronte del raggiungimento della liberalizzazione dei rispettivi mercati, l'Unione europea soggiace da subito a una riduzione media del 55 per cento delle linee tariffarie, mentre per il Marocco viene stabilito il 45 per cento di abbattimento medio ed una gradualità del periodo di implementazione che arriva, per alcuni prodotti, sino a 10 anni.
Ciò premesso, mi preme anzitutto evidenziare che l'accordo in parola riguarda materie di competenza esclusiva dell'Unione europea e, pertanto, non sarà sottoposto alla ratifica degli Stati membri.
Peraltro, la conclusione dell'intesa è ora subordinata al parere del Parlamento europeo, ove il testo è attualmente in discussione.
Tuttavia, pur ravvisando un certo squilibrio per quanto concerne le riduzioni tariffarie concordate tra le parti, e condividendo le perplessità espresse in merito all'accordo dal settore ortofrutticolo, mi sento in dovere di rappresentare che, a suo tempo, non è stato ritenuto opportuno opporsi alla sua approvazione.
Infatti, non essendo richiesta per la sua approvazione l'unanimità (ma solo la maggioranza qualificata) il nostro voto contrario, oltre a non avere peso sulla votazione, avrebbe solo potuto pregiudicare le relazioni con un partner di importanza primaria.
Al riguardo faccio presente che anche altri Paesi membri (come la Francia e la Spagna), pur condividevano le nostre preoccupazioni e considerazioni, hanno ritenuto di adottare un analogo comportamento.
L'accordo assume ora una rilevanza ancora maggiore nel contesto di crisi che caratterizza la sponda sud del Mediterraneo e a fronte degli sforzi che l'Unione europea si appresta a compiere per potenziare gli scambi commerciali con i «vicini meridionali», si da promuovere lo sviluppo economico e, con esso, la stabilità politica.
Il Consiglio europeo del 24-25 marzo scorsi ha, infatti, inviato la commissione a presentare ulteriori proposte per rafforzare gli scambi con la regione e accrescere gli investimenti in loco nel breve, medio e lungo termine.
Da parte italiana, peraltro, pur prendendo atto di tale orientamento, si sta chiedendo con insistenza che le misure che verranno introdotte tengano conto dei sacrifici già imposti ai Paesi mediterranei e prevedano un'equa ripartizione degli oneri.


Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali: Francesco Saverio Romano.