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Atto a cui si riferisce:
C.4/12994 [Valorizzare le scuole dei piccoli comuni, in particolare quelli geograficamente più svantaggiati]



REALACCI e GRANATA. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro per i rapporti con le regioni e coesione territoriale. - Per sapere - premesso che:
molteplici interventi normativi adottati in questi ultimi anni hanno messo in difficoltà un sistema di istruzione di qualità per i cittadini delle aree montane ed isolane del nostro Paese;
è del tutto evidente che intorno alla riorganizzazione della rete scolastica territoriale occorra intervenire con una metodologia che tenga conto non solo degli aspetti finanziari, ma soprattutto di una strategia di tutela e valorizzazione della permanenza delle popolazioni su territori magari definiti geograficamente marginali, ma di grande importanza in merito alla gestione delle risorse naturali, alla qualità territoriale e alla coesione sociale come le isole, i piccoli comuni e i territori di montagna;
è utile considerare che la maggior parte dei comuni italiani è classificata in aree geograficamente isolate, ad esempio: il 52 per cento degli 8.101 comuni; tra questi, 655 sono parzialmente montani e i rimanenti 3.546 totalmente montani. Se poi si considera la conformazione geografica risulta che l'Italia è costituita da montagna e collina per il 74 per cento del territorio nazionale (fonte: Censimento ISTAT 2001). La montagna italiana e le isole minori, oltre ad offrire scenari e paesaggi di meravigliosa bellezza, costituiscono una preziosa riserva di energia e risorse insostituibili, nonché un patrimonio unico di storia, cultura e tradizioni ed uno dei contesti geografici più fragili e a rischio spopolamento del Paese;
con il decreto-legge n. 98 del 2011 ovvero con l'ultima manovra finanziaria approvata, si sono apportati ulteriori pesanti tagli per l'istruzione e le risorse degli enti locali che colpiscono proprio le scuole situate nelle piccole isole e nei comuni montani, anche non considerando le specifiche competenze regionali.Queste norme mettono a repentaglio il funzionamento reale della scuola in particolare la promozione e conservazione di presidi scolastici di qualità anche nelle aree più isolate d'Italia;
le piccole isole vivono infatti una condizione di marginalità che dipende in larga misura dall'isolamento geografico cui vanno incontro durante i mesi invernali. La fragilità di questi territori, che la legge n. 111 del 15 luglio 2011 insieme ai rapidissimi cambiamenti culturali e sociali rischia di travolgere, porta in primo piano il ruolo dell'istruzione. Le scuole delle piccole isole si connotano in modo specifico rispetto ad altre realtà scolastiche della terraferma, perché la distanza dal territorio di riferimento e da altre isole dello stesso arcipelago, in alcuni periodi dell'anno costituisce un problema reale;
il pendolarismo e il turnover delle insegnanti, ad esempio nel caso delle Isole Egadi

superiore al 98 per cento hanno forti ripercussioni sulla continuità didattica. Pertanto l'estrema precarietà del gruppo docente determina un vistoso calo nelle iscrizioni. Molte famiglie inoltre abbandonano le isole alla ricerca di situazioni scolastiche che offrano maggiori garanzie di continuità e qualità. Ciò determina un complessivo impoverimento del tessuto sociale della collettività e una perdita della fascia più giovane della popolazione isolana, perché a rimanere sono i più anziani, i meno scolarizzati, quindi, la parte meno dinamica della popolazione;
si evidenzia poi che spesso questi territori sono aree marine protette o parchi. Questo rappresenta un fatto non secondario per le prospettive di crescita locali perché può diventare strumento economico, culturale e sociale per la valorizzazione del territorio, la tutela della biodiversità, l'incentivazione ad un turismo eco-sostenibile ed opportunità di lavoro per nuove figure professionali a diversi livelli;
a questo proposito si ricorda il caso dell'istituto comprensivo «A. Rallo» di Favignana (Trapani), che nonostante sia stato pluripremiato per l'innovazione tecnologica anche attraverso la partecipazione al progetto «Scuola 2.0», che si proponeva di modificare gli ambienti di apprendimento attraverso un utilizzo costante e diffuso delle tecnologie a supporto della didattica quotidiana, nel quale alunni e docenti hanno potuto usufruire di dispositivi tecnologici e device multimediali e le cui aule vengono progressivamente dotate di apparati per la connessione ad internet, ad oggi per effetto dei tagli lineari, si troverà senza dirigente scolastico e segreteria -:
quali iniziative urgenti intenda assumere il Governo per istituire un tavolo nazionale che comprenda la Conferenza Stato-regioni, gli enti regionali e locali insieme a tutti gli altri soggetti interessati, e istituzionalizzare un gruppo di lavoro interistituzionale per elaborare concretamente una strategia che tenga conto e valorizzi le scuole dei piccoli comuni e, in particolare quelli geograficamente più svantaggiati, come quelli delle piccole isole e quelli di montagna;
se il Governo non intenda valutare l'opportunità di assumere un'iniziativa normativa, per gli ambiti di competenza, volta a favorire, nell'autonomia regionale, un preciso stanziamento a favore dei presidi scolastici più svantaggiati, specie nelle isole minori.
(4-12994)