• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05258 [Riconversione e bonifica del sito industriale Ferriera di Servola, in provincia di trieste]



ROSATO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
la società Servola spa è proprietaria di uno stabilimento per la produzione di ghise, coke metallurgico ed altri prodotti da altoforno in provincia di Trieste, noto anche con la denominazione di «Ferriera di Servola», a ragione del fatto che gli impianti sono ubicati all'interno dell'antico e popoloso rione di Servola, che conta di oltre 50.000 abitanti;
la ferriera di Servola è negli ultimi anni assurta più volte alle cronache a causa del degrado ambientale che ha provocato nell'area costiera durante la sua lunga attività e dei danni da inquinamento che arreca al suolo, alle risorse idriche ed all'aria soprattutto per il cattivo o obsoleto funzionamento degli impianti di produzione;
pur se il complesso industriale triestino è stato, quindi, più volte interessato da contestazioni e segni di malcontento a causa della sua scarsa sicurezza ambientale, è però dagli ultimi mesi del 2007 che la ferriera è oggetto di accese proteste e di dimostrazioni di contrarietà soprattutto da parte della popolazione locale e ciò non solo per il suo accertato e perdurante pericolo per l'ambiente, quanto anche per il sospetto di una presunta nocività per la salute pubblica a causa della vetustà degli impianti di produzione e abbattimento di fumi e polveri, di conseguenza l'inevitabile sempre più difficoltosa e non regolare conduzione degli stessi;
nell'ottobre del 2007, infatti, da uno studio commissionato dalla magistratura al Centro interdipartimentale di gestione e recupero ambientale - CIGRA dell'università degli studi di Trieste, si sarebbe evinto che i livelli di polveri sottili emessi dagli impianti sono di molto superiori ai limiti di legge, soprattutto riguardo alla presenza del benzoapyrene che avrebbe raggiunto picchi di 90 nano grammi per metro cubo, mentre il limite è di 1 nano grammo per metro cubo;
è evidente come sia ormai improcrastinabile un intervento mirato, promosso principalmente dal Governo e dalla regione Friuli-Venezia Giulia e condiviso dalle associazioni per la difesa dei cittadini e del territorio che operano nel quartiere, che porti alla urgente chiusura e contestuale conversione della ferriera di Servola, ponendo alla base di ogni possibile azione che vada in tal senso, la necessità di ridare sicurezza e vivibilità alla popolazione del quartiere e di garantire la piena occupazione ai lavoratori che vi sono impiegati;
in data 24 settembre 2008, la Commissione ambiente della Camera dei deputati ha approvato una risoluzione (8/00009), in cui si impegnava il Governo «a favorire, nel rispetto delle proprie competenze e fatte salve le prerogative della regione Friuli-Venezia Giulia in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati di cui al titolo V della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, la messa in atto di ogni più utile misura che si renda necessaria per conseguire, con il consenso della popolazione del rione di Servola, il rapido avvio della procedura di riconversione, cui seguirà l'eventuale chiusura della ferriera di Servola, allo scopo anche valutando l'opportunità di procedere ai sensi dell'articolo 252-bis del predetto decreto legislativo n. 152 del 2006, all'attuazione di un programma di riconversione, da adottare entro sessanta giorni, contenente interventi mirati allo sviluppo economico produttivo nel quale vengano previste anche soluzioni intermedie e di lungo periodo per i lavoratori che nella riconversione dovranno trovare adeguata ricollocazione»;

sono passati già quasi tre anni dall'approvazione della suddetta risoluzione ma, degli impegni assunti dal Governo, a quanto consta all'interrogante, nessuno è stato rispettato;
in data 14 giugno 2011 alla riunione Lucchini/Severstal presso il Ministero dello sviluppo economico il sottosegretario Saglia si è impegnato, una volta risolta la questione finanziaria dell'azienda e il suo piano industriale, a partecipare alla costituzione di un tavolo specifico dedicato al sistema produttivo triestino, che, oltre ad affrontare la questione della chiusura dello stabilimento della ferriera di Servola, prevista per il 2013 ovvero il 2015, avvii una politica industriale complessiva, che tenga conto anche delle criticità del territorio legate alle infrastrutture, alla piattaforma logistica e alle bonifiche del sito inquinato;
in data 11 luglio 2011 il consiglio comunale del comune di Trieste ha approvato una mozione nelle cui premesse si legge che «da oggi parte il conto alla rovescia per quanto riguarda progetti e finanziamenti relativi alla auspicabile riconversione dell'area della Ferriera, con atti concreti mirati esclusivamente all'interesse dei lavoratori che da anni vivono in una situazione di estrema precarietà ed all'ambiente; da questo punto di vista Trieste si aspetta che la Regione FVG ed il Governo nazionale si facciano carico finalmente di problemi da tempo trascurati perché ne va dello sviluppo della città e delle nuove generazioni» e in cui si chiede al sindaco di sollecitare con la massima urgenza e senza più dilazioni di nessun genere la elaborazione di un accordo di programma che abbia come protagonisti principali il Governo nazionale, regione, provincia e comune di Trieste -:
se siano a conoscenza della gravissima situazione esposta in premessa considerato che, negli ultimi anni, nessuno degli impegni assunti dal Governo tre anni fa è stato rispettato e, in particolare, quello relativo al «rapido» avvio della procedura di riconversione e all'attuazione di un programma di riconversione, «da adottare entro sessanta giorni», contenente interventi mirati allo sviluppo economico produttivo, nel quale vengano previste anche soluzioni intermedie e di lungo periodo per i lavoratori che nella riconversione dovranno trovare adeguata ricollocazione;
se e quali azioni urgenti e concrete intendano intraprendere che possano affrontare, in modo serio ed efficace e senza più dilazioni e omissioni, tutte le problematiche sia occupazionali che ambientali legate alla riconversione e alla bonifica del sito industriale Ferriera di Servola.
(5-05258)