• Testo interpellanza

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01175 [Carenza di insegnanti nelle scuole venete]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per sapere - premesso che:
per il prossimo anno scolastico il Governo ha dato attuazione alla terza tranche di riduzioni di organico previste dall'articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008, incidendo negativamente sulla qualità del sistema anche nella regione Veneto, a causa del considerevole aumento degli alunni per classe, della riduzione del tempo scuola, della mancata attivazione di specifici corsi di studio;
la situazione è particolarmente esplosiva in tutte le province venete per le scuole dell'infanzia e per la scuola secondaria di primo grado, per il consistente aumento della popolazione scolastica nelle rispettive fasce d'età; quanto alla scuola dell'infanzia, a fronte dell'esigenza di 40 sezioni in più rispetto all'organico del 2010-2011, ne sono state autorizzate solo 17 sezioni in più; quanto agli altri ordini e gradi, e in particolare alla scuola secondaria di primo grado, rispetto alla richieste/esigenze di 150 posti in più, ne sono stati assegnati solo 74;
lo stesso assessore regionale del Veneto, Elena Donazzan, in un'intervista rilasciata in data 9 giugno scorso al Corriere del Veneto, ha ammesso di sentirsi trattata «come la figlia di un Dio minore, dimenticata ai confini dell'impero» da un Ministro,

«l'amica Mariastella», che per di più è del Pdl, «come me» in particolare l'assessore regionale ha dichiarato: «Informalmente mi è stato assicurato che a settembre avremo lo stesso organico di quest'anno ma ogni richiesta di una presa di posizione nero su bianco è rimasta finora lettera morta (...). Abbiamo un dirigente regionale a scavalco con il Friuli, il che è inammissibile pur con tutto il rispetto per il Friuli, e tre dirigenti provinciali ad interim in altrettante province. I concorsi per i presidi sono bloccati, mancano insegnanti ed anche il personale Ata è in affanno. Così non ce la facciamo, la qualità della nostra scuola rischia di precipitare»;
particolarmente in sofferenza appare la situazione nella provincia di Treviso: per la scuola dell'infanzia vi è stato rispetto all'anno scolastico 2010/2011 un aumento di richieste di iscrizione per oltre un centinaio di bambini; tenuto conto della pressoché totale richiesta di orario normale e della presenza di 62 bambini con handicap, sono state chieste sei sezioni nuove in più (per 12 posti in più), richiesta ad oggi rimasta insoddisfatta, per cui risultano tre comuni con liste d'attesa di 25 bambini e altri tre comuni con liste d'attesa di 24 bambini; vi è anche il timore che, a causa del ridotto finanziamento alle scuole dell'infanzia paritarie, ci sia la chiusura di talune di queste con gravi riflessi sociali;
nella scuola primaria, la popolazione scolastica in provincia di Treviso ha avuto quest'andamento: 40.902 ragazzi nell'anno scolastico 2008/2009; 41.287 nell'anno scolastico 2009/2010; 41.464 nell'anno scolastico 2010/2011; 41.661 nel prossimo anno scolastico 2011/2012; a fronte di un continuo aumento degli alunni tuttavia vi è stata ogni anno una variazione in meno dei posti rispetto all'anno precedente e precisamente, nell'anno scolastico 2009/2010, a fronte di 385 bambini in più, vi è stata una riduzione di 150 posti rispetto all'anno precedente; nell'anno scolastico 2010/2011, a fronte di ulteriori 177 bambini in più, vi è stata una riduzione di 135 posti rispetto all'anno precedente; nel prossimo anno scolastico 2011/2012, a fronte di ulteriori 197 bambini in più, è prevista una riduzione di 155 posti ulteriori rispetto all'anno precedente;
la realtà economico-sociale della provincia trevigiana richiederebbe un tempo scuola di 30 ore generalizzato, ma le scuole non sempre riescono a garantirlo poiché è alto il tasso di alunni che non si avvalgono della religione e le ore vengono impegnate per l'attività alternativa alla religione cattolica o per la prima alfabetizzazione degli adulti; in alcuni casi ci sono le ore di insegnamento per arrivare alle 30 settimanali, ma manca la possibilità di garantire il tempo mensa senza dover utilizzare il tempo dell'attività didattica;
numerose sono pertanto le proteste delle famiglie e delle istituzioni locali, in considerazione della conseguente perdita di continuità didattica in conseguenza dell'elevato taglio dei posti (45 docenti in esubero); per l'inadeguatezza delle aule a contenere un numero crescente di bambini; per il calo della qualità della scuola pubblica per famiglie con lavori sempre più precari e flessibili; per la difficoltà di organizzazione di un tempo scuola con rientri pomeridiani; per l'impossibilità di portare a termine attività didattiche e progetti già avviati negli anni precedenti;
infine, quanto alla scuola secondaria di primo grado, si tratta del settore in maggiore sofferenza nella provincia di Treviso, dove si contano ben 537 alunni in più nel prossimo anno scolastico rispetto al precedente, numero che richiederebbe la formazione di circa 21 classi in più, per le quali sarebbero necessarie almeno 630 ore, corrispondenti ad almeno 35 posti in più, mentre per conseguire gli obiettivi di riduzione dell'organico assegnati dal Governo si sono dovuti tagliare dei posti; il risultato è che non è stato autorizzato il tempo prolungato anche in realtà dove questo tempo scuola era consolidato da tempo e non si sono completati i corsi musicali;
non si può non rilevare che tale riduzione sia tra le più pesanti della regione, ma anche a livello nazionale, così

come appare evidente che l'insufficiente assegnazione di organico determinerà la riduzione del numero delle classi e il sovraffollamento delle medesime, in violazione delle norme sul tetto stabilito di alunni per classe e di quelle sulla sicurezza e sull'edilizia scolastica;
per quanto premesso si rende necessario ed urgente, per far fronte all'aumento della popolazione scolastica, autorizzare nella regione Veneto: per la scuola dell'infanzia almeno altre 8 nuove sezioni, assegnando ulteriori 16 posti, che appaiono dovuti tenuto conto che solo il 32 per cento della popolazione scolastica dai 3 ai 6 anni viene accolto dalle scuole materne statali, mentre al restante 68 per cento dei bambini il servizio viene erogato dalle scuole dell'infanzia paritarie, con il pagamento del 60 per cento della retta a carico delle famiglie e con ingenti risparmi conseguiti da parte dello Stato in Veneto rispetto alle altre regioni; per gli altri ordini e gradi l'aggiunta di almeno altri 70 posti complessivi -:
quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato con riferimento alla gravità della situazione esposta in premessa al fine di soddisfare le richieste avanzate dalle famiglie in ordine alla istituzione delle necessarie nuove sezioni di scuola dell'infanzia e di tempo pieno e tempo prolungato nella scuola primaria, per garantire quei livelli educativi che fanno della scuola pubblica veneta un modello di alta qualità;
quali misure intenda altresì adottare per consentire che siano attivate - a fronte dell'incremento della popolazione studentesca - tutte le necessarie nuove classi (in particolare le prime) nella scuola secondaria di primo grado, al fine di garantire un equilibrato rapporto alunni-classe e quindi adeguati livelli di apprendimento oltre che il rispetto delle norme di sicurezza.
(2-01175)
«Rubinato, Viola, Miotto, Murer, Mogherini Rebesani, Federico Testa, Sbrollini, Fogliardi, Sarubbi, Braga, Martella, Naccarato, Fontanelli, Froner, Fiorio, Ferrari, Fiano, Baretta, Bobba, De Pasquale, Ghizzoni, Rigoni, Rossomando, Pistelli, Mattesini, D'Incecco, Pedoto, Verini, Zaccaria, Servodio, Gianni Farina, Zunino, Narducci».