• Testo risoluzione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00672 [Accordo con il Marocco in merito a misure di liberalizzazione per i prodotti agricoli e i prodotti della pesca]



La XIII Commissione,
premesso che:
il 17 settembre 2010, la Commissione europea ha trasmesso al Consiglio dei ministri europei un progetto di decisione del Consiglio relativo alla conclusione dell'accordo in forma di scambio di lettere tra l'Unione europea e il Regno del Marocco in merito a misure di liberalizzazione reciproche per i prodotti agricoli, i prodotti agricoli trasformati, il pesce e i prodotti della pesca, alla sostituzione dei protocolli n. 1, 2 e 3 e dei relativi allegati, e a modifiche dell'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall'altra (COM(2010) 485 definitivo);
con propria decisione, il Consiglio in data 2 dicembre 2010 ha inteso vincolare l'approvazione del progetto di decisione al parere del Parlamento europeo;
la proposta di accordo prevede un aumento delle concessioni nel comparto dell'ortofrutta, settore nel quale i prodotti marocchini costituiscono l'80 per cento delle importazioni nell'Unione europea;
il mercato dei pomodori nei territori specializzati potrebbe incorrere in rischi economici qualora tale accordo non fosse gestito in maniera efficace, accentuati dalle incertezze dei mercati e dalla difficile congiuntura economica;
uno dei principali elementi di forza sui mercati delle produzioni ortofrutticole europee è rappresentato dagli elevati standard qualitativi e produttivi che, al tempo stesso, rappresentano un impegno per i produttori in termini di costi e sacrifici;
i contenuti dell'accordo rischiano di essere controproducenti anche in termini di violazione dei diritti umani dei lavoratori del Marocco,


impegna il Governo:


ad attivarsi in sede comunitaria e internazionale affinché venga garantito innanzitutto il principio della reciprocità delle regole commerciali e scongiurato il rischio di trasformare in vantaggio competitivo i minori vincoli (rispetto all'Europa) in termini di standard qualitativi, di protezione ambientale, di condizioni dei lavoratori, di tutela sindacale e di sicurezza alimentare;
a garantire e a vigilare che non si produca ulteriore instabilità e incertezza sul mercato dei prodotti ortofrutticoli italiani;
a monitorare e a far rispettare i calendari e i contingenti tariffari previsti nell'ambito degli accordi sul commercio internazionale;
ad assumere iniziative per la risoluzione delle problematiche inerenti alle indicazioni geografiche e a scongiurare il rischio di rinviarle a negoziati futuri, da aprirsi in seguito all'entrata in vigore di eventuali accordi;
a considerare l'effettivo rispetto dei diritti della persona una condizione necessaria per la firma di eventuali accordi commerciali;
ad evitare uno squilibrio dei periodi di commercializzazione sul mercato comunitario per evitare gravi ripercussioni sull'andamento dei mercati, e a scongiurare il pericolosissimo rischio di un ulteriore

incremento della volatilità dei prezzi agricoli;
a coinvolgere maggiormente e attivamente il Parlamento per ricevere quel contributo di collaborazione necessario per gestire efficacemente tematiche dai contenuti vitali per il settore agricolo nazionale.
(7-00672)
«Oliverio, Brandolini, Agostini, Cenni, Cuomo, Marco Carra, Dal Moro, Fiorio, Marrocu, Sani, Servodio, Mario Pepe (PD), Trappolino».