• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/04433/002 [Risolvere la questione del Sahara occidentale]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/4433/2 presentato da FRANCO NARDUCCI testo di mercoledì 27 luglio 2011, seduta n.508

La Camera,
premesso che:
in tutto il Nordafrica e, più in generale, nel mondo arabo-islamico, sono in corso grandi sommovimenti di popolo, che chiedono ai governi di quei Paesi profonde riforme, sia sul piano democratico e del rispetto dei diritti umani, civili e politici, sia su quello economico e sociale;
molti governi della regione hanno reagito e continuano a reagire alle forti proteste popolari con misure di repressione anche violenta e brutale, che hanno mietuto molte vittime nella popolazione civile, in chiara violazione dei diritti umani fondamentali;
il Marocco appare avviato sulla strada delle riforme in un contesto di dialogo sociale e politico. Tuttavia il Marocco ha occupato dal 1975 una vasta area del Sahara occidentale, abbandonato dagli spagnoli, spartendosi la regione con la Mauritania, che ha successivamente lasciato l'area; l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, con numerose risoluzioni tra il 1966 e il 1972 ha affermato la necessità di indire un referendum per l'indipendenza del Sahara occidentale; le rivendicazioni sul territorio del Sahara occidentale avanzate da Mauritania e Marocco sono state definitivamente rigettate da un parere consultivo dalla Corte di giustizia internazionale il 16 ottobre 1975;
con la risoluzione 690 del 29 aprile 1991, inoltre, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha istituito la Missione MINURSO (Mission for the Referendum in Western Sahara) per promulgare un referendum di autodeterminazione del popolo saharawi; le divergenze tra Marocco e Fronte Polisario riguardo alla formazione delle liste elettorali e l'identificazione degli aventi diritto al voto da parte della MINURSO, nonché i contrasti emersi in merito alle opzioni da includere nel referendum, hanno fino ad oggi impedito la realizzazione della prevista consultazione referendaria;
dopo un fallito tentativo di risolvere il contenzioso, effettuato tra il 1997 e il 2003 attraverso il cosiddetto «Piano Baker», anch'esso non applicato per il permanere delle suddette divergenze tra Marocco e Fronte Polisario, la situazione di stallo si è prolungata fino al 2007;
occupando il Sahara occidentale, il governo marocchino - secondo autorevoli osservatori indipendenti - non solo sta violando le leggi internazionali, ma avrebbe anche commesso gravi violazioni dei diritti umani, quali arresti arbitrari, persecuzioni e incarcerazioni; Amnesty International ha denunciato le torture degli attivisti detenuti; secondo altre fonti (Human Rights Watch Report 2008, Country Report on Human Rights Practices for West Sahara US Department of State 2009), i processi a cui sono sottoposti i saharawi coinvolti nel processo di autodeterminazione non si sarebbero svolti in base agli standard internazionali; si denunciano, inoltre, torture ai danni di attivisti e talvolta la scomparsa;
nel 2007, il Consiglio di sicurezza ha adottato la risoluzione 1754, che invita Marocco e Polisario ad avviare un negoziato diretto senza precondizioni sotto l'egida dell'Onu;
i negoziati condotti fin qui, pur non avendo fatto registrare passi in avanti in termini sostanziali, hanno fatto emergere la volontà delle parti di non sottrarsi ad una soluzione di tipo negoziale;
l'atteggiamento tenuto dal Marocco in tale contesto è stato apprezzato dal Consiglio di sicurezza che, nelle risoluzioni 1920/2010 e 1979/2011, fa riferimento agli «sforzi seri e credibili» da parte marocchina per una soluzione del contenzioso;
la via negoziale ha recentemente consentito, nonostante il permanere di numerose difficoltà sul piano sostanziale, di registrare progressi sul fronte umanitario: nel caso degli ultimi round negoziali, le parti si sono infatti impegnate a collaborare all'attuazione dei dettagli operativi del programma Confidence Building Measures, gestito dall'UNHCR, raggiungendo un accordo per l'immediata ripresa dello scambio di visite tra familiari saharawi (già riprese a partire dal gennaio 2011) e l'avvio anche delle visite via terra;
il disegno di legge all'esame propone la ratifica dell'Accordo nel campo della cooperazione militare tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo del Regno del Marocco, sottoscritto a Taormina il 10 febbraio 2006, con lo scopo di sviluppare la cooperazione bilaterale tra le forze armate dei due Paesi,

impegna il Governo:

a mantenere e a rafforzare la pressione diplomatica sulle parti, sia nei contatti bilaterali che in sede europea o in ambito Onu, affinché la questione del Sahara occidentale sia affrontata e risolta con il dialogo politico e il negoziato diplomatico, nel rigoroso rispetto dei diritti umani e dei diritti dei popoli;
ad invitare le autorità marocchine a mantenere e a rafforzare la scelta della via del dialogo per le riforme e del negoziato sotto egida ONU sulla questione del Sahara occidentale, anche come base per l'ulteriore sviluppo della collaborazione in ambito militare;
a valutare l'opportunità di ricorrere agli strumenti di natura diplomatica e giuridica, incluso l'avvio della procedura di denuncia di cui all'articolo 17 dell'Accordo, qualora vengano riscontrati comportamenti che violino i diritti umani e le libertà fondamentali da parte delle competenti autorità marocchine.
9/4433/2. Narducci, Tempestini, Barbi, Sarubbi, Motta, Bossa.