• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05743 [Impedire che gelosie investigative e rivalità tra uffici giudiziari possano ostacolare l'accertamento dei fatti e l'obbligatorietà dell'azione penale]



LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia - Premesso che:

già negli atti dell'inchiesta sullo scandalo G8, un sistema gelatinoso di corruzioni ed amicizie, dubbie frequentazioni conviviali ed allegre consulenze, scoperchiato grazie all'eccellente lavoro della Procura della Repubblica di Firenze che ha portato un alto magistrato come Achille Toro, vice del Procuratore Capo Ferrara destinato alla sua successione, a patteggiare la pena, "il porto delle nebbie" della Procura di Roma manifestò una lesa maestà ed una gelosia investigativa nei confronti del Procuratore capo Quattrocchi, sentimenti che a giudizio dell'interrogante non dovrebbero appartenere all'ordine giudiziario;

si legge nell'atto di sindacato ispettivo dell'interrogante 2-00175: «alla luce delle deposizioni verbalizzate dai carabinieri del Noe e dalla dottoressa Cocomello, ma anche dalle reazioni del procuratore capo della Repubblica di Roma, dottor Ferrara, rispetto alle indagini della Procura della Repubblica di Firenze che, grazie al lavoro egregio dei giudici ed alle eccellenti investigazioni ed intercettazioni riservate, è riuscita a scoperchiare l'attività criminale ed il malaffare nei pubblici appalti, si evince quantomeno un disinteresse ad ottemperare ai doveri di ufficio e ad un'azione penale obbligatoria messa in sonno con la finalità di non disturbare il Governo e gli organizzatori del G8, dimostrando in tal modo subalternità della funzione giudiziaria al potere politico; (...) tali comportamenti assunti dal capo della Procura della Repubblica nel vano tentativo di insabbiare il lavoro investigativo basato su fatti precisi e circostanze ben evidenziate, che sarebbe perfettamente riuscito se non ci fosse stata l'inchiesta condotta dai magistrati di Firenze, sono incompatibili con l'alta funzione giudiziaria di una Procura che non sembra abbia caratterizzato la sua azione penale nei confronti del potere politico, riservando, come nel caso di specie, subalternità, riguardo particolare e deferenza»;

in un articolo pubblicato su "Il Messaggero" del 28 luglio 2011, viene sollevato più di un interrogativo sulle frequentazioni del procuratore Giancarlo Capaldo e l'avvocato YYYY ZZZ e sull'incontro conviviale con il Ministro dell'economia;

si legge infatti: «Per fare luce sul singolare incontro a colazione, in casa dell'avvocato YYYY ZZZ, tra il procuratore aggiunto Capaldo» e il collaboratore del Ministro dell'economia, «il procuratore Giovanni Ferrara ha chiesto ai colleghi di Napoli i verbali in cui lo stesso (...) racconta del pranzo. È solo il primo passo di un accertamento che potrebbe rivelarsi delicatissimo per gli uffici giudiziari romani. Perché costringerà il Pg Luigi Ciampoli, titolare della verifica, a fornire una risposta ad una serie di interrogativi che in questi giorni agitano il sonno di molti investigatori della capitale. A cominciare dall'opportunità, per un magistrato del calibro di Capaldo, di incontrare un persona che solo quattro giorni prima era stata descritta in un interrogatorio (al quale risulta aver partecipato anche lui), come coinvolta in una brutta vicenda di nomine pilotate. E ancora, il Pg Ciampoli intenderebbe verificare quanto il rapporto di amicizia tra lui e l' avvocato ZZZ abbia influito sui processi che vedevano imputati clienti del penalista, come ad esempio l' imprenditore Claudio Castellani, titolare di Intermatica, che il 12 e il 21 maggio 2010 fu interrogato da Capaldo e difeso da ZZZ per il presunto riciclaggio di cinque milioni di euro nell'inchiesta Fatweb-Telecom Sparkle. E ancora, alla luce delle dichiarazione di Di Lernia sulla volontà di portare Cattaneo al vertice di Finmeccanica, si dovrà accertare quanto possono avere influito sull'indagine giudiziaria che ha indebolito il presidente Guarguaglini i due promotori di alcune cene tra potenti, cioè XXX XXX di Terna e YYYY ZZZ, il penalista amico di Giancarlo Capaldo e al tempo stesso difensore del costruttore Proietti. Che è indagato per gli appalti Sogei, la stessa società che ha YYYY ZZZ nel Comitato di vigilanza»;

considerato che:

in una intervista pubblicata dal settimanale "l'Espresso" del 28 luglio 2011 dal titolo: "Giudici di Roma sotto attacco", il procuratore aggiunto della capitale Giancarlo Capaldo esclude che la Procura di Roma sia un "porto delle nebbie", affermando che a causa di inchieste su santuari politici ed economici qualcuno cerca di delegittimare il più importante ufficio giudiziario;

si legge infatti: «La nuova stagione di inchieste, dalla P3 alla P4, che sta mettendo alla luce un sistema di corruzione inedito. Il dinamismo inatteso dei pm romani e la convinzione che proprio questo attivismo stia facendo finire i magistrati di piazzale Clodio nel mirino di una serie di attacchi. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo parla per la prima volta delle indagini in corso. Teme che oggi un abuso di intercettazioni piuttosto che svelare reati alimenti un'ondata pericolosa di dossier su "fatti personali e gossip". E risponde alle rivelazioni diffuse da altri uffici giudiziari su suoi incontri con il ministro Giulio Tremonti e il suo consigliere (...): "Non c'è nulla di illecito, solo i malpensanti possono credere che si sia parlato di fatti giudiziari"». Alla domanda su cosa sia cambiato nel sistema di corruzione che emerge dalle indagini, risponde che: «"L'eccessiva corruzione deriva da una crescente e diffusa illegalità. C'è un malcostume corruttivo, e il fenomeno si può definire culturale. Il mondo pubblico si è privatizzato e c'è stato un cambio di mentalità del rapporto tra il funzionario e il suo ufficio"». Rispetto ad una nuova mani pulite afferma che: «La stagione di Mani pulite è datata e irripetibile. Credo ci sia la necessità di affermare le regole della legalità nel Paese, intervenendo contro la corruzione in mondo forte. Il numero dei processi che vengono alla luce sono sempre dei fatti episodici, perché non è possibile affrontare quello che non è un fenomeno. La corruzione è dilagante non solo da noi, ma in tutto il mondo. Perché è vista come uno strumento di arricchimento. È per questo che nelle inchieste tendo ad aggredire i patrimoni e a far rientrare nelle casse dello Stato il frutto di attività illecite. Pensi che complessivamente nell'ultimo anno sono stati recuperati beni e denaro per un valore di oltre un miliardo di euro, di cui 600 milioni soltanto dall'inchiesta Fastweb-Telecom. È lungo l'elenco dei processi più rilevanti, che hanno avuto impatto sulla politica. Processi su amministratori pubblici, sulla sanità, su Finmeccanica, sull'eolico, tanto per citarne alcuni"»;

s ulla procura di Roma che ha avuto un risveglio rispetto alla fama negativa che aveva di "porto delle nebbie", per aver messo le mani su politici e gruppi imprenditoriali di rilievo, causa di motivo di attacco ai pubblici ministeri, il dottor Capaldo afferma che: «La procura di Roma è molto attenta al mondo politico, ed è stata definita per diversi anni il "porto delle nebbie". Da molto tempo non è più così. È una procura che svolge le funzioni nel modo migliore possibile. Anche rispetto a tante altre procure, con il senso istituzionale e il profilo basso che deve avere il magistrato rispetto alle inchieste. Molto raramente le inchieste della procura di Roma compaiono sulla stampa in modo scandalistico proprio perché c'è un costume corretto dell'ufficio. Se compaiono è per l'importanza oggettiva delle inchieste e non per il clamore, un po' provinciale, che qualcuno vuole dare alle proprie indagini"». Non si riferisce a qualche procura in particolare, ma pensa che: «"L'aumento dell'attività della procura di Roma, che ha svolto molte inchieste importanti colpendo santuari politici, economici, finanziari e criminali, ha fatto convergere su di noi i riflettori dei mass media. È possibile che in ambienti collegati ai soggetti colpiti dalle nostre inchieste si stia cercando di delegittimare il nostro lavoro riportando alla mente l'idea del vecchio e trito "porto delle nebbie" che non c'è più"»;

Lirio Abbate, il giornalista de "l'Espresso", chiede inoltre al dottor Capaldo se sia casuale che su alcuni fatti avvenuti a Roma e che quindi potrebbero essere di competenza stia indagando la procura di Napoli e Capaldo risponde: «"Su questi fatti specifici, che riguardano indagini in corso, non posso parlare. Roma è sede di ministeri e organi istituzionali, costituzionali e finanziari e finisce con l'essere oggettivamente la città in cui si verificano più frequentemente i reati corruttivi più rilevanti. Questo sposta di molto l'asse giudiziario e fa della procura della capitale la sede più importante d'Italia. Ma tutto ciò non è visto bene da altre procure. Come se Roma volesse appropriarsi di cose che non le appartengono. In generale, è importante la competenza perché non è solo un fatto burocratico, ma è un primo aspetto di legalità. Il nostro Paese difetta di legalità e la magistratura deve dare l'esempio di una legalità complessiva. Svolgere indagini per cui non si è competenti è una forma di violazione alla norma. Una forma di illegalità"»;

l'intervistatore fa notare che è proprio da un'inchiesta condotta dai pm di Napoli emerge che nel dicembre 2010 il dottor Capaldo sia stato a cena con il ministro Giulio Tremonti in un incontro organizzato a casa di un avvocato, quel ZZZ che avrebbe avuto grande influenza sui processi che vedevano imputati clienti del penalista, come ad esempio l'imprenditore Claudio Castellani, titolare di Intermatica, che il 12 e il 21 maggio 2010 fu interrogato da Capaldo e difeso da ZZZ per il presunto riciclaggio di 5 milioni di euro nell'inchiesta Fatweb-Telecom Sparkle. Il Procuratore aggiunto non risponde sul profilo giudiziario, ma rivendica il diritto di poter incontrare un Ministro: «È diritto di un magistrato e di un ministro potersi incontrare, se non fanno cose illecite, senza dover chiedere autorizzazioni a nessuno"», nonostante a quella cena fosse presente anche l'ex ufficiale della Guardia di finanza collaboratore del Ministro dell'economia, il deputato del Pdl indagato a Napoli e adesso anche da Capaldo stesso a Roma;

considerato che ad avviso dell'interrogante:

il passaggio dell'intervista dove il dottor Capaldo afferma che la competenza delle indagini "non è solo un fatto burocratico, ma è un primo aspetto di legalità" e che "la magistratura deve dare l'esempio di una legalità complessiva", perché "svolgere indagini per cui non si è competenti è una forma di violazione alla norma. Una forma di illegalità" significa mettere le mani avanti per sottrarre le indagini della cosiddetta P4 alla Procura di Napoli, per ancorarla al più sicuro "porto delle nebbie" della Procura di Roma;

alla luce delle dichiarazione di Di Lernia sulla volontà di portare Cattaneo al vertice di Finmeccanica, si dovrebbe accertare quanto possano avere influito sull'indagine giudiziaria i due promotori di alcune cene tra potenti, cioè XXX XXX di Terna e YYYY ZZZ, il penalista amico del dottor Giancarlo Capaldo e al tempo stesso difensore del costruttore Proietti, indagato per gli appalti Sogei, la stessa società che ha YYYY ZZZ nel Comitato di vigilanza;

non è usuale che un magistrato di una procura importante come quella di Roma, possa avere frequentazioni conviviali con avvocati difensori degli indagati, come il ZZZ nella veste di componente un comitato di vigilanza, quella Sogei di proprietà del Ministro dell'economia, che secretava gli appalti per impedirne la tracciabilità, i traffici e le ristrutturazioni di appartamenti al centro di Roma a favore dello stesso Ministro controllante;

il rapporto di amicizia tra il dottor Capaldo e l'avvocato ZZZ, scoperchiato dall'inchiesta sulla P4 della Procura di Napoli che il "porto delle nebbie" vorrebbe avocare, ha avuto influenza sui processi che vedevano imputati clienti del penalista, come ad esempio l'imprenditore Claudio Castellani, titolare di Intermatica, che il 12 e il 21 maggio 2010 fu interrogato da Capaldo e difeso da ZZZ per il presunto riciclaggio di 5 milioni di euro nell'inchiesta Fatweb-Telecom Sparkle,

si chiede di sapere quali misure urgenti di competenza il Governo intenda adottare per impedire che gelosie investigative e rivalità tra uffici giudiziari possano ostacolare l'accertamento dei fatti e l'obbligatorietà dell'azione penale, posto che, senza la brillante inchiesta della Procura di Napoli sulla P4, malaffare, corruzione ed altri traffici illeciti anche sulle nomine, come a suo tempo quella della Procura di Firenze sulla "cricca" del G8 e degli appalti illegali, non sarebbero mai emersi.