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Atto a cui si riferisce:
S.1/00456 [Istituzione di un Museo intitolato a Papa Pacelli e a "Roma città aperta" ]



DE LILLO, BIANCHI, BUTTI, CORONELLA, FLUTTERO, GALLONE, ORSI, SALTAMARTINI, TANCREDI, TOTARO, DI GIACOMO - Il Senato,

premesso che:

una migliore conoscenza e valorizzazione della figura di Pio XII può contribuire alla corretta interpretazione storica del suo Pontificato e della sua beatificazione;

suor Margherita Marchione, docente emerita di Lingua e letteratura italiana alla Fairleigh Dickinson University (NJ-USA), membro della Congregazione delle Maestre Pie Filippini, maggior biografo in vita metterebbe a disposizione un'importantissima raccolta di documenti, di scritti e reliquie sulla vita e le opere di Papa Pacelli;

rilevato che:

da alcuni anni la moderna pubblicistica appare a volte pregiudizialmente influenzata e negativamente motivata nei confronti di Pio XII;

tale muro ideologico mostra tuttora delle resistenze che non appaiono ancora suscettibili di incrinature nemmeno di fronte alle verità più evidenti;

una certa cultura anticlericale e laicista manifesta un approccio estremamente riduzionista nei confronti della ricerca storica che riguarda Papa Pacelli. In particolare, si tiene in pochissimo conto la qualità e la quantità delle testimonianze dirette spontanee di fonte ebraica, manifestate in tempi non sospetti, cioè proprio quando la Chiesa si oppose alla persecuzione nazista;

evidenziato che:

l'azione di Pio XII fu di straordinaria importanza nella istituzione di "Roma città aperta", vale a dire come città preservata dai bombardamenti e dalla distruzione durante il secondo conflitto mondiale;

nella sola città di Roma, la stessa Comunità ebraica ha attestato che la Chiesa ha salvato 4.447 ebrei dalla persecuzione nazista. In una iscrizione che si trova nel Museo Storico della Liberazione di Roma, c'è scritto: «Il Congresso dei delegati delle comunità israelitiche italiane, tenutosi a Roma per la prima volta dopo la liberazione, sente imperioso il dovere di rivolgere reverente omaggio alla Santità Vostra, ed esprimere il più profondo senso di gratitudine che anima gli ebrei tutti, per le prove di umana fratellanza loro fornite dalla Chiesa durante gli anni delle persecuzioni e quando la loro vita fu posta in pericolo dalla barbarie nazifascista»;

considerato che:

l'intensa opera di carità e fratellanza promossa da Pio XII e messa in atto a favore dei perseguitati e delle vittime del nazismo, senza alcuna distinzione di religione, di etnia, di nazionalità, di appartenenza politica, rappresenta uno dei capitoli più delicati nelle complesse relazioni tra la Santa Sede e gli Stati totalitari durante il periodo difficile della seconda guerra mondiale;

tantissimi furono i discorsi, le allocuzioni e i messaggi che tenne a scienziati, medici, esponenti delle categorie lavorative più diverse, alcuni dei quali conservano ancora oggi una straordinaria attualità e continuano ad essere punto di riferimento sicuro per la nostra civiltà;

il lungo Pontificato di Pacelli fu segnato da una reputazione, popolarità e prestigio indiscutibili che persino il grande scienziato Albert Einstein in una dichiarazione resa nel dicembre 1940 al "Time Magazine" ebbe ad affermare: «Solo la Chiesa si è schierata apertamente contro la campagna di Hitler per la soppressione della verità. Non ho mai avuto un particolare amore per la Chiesa prima d'ora, ma adesso provo un grande affetto e ammirazione perché solo la Chiesa ha avuto il coraggio e la tenacia di schierarsi in difesa della verità intellettuale e della libertà morale»;

atteso che un'analisi serena di queste testimonianze potrebbe aiutare a capire molto più profondamente quale fu la strategia della Santa Sede per salvare i perseguitati ed a chiarire definitivamente le residue polemiche sui "presunti silenzi" di Pio XII su quelle persecuzioni,

impegna il Governo a costituire un comitato di studiosi, di ricercatori, composto da uomini di storia e di cultura, di giornalisti, di esponenti del laicato e anche di semplici fedeli, ovvero un comitato di esperti qualificati, finalizzato alla istituzione di un Museo intitolato a Papa Pacelli e a "Roma città aperta" che ospiti documenti, archivi e registri, lettere, memorie e saggi bibliografici tali da consentire la possibilità di studio e una corretta conoscenza del periodo storico in cui è vissuto e si è svolta l'attività pontificia di Eugenio Pacelli.