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Atto a cui si riferisce:
C.1/00698 [Condizioni di degrado delle strutture utilizzate per le Olimpiadi invernali del 2006 nella provincia di Torino]



La Camera,
premesso che:
la condizione di molti degli impianti olimpici realizzati nella provincia di Torino, segnatamente nei territori di montagna, risulta al momento un nodo critico nella gestione amministrativa degli stessi;
le strutture che sono state realizzate in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino del 2006 risultano attualmente in uno stato allarmante di degrado, nel silenzio dell'amministrazione locale e del Governo;
l'Agenzia per lo svolgimento dei Giochi olimpici Torino 2006, istituita dalla legge 9 ottobre 2000, n. 285, ha coordinato e monitorato la progettazione edilizia, infrastrutturale e impiantistica di tutte le strutture operative e funzionali nell'ambito delle manifestazioni sportive delle Olimpiadi invernali di Torino 2006;
già con l'articolo 3, comma 25, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, era stato previsto che «le residue attività dell'Agenzia per lo svolgimento dei Giochi olimpici Torino 2006 sono svolte, entro il termine di tre anni, da un commissario liquidatore»;
ai sensi dell'articolo 2, comma 5-octies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, è stata prevista una proroga per l'attività del commissario liquidatore dell'Agenzia per lo svolgimento dei Giochi olimpici Torino 2006 «fino alla completa definizione delle attività residue affidate al commissario liquidatore e comunque non oltre il 31 dicembre 2014»;
malgrado l'attività dell'Agenzia sia stata procrastinata a norma di legge, risultano non utilizzati circa 40 milioni di euro di avanzo di bilancio della stessa: risorse confermate dal Ministero dell'economia e delle finanze;
a tali risorse accantonate ed inutilizzate si aggiungono ulteriori fondi - originariamente destinati alla gestione degli impianti olimpici - che non riescono ad essere gestiti dagli enti locali poiché attualmente bloccati, anche in ragione di contenziosi subentrati all'indomani dell'evento olimpico con alcune società impegnate nella realizzazione degli stessi impianti e strutture;
attualmente esiste una vera e propria impasse nella gestione delle strutture - molte delle quali decadenti - testimonianza delle Olimpiadi invernali del 2006: molte di queste strutture vivono una pesante condizione di degrado che necessita di essere sanata, onde evitare riflessi negativi sia in termini di costi per lo Stato che di inficiata promozione territoriale delle aree direttamente coinvolte dal sopra indicato degrado infrastrutturale,


impegna il Governo:


a predisporre quanto prima ogni eventuale iniziativa normativa al fine di consentire lo sblocco delle risorse attualmente disponibili presso l'Agenzia per lo svolgimento dei Giochi olimpici Torino 2006, affinché le medesime vengano destinate equamente, secondo criteri prestabiliti, ai siti olimpici che sorgono sui territori, con l'obiettivo anche di incentivare la promozione territoriale e turistica dell'area olimpica, vessata da anni di abbandono infrastrutturale.
(1-00698)
«Di Biagio, Barbaro, Della Vedova».