• Testo interpellanza

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01168 [Supportare le forze dell'ordine pr contrastare la criminalità a Prato]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
Prato è la città in cui il fenomeno dell'immigrazione clandestina ha raggiunto alti livelli di criticità a causa soprattutto della forte presenza di una comunità cinese che ha creato un distretto tessile in larga parte illegale e parallelo a quello preesistente, ma anche per il diffuso radicamento di extracomunitari provenienti dai Paesi maghrebini e dal Senegal, dediti all'abusivismo commerciale;
il livello di guardia dal punto di vista dell'ordine pubblico è stato ampiamente superato e i controlli quotidiani e capillari messi in atto dall'assessorato alla sicurezza in sinergia con le forze dell'ordine hanno finora dato risultati eccellenti ma ancora purtroppo insufficienti;
la Chinatown pratese è in mano a una mafia spietata che non esita a regolare i suoi conti col sangue;
secondo una recentissima ricerca dell'osservatorio socio-economico sulla criminalità del Cnel la malavita cinese ha messo le sue mani sugli affari gestiti a Prato dalla locale comunità, con preoccupanti infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto imprenditoriale e associativo e nella gestione diretta dell'immigrazione clandestina dall'Oriente;
insieme alla provincia di Milano, quella di Prato presenta i valori più alti in Italia per i reati violenti commessi all'interno della comunità orientale, come omicidi e lesioni dolose, oltre a furti, rapine, estorsioni, sequestri di persona, gioco d'azzardo e reati legati al traffico di droga;
sempre secondo la ricerca del Cnel, sul territorio pratese sono diffuse varie bande organizzate, coinvolte in tutta una serie di crimini violenti, rapine, estorsioni e prestiti usurai;
a seguito degli ultimi avvicendamenti/trasferimenti del personale della polizia di Stato, con decorrenza dal 28 luglio, a parte Firenze il cui organico è rimasto invariato, tutte le questure della Toscana risultano in perdita nell'ordine di 2 o 3 unità, mentre a Prato la perdita è di 8 unità, tra cui 3 ufficiali di polizia giudiziaria (1 ispettore e 2 sovrintendenti);
tale situazione, aggiunta ai pensionamenti ed alle perdite subite negli anni passati sempre in occasione di mobilità del personale su scala nazionale, compromette seriamente la funzionalità della questura pratese, colpita da ulteriori tagli anche sui capitoli di spese varie come materiali di consumo; la locale polizia Scientifica ha terminato il budget disponibile per l'anno in corso;
considerando la mancanza di assunzioni, la situazione rischia di degenerare

in quanto per i prossimi tre anni si prevede che le eventuali assunzioni di personale proveniente dalla cosiddetta «ferma breve» (militare), riescano a coprire solo il 12 per cento del personale che andrà in pensione -:
quali iniziative il Ministro interpellato intenda adottare per permettere alle forze dell'ordine di continuare nelle migliori condizioni possibili la preziosa opera di controllo del territorio e di prevenzione e repressione di reati che rischiano di compromettere gravemente la gestione dell'ordine pubblico in una città che, per numero di abitanti, è la terza del Centro Italia dopo Roma e Firenze.
(2-01168)
«Mazzoni, Migliori, Faenzi, Massimo Parisi, Toccafondi, Bianconi, Bonciani, Bergamini, Holzmann, Moles, Del Tenno, De Corato, Carlucci, Picchi, Pelino, Berardi, De Camillis, Gibiino, Vignali, Nirenstein, Speciale, Giulio Marini, Gregorio Fontana, Pagano, Mazzuca, Pizzolante, Luciano Rossi, Petrenga, Cesaro, Palmieri, Garagnani, Biasotti, De Angelis, Barani, De Luca, Girlanda, Berruti, Abelli, Abrignani, Beccalossi, Bocciardo, Calabria, Catanoso, Di Virgilio, D'Ippolito Vitale, Frassinetti, Iannarilli, Lazzari, Lunardi, Milanato, Minasso, Mistrello Destro, Palumbo, Paniz, Pescante, Piso, Rampelli, Scandroglio, Mariarosaria Rossi, Sammarco».