• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/12691 [Unificare tra le varie università italiane le disposizioni relative alla decadenza dello status di studente]



PILI, VELLA, MURGIA, CARLUCCI, SCALERA, CENTEMERO e CECCACCI RUBINO. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
il gruppo di democrazia partecipativa Parlamentares dell'università di Cagliari attraverso uno dei suoi rappresentanti Pierpaolo Batzella ha segnalato al sottoscritto interrogante la gravissima situazione dell'università di Cagliari relativamente all'applicazione del regolamento sulla decadenza degli studenti fuori corso;
il 28 maggio 2010 con decreto rettorale n. 456 del 2010 è stato, infatti, emanato il regolamento carriere amministrative approvato per quanto di competenza dal Consiglio di amministrazione e dal Senato accademico dell'università di Cagliari;
gli articoli 37 e 57, che recano norme sulla decadenza dallo status di studente, prevedono diverse modalità per cui si incorrerebbe nella decadenza, «senza necessità di comunicazione preventiva da parte dell'Ateneo e con conseguente impossibilità di rinnovare l'iscrizione»;
l'articolo 37 prevede la decadenza qualora si verificassero le seguenti situazioni:
a) gli studenti a tempo pieno, iscritti al primo anno dell'ordinamento ex decreto ministeriale n. 509 del 1999 o decreto ministeriale n. 270 del 2004 e al corso di laurea in scienze della formazione primaria (V. O.), che non abbiano terminato gli esami previsti per il loro piano di studi entro un numero di anni pari al massimo al doppio della durata normale del corso;
b) gli studenti a tempo parziale, iscritti al primo anno dell'ordinamento ex decreto ministeriale n. 509 del 1999 o decreto ministeriale n. 270 del 2004 e al corso di laurea in Scienze della formazione primaria (V. O.) a tempo parziale, che non abbiano terminato gli esami previsti entro un numero di anni pari al massimo al doppio della durata del corso stabilita nel loro contratto;
c) gli studenti morosi totalmente per due anni consecutivi;
l'articolo 57 - Disposizioni transitorie - prevede la decadenza per le seguenti situazioni a decorrere dall'anno accademico 2010/2011:
a) gli studenti già iscritti negli ordinamenti precedenti al decreto ministeriale n. 509 del 1999 decadono qualora non abbiano concluso gli studi entro e non oltre il 30 aprile 2012;
b) gli studenti già iscritti nell'ordinamento ex decreto ministeriale n. 509 del 1999 o decreto ministeriale n. 270 del 2004 decadono qualora non conseguano il titolo entro un numero di anni pari al massimo al triplo della durata normale del corso;
in particolare:
a) gli studenti che, alla data del 1o ottobre 2010, hanno superato il triplo della durata normale del corso di studio decadono se non conseguono il titolo entro il 30 aprile 2012;
b) gli studenti a cui, alla data del 1o ottobre 2010, manca un anno al raggiungimento del triplo della durata normale del corso di studio decadono se non conseguono il titolo entro il 30 aprile 2013;
c) gli studenti a cui, alla data del 1o ottobre 2010, mancano due anni al raggiungimento del triplo della durata normale del corso di studio decadono se non conseguono il titolo entro il 30 aprile 2014;
negli articoli 37 e 57 del succitato regolamento viene introdotta la norma della decadenza dagli studi per gli studenti fuori corso e/o morosi, per gli studenti iscritti negli ordinamenti precedenti al decreto ministeriale n. 509 del 1999 che «non abbiano concluso gli studi entro e

non oltre il 30 aprile 2012» (articolo 37) e per gli studenti già iscritti nell'ordinamento ex decreto ministeriale n. 509 del 1999 o decreto ministeriale n. 270 del 2004 che «non conseguano il titolo entro un numero di anni pari al massimo al triplo della durata normale del corso» (articolo 57);
viene così, ad avviso dell'interrogante, illegittimamente inserita la decadenza dalla qualità di studente poiché gli odierni fuoricorso si iscrissero all'università di Cagliari senza che il decorso del tempo o la permanenza «fuoricorso» (o ancora la mora nel versamento delle tasse universitarie) potessero comportare in alcun modo la decadenza degli studenti dall'iscrizione all'università;
l'unica normativa nazionale che prevede la decadenza dallo status di studente universitario stabilita dall'ordinamento vigente è riferibile all'articolo 149 del regio decreto n. 1592 del 31 agosto 1933 (Approvazione del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore) che testualmente recita «Coloro i quali... non sostengano esami per otto anni consecutivi, debbono rinnovare l'iscrizione ai corsi e ripetere le prove già superate»;
il succitato articolo 149 è sempre stato interpretato correttamente dalla giurisprudenza amministrativa evidenziando che «L'articolo 149, t.u. 31 agosto 1933, n. 1592, che prevede la decadenza dalla qualità di studente universitario di coloro i quali "non sostengono esami per otto anni consecutivi", non consente interpretazioni discrezionali per l'amministrazione in ordine all'apprezzamento e alla valutazione di eventuali motivazioni determinanti l'interruzione dell'attività universitaria, costituendo fonte di attività amministrativa vincolata» (Consiglio Stato, sez. VI, 09 settembre 2005, n. 4670);
la disposizione che prevede la decadenza emanata dall'università di Cagliari col regolamento carriere amministrative appare all'interrogante in contrasto con il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 270 del 22 ottobre 2004 che all'articolo 13, comma 5), espressamente, stabilisce - nell'ambito della riorganizzazione dell'autonomia didattica degli atenei - che: «A seguito dell'adozione dei regolamenti didattici di ateneo di cui al comma 1, le università assicurano la conclusione dei corsi di studio e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici previgenti, agli studenti già iscritti alla data di entrata in vigore dei regolamenti stessi e disciplinano, altresì, la facoltà per gli studenti di optare per l'iscrizione a corsi di studio previsti dai nuovi ordinamenti»;
le disposizioni emanate dall'ateneo cagliaritano producono, quindi, effetti a sfavore degli studenti già iscritti. Nell'ambito dell'ordinamento universitario non esiste una norma che consenta alle facoltà universitarie di imporre agli studenti la conclusione del corso universitario entro un certo numero di anni, pena il trasferimento al nuovo ordinamento che, nel frattempo, possa essere stato istituito;
viene riconosciuto espressamente il diritto degli studenti di completare comunque i propri studi sulla base delle regole esistenti al momento della loro iscrizione;
la previsione di imporre agli studenti di cambiare il corso di studi se esso non viene concluso entro un certo termine, non ha un supporto normativo che la giustifichi. L'unico che può imporre e specificare le cause che portano alla decadenza è il legislatore nazionale;
una differente articolazione in ambito nazionale dei presupposti che possono portare al provvedimento di decadenza appare manifestamente illegittimo per violazione dell'articolo 3 della Costituzione e dell'articolo 34 sul diritto allo studio che risulterebbe de facto, illegittimamente e irragionevolmente, differente tra ateneo e ateneo;
non appare congruo e ragionevole, quindi, legittimo ad avviso dell'interrogante che vi sia una disarticolazione di posizioni tra i vari atenei tale da consentire

che a Roma, Napoli o Modena la decadenza non sia stata stabilita e che, invece, a Cagliari e Palermo sia stata imposta; il già citato decreto ministeriale n. 270 del 2004 non sembra proprio offrire ad atenei e rettori la facoltà di inserire, regolamentare e irrogare provvedimenti di decadenza; le disposizioni relative ai regolamenti di ateneo (articoli 11 e 12 del decreto ministeriale n. 270 del 2004) sono ben lungi dall'attribuire un tale potere alle università;
l'unica decadenza stabilita dall'ordinamento vigente, infatti, è stata normata dal legislatore nazionale e prevista dall'articolo 149 del regio decreto n. 1592 del 1933 -:
se non intenda il Ministro, assumere, nell'ambito delle proprie competenze, un'apposita iniziativa normativa o istituzionale diretta ad assicurare un'univoca condotta in tema di decadenza rispettando gli attuali ordinamenti come previsto dall'articolo 149 t.u. 31 agosto 1933, n. 1592 e il decreto ministeriale n. 270 del 2004 articolo 13, comma 5) che consenta di salvaguardare tutti quegli studenti che rischiano di essere gravemente penalizzati come nel caso esposto concernente le norme emanate dall'ateneo cagliaritano nel 2010 con il regolamento carriere amministrative, proponendo un'uniformazione delle procedure e delle regole proprio per evitare discriminazioni evidenti, ingiustificabili e dannose per centinaia di studenti e famiglie;
se non intenda il Ministro intervenire al fine di assumere un'iniziativa normativa ed istituzionale per unificare tra le varie università italiane quanto sopra esposto sin dal prossimo anno accademico, disponendo, che le decadenze possano essere disposte dagli atenei solo pro futuro e che, quindi, non si vedano applicate agli studenti già iscritti sulla base delle disposizioni vigenti.
(4-12691)