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Atto a cui si riferisce:
C.4/01455 BRANDOLINI. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: in seguito ad una segnalazione dell'Adiconsum - riunita ad una precedente...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata giovedì 30 giugno 2011
nell'allegato B della seduta n. 494
All'Interrogazione 4-01455 presentata da
SANDRO BRANDOLINI
Risposta. - Come è noto, nelle etichette di prodotti alimentari o in messaggi pubblicitari, vengono inseriti, talvolta, attestati o riconoscimenti rilasciati da associazioni mediche specialistiche che mettono in risalto le caratteristiche salutistiche degli stessi.
Queste indicazioni, utilizzate dal produttore per rendere maggiormente attraente il prodotto, possono essere definite oltre che claims salutistici ai sensi del regolamento (CE) n. 1924 del 2006, anche pratiche pubblicitarie, aventi la funzione di enfatizzare le caratteristiche del prodotto medesimo, al fine di orientare la scelta del consumatore finale.
Pertanto, la legittimità delle attestazioni e/o indicazioni salutistiche, passa attraverso la verifica della conformità o meno alla normativa di cui al regolamento (CE) n. 1924 del 2006, sia alla disciplina relativa alla pubblicità ingannevole.
Considerato che il singolo operatore è tenuto ad utilizzare espressioni veritiere e fondate su prove scientifiche riconosciute, il criterio per stabilire la correttezza di queste attestazioni è quello di accertare che esse provengano da un'associazione prevista dall'articolo 11 del regolamento n. 1924 del 2006 e che sia possibile verificare da un punto di vista scientifico la veridicità della affermazione utilizzata.
In ogni caso, va segnalato che le associazioni di professionisti devono necessariamente operare in base ad un codice di condotta espressamente previsto dall'articolo 27-bis del codice del consumo e possono rilasciare attestazioni solo con il presupposto che esse abbiano comunque effettuato i controlli dichiarati sulle etichette.
In secondo luogo, va segnalato che, ai sensi della legge 283 del 1962, va tutelata la buona fede del consumatore e la necessità di non indurlo in errore circa le proprietà di un certo alimento.
Quanto sopra premesso, si fa presente che è allo studio del Ministero della salute la stesura di una nota circolare, indirizzata alle associazioni di categoria dei prodotti alimentari, necessaria per sensibilizzare ulteriormente gli operatori del settore e ribadire la necessità di mantenere un atteggiamento in linea con le regole vigenti, al fine di tutelare i consumatori non solo sotto il profilo della comunicazione ma anche dal punto di vista della tutela della salute.
In ogni caso, resta fermo l'impegno, da parte di questo Ministero, a prestare particolare attenzione al problema, contrastando i messaggi fuorvianti e ingannevoli affinché una etichettatura e una pubblicità chiara, comprensibile e corretta contribuisca ad elevare le conoscenze e tutelare la salute dei consumatori.

Il Sottosegretario di Stato per la salute: Francesca Martini.