• Testo interpellanza

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01146 [Commissariamento dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, per sapere - premesso che:
il 23 giugno 2011, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono stati sciolti gli organi statutari dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) ed è stato nominato un commissario straordinario;
il Ministro ha reso noto che il commissariamento si è reso necessario e non più rinviabile a seguito degli accertati e reiterati inadempimenti da parte degli organi di Agea, che non hanno provveduto alla nomina del direttore generale, nonché a seguito di varie inadempienze amministrative e gestionali che hanno comportato anche ripetute segnalazioni da parte dell'Unione europea;
il commissariamento giunge dopo un periodo di grande tensione tra i vertici dell'Agenzia e alcune componenti del Governo e degli allevatori; in particolare il ruolo centrale di Agea nell'ambito della politica agricola nazionale ha esposto la sua gestione ai continui contraccolpi dei numerosi cambi di strategia politica che negli ultimi tre anni hanno interessato il dicastero agricolo, tutti comunque segnati dal nodo mai risolto delle multe non versate dai cosiddetti «splafonatori» ad Agea;
il dato curioso è che questi allevatori riottosi sono soltanto circa 2 mila, poco più del 5 per cento di una categoria che, invece, ha investito oltre un miliardo di euro per acquistare le quote necessarie a produrre nella legalità. Questa esigua minoranza «fuori legge» gode però del pieno e reiterato sostegno della Lega Nord, incurante degli effetti negativi che i mancati pagamenti generano sui conti pubblici: 1,8 miliardi di euro senza contare le sanzioni;
lo scorso aprile 2011 l'Agea ha ricevuto, presso la sua sede, una delegazione di produttori di latte che argomentavano la richiesta di un'ulteriore sospensione dei pagamenti delle multe dovute per aver «splafonato» rispetto alle quote di produzione assegnate loro, mettendo in discussione la legittimità delle multe applicate alle aziende italiane per gli esuberi produttivi; nonostante la sua mera funzione amministrativa e di controllo, Agea è stata oggetto di numerose contestazioni da parte di produttori che si sono manifestate con sit in davanti la sede di via Salandra, attacchi al suo funzionamento in numerosi articoli di giornali, pressioni

politiche attraverso prese di posizione di esponenti politici di primo piano, minacce su blog e strumenti vari di rete, affinché la stessa assumesse provvedimenti «rivolti a trovare soluzioni» al problema delle quote latte, nonostante la sua oggettiva incompetenza;
a seguito del suddetto incontro, secondo notizie di stampa mai smentite, alcuni esponenti dei Cobas latte avrebbero avuto un incontro con il Ministro Umberto Bossi al quale avrebbero chiesto il commissariamento dell'Agea per bloccare le azioni di revoca di quote e di ingiunzione di pagamento, nonostante la sua oggettiva incompetenza. Infatti, Agea, nel merito della propria azione, opera dentro una cornice legislativa di carattere europeo e nazionale di intesa con le regioni e non ha competenze proprie su proroghe o rateizzazioni che spettano alle valutazioni del legislatore che nel settore ha già definito in un quadro europeo metodologie e azioni operative;
il commissariamento di Agea quindi non appare giustificato dalle motivazioni ufficiali addotte e, al contrario, sembra dare un segnale evidente a quegli allevatori che non intendono pagare le multe; ad esempio, le motivazioni addotte per giustificare il commissariamento che indicano, tra l'altro, varie inadempienze amministrative e gestionali che avrebbero comportato ripetute segnalazioni da parte dell'Unione europea, appaiono in netto contrasto con quanto affermato dal Governo in risposta ad una interrogazione in Commissione agricoltura alla Camera il 31 maggio 2011 dell'onorevole Zucchi e relativa alla mancata approvazione nei termini, del bilancio di previsione per l'anno 2011 da parte dell'AGEA e alle eventuali conseguenze che si sarebbero potute determinare a seguito di un ipotetico intervento, al riguardo, della Commissione europea;
in tale sede, il Governo, nella figura del Sottosegretario Rosso faceva presente come il bilancio per l'esercizio finanziario 2011 fosse stato approvato con ritardo a causa, sostanzialmente, di una serie di accertamenti e approfondimenti necessari per consentire lo stesso servizio rispetto alle ridotte assegnazioni finanziarie;
inoltre, il sottosegretario affermava che «in riferimento alla verifica effettuata presso l'AGEA dal 13 al 17 dicembre 2010 dai preposti servizi comunitari per il mantenimento della qualifica di organismo pagatore, vorrei precisare che si è trattato solo di una verifica di routine effettuata ogni 3 anni nei confronti degli organismi pagatori europei. Tale verifica, piuttosto, è scaturita dalla circostanza che l'AGEA ha ritenuto di doversi dotare di un piano di azione al fine di apportare miglioramenti necessari per corrispondere ai rilievi formulati dall'organismo di certificazione. In merito a tale verifica, si precisa che anche questa si è conclusa senza rilievi, come comunicato con nota della Commissione europea prot. n. Ares/325073 del 24 marzo 2011.»;
il consolidato orientamento giurisprudenziale pur indicando nella situazione di paralisi degli organi di un ente vigilato un caso di legittimazione per un provvedimento di commissariamento, tuttavia ribadisce l'obbligatorietà della comunicazione di avvio del procedimento di commissariamento dovendosi sempre garantire l'effettività del contraddittorio, pur in presenza di presunti indici di inerzia degli organi;
quindi, le ragioni addotte dal Ministro in merito alla necessità di commissariamento per inadempienze gestionali e amministrative sembrano contraddette dal Sottosegretario Rosso in risposta alla interrogazione dell'onorevole Zucchi il 31 maggio 2011;
la richiesta degli allevatori dei Cobas di commissariamento dell'Agea, accusata - pur non avendone alcuna competenza - di non bloccare le ingiunzioni di pagamento di Equitalia, non è mai stata smentita;
come si evince dalla ricostruzione sin qui fatta Agea è stata sottoposta a duri

attacchi da parte degli allevatori che devono pagare le multe nel rispetto delle leggi nazionali ed europee -:
quali disposizioni siano state impartite dal Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali in carica al presidente e ai consiglieri di amministrazione dell'Agea relativamente alla nomina del direttore generale;
quali siano le motivazioni che hanno determinato l'urgenza dello scioglimento degli organi statutari di Agea e se il commissariamento possa essere ricondotto alla posizione di fermezza che l'Agenzia ha avuto nell'esigere il pagamento delle multe delle quote latte, così come previsto dalla legislazione vigente;
quali direttive siano state impartite al commissario straordinario per assicurare la piena e funzionale gestione di Agea.
(2-01146)
«Oliverio, Zucchi, Brandolini, Marco Carra, Fiorio, Cenni, Servodio, Dal Moro, Agostini, Sani, Cuomo, Marrocu, Coscia, Nicolais, Rossa, De Micheli, Strizzolo, Ghizzoni, Sanga, Pizzetti, Cardinale, Piccolo, Fadda, Rugghia, Antonino Russo, Zunino, Bobba, Barbi, Bachelet, Misiani».