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Atto a cui si riferisce:
C.1/00681 [Gestione dei rifiuti in Campania]



La Camera,
premesso che:
il drammatico esito della questione rifiuti campani, e napoletani in particolare, era stato previsto già 17 anni fa dal professore Aldo Loris Rossi, ordinario di progettazione architettonica ed ambientale

all'università Federico II di Napoli, quando evidenziava come, il ricorso al commissario di Governo, avrebbe trasformato la situazione campana in un «affare di Stato» senza affrontare le questioni nodali, dell'avvio della raccolta differenziata nel napoletano e nel casertano, e del perdurare degli interessi corporativi;
quale fosse la situazione esistente allora in Campania è descritta nel libro del 1994 intitolato «Progetto per Napoli metropoli europea» del professore Aldo Loris Rossi: la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi nella provincia di Napoli anche nella prima metà degli anni novanta rappresentava una piaga irrisolta con l'amministrazione regionale che non aveva elaborato un piano regolatore dei rifiuti solidi che avrebbe dovuto regolamentare: la definizione delle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti; la valutazione della loro pericolosità e quindi la scelta dei più idonei sistemi di trattamento; la delimitazione dei bacini di raccolta e di conferimento; l'individuazione dei siti dove realizzare gli impianti; la raccolta ed il trattamento differenziato dei vari tipi di residui; l'incentivazione alla riutilizzazione dei materiali recuperabili e lo sviluppo di un apposito mercato delle «materie prime seconde» per diminuire i quantitativi da smaltire e sviluppare nuove e idonee tecnologie;
i Radicali nel 1994 denunciavano che la regione Campania non aveva fatto niente di quanto sopra delineato e che si era continuata ad attuare, come soluzione transitoria, solo l'utilizzo delle discariche esistenti, non sempre sufficientemente adeguate alle norme di sicurezza necessarie per prevenire danni ambientali quali l'infiltrazione di percolato nelle sottostanti falde idriche;
con il ricorso alla figura del commissario di Governo, a partire dal 1994, il problema non è stato risolto nell'arco di 15 anni, con il perdurare del monopolio della malavita interessata ad appalti sia delle discariche che degli inceneritori;
le soluzioni finora proposte dall'attuale Governo si sono dimostrate assolutamente fallimentari come dimostra l'attuale situazione di emergenza rifiuti a Napoli rispetto alla quale anche il recente decreto-legge n. 94 del 1o luglio 2011 risulta inadeguato ad aiutare quei territori ad avviare un ciclo virtuoso dei rifiuti come pure avviene in altre provincie della regione Campania, quali Salerno, Benevento ed Avellino;
la prima direttiva europea sulla differenziata risale al 1975 e permane la più recente procedura di infrazione aperta dall'Unione europea per la mancata adozione di un piano regionale dei rifiuti, con il paradosso che i quantitativi di rifiuti e i costi per la loro gestione ineguagliabili nell'intero pianeta;
si persevera, infatti, nella commissione in due «errori capitali»: non attivare il compostaggio dell'organico putrescente (30 per cento dei rifiuti) e mischiarlo con imballaggi inerti (50 per cento del totale) inquinando anche questi per mandare più rifiuti in discariche e inceneritori;
poiché gli imballaggi costituiscono il 40 per cento in peso e il 65 per cento in volume dei rifiuti, questi ultimi, se separati a monte, dimezzerebbero, riducendo drasticamente i costi e i tempi di trasferimento nelle discariche;
nella sola provincia di Napoli, esistono aree per i piani di insediamento produttivo (pip) che costituiscono ben 329 ettari di spazio disponibile per la raccolta differenziata, il compostaggio e lo stoccaggio dei rifiuti; tali aree (oltre 120 diffuse in Campania) sono già attrezzate e immediatamente disponibili per realizzare impianti di compostaggio, di selezione differenziata e stoccaggio di rifiuti inertizzati; ciò ridurrebbe al 20-25 per cento i rifiuti da smaltire in piccole discariche autogestite dai comuni;
le proposte della delegazione radicale, in tal senso avanzate nel corso di questa legislatura ogni qualvolta si è affrontata l'emergenza rifiuti e accolte nella forma di raccomandazioni ed ordini del

giorno dal Governo, non hanno ancora trovato attuazione,


impegna il Governo:


ad adottare iniziative di competenza ad hoc per:
a) ridurre gli imballaggi a monte consentendo così la riduzione della massa rifiuti più o meno del 50 per cento in peso e volume, attivando strumenti per il recupero diretto presso i negozianti dei materiali riciclabili, attraverso procedure legislative dedicate;
b) stoccare gli imballaggi nelle 120 aree di insediamento produttivo della Campania dove realizzare impianti di compostaggio, di selezione differenziata e stoccaggio di rifiuti inertizzati;
c) assicurare massima trasparenza nella gestione di ogni risorsa e finanziamento destinato alla gestione dei rifiuti in Campania e sull'intero territorio nazionale.
(1-00681)
«Zamparutti, Beltrandi, Benamati, Bernardini, Bratti, Farina Coscioni, Mariani, Mecacci, Motta, Maurizio Turco».