• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/12546 stro dell'interno, al Ministro della difesa, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso...



PILI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della difesa, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
la Guardia di finanza ha pianificato la realizzazione in Sardegna di quattro radar all'interno di un piano nazionale di prevenzione delle coste;
i siti individuati sono a Capo Pecora nel comune di Fluminimaggiore, Capo Sperone (Sant'Antioco), Punta Foghe (Tresnuraghes) e all'Argentiera nel comune di Sassari;
la, denominazione conferita all'appalto è la seguente: installazione di cinque radar già acquisiti con le risorse del Fondo per le frontiere esterne - formazione, attraverso 4 corsi, del personale della Guardia di finanza - manutenzione evolutiva ed estensione della garanzia per ulteriori anni 5;
i radar si inquadrano nel progetto Potenziamento del sistema di comando, controllo, comunicazioni, computer ed informazioni - C4l mediante l'installazione, l'integrazione e la remotizzazione presso le rispettive sale operative, di 5 radar già acquisiti con le risorse del Fondo per le frontiere esterne, con i programmi annuali 2007-2008, a seguito di gara informale esperita per la realizzazione di una Rete di sensori radar di profondità per la sorveglianza costiera - formazione, attraverso 4 corsi, del personale della Guardia di finanza - manutenzione evolutiva ed estensione della garanzia per ulteriori anni 5;
il valore finale totale degli appalti è di 5.461.669,67 euro;
la Commissione dell'Unione europea non è mai stata informata dalle competenti autorità italiane e non risulta che queste ultime abbiano mai provveduto a svolgere le necessarie valutazioni di incidenza previste dalla legge;
per la realizzazione dei radar si è seguita una procedura negoziata senza indizione di gara;
la motivazione della decisione di aggiudicare l'appalto senza la previa pubblicazione di un bando di gara nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea è la seguente:
a) i lavori/le merci/i servizi possono essere forniti unicamente da un determinato fornitore/imprenditore/prestatore di servizi per ragioni: se alla tutela di diritti esclusivi;
b) lavori/forniture/servizi complementari ordinati conformemente alle rigorose condizioni fissate dalla direttiva. La «Almaviva» SpA, fornitrice dei materiali per i quali si deve procedere all'installazione, possiede le prescrizioni di natura tecnica e i diritti esclusivi previsti dal comma 2, lettera b) dell'articolo 57 del decreto legislativo n. 163 del 2006;
i consigli comunali dei comuni interessati hanno deliberato la propria contrarietà a tale insediamenti considerati i siti prescelti considerato il pregio paesaggistico e ambientale;
il rappresentante di parlamentares della provincia Carbonia-Iglesias, avvocato Ignazio Locci, capogruppo del Pdl nel consiglio provinciale di Carbonia-Iglesias e consigliere comunale, i rappresentanti del comitato contrario all'installazione del radar in località Capo Pecora-S. Antioco, amministratori comunali e provinciali hanno sottoposto all'interrogante, a seguito di un sopralluogo sull'area prescelta nel comune di S. Antioco, l'esigenza di proporre la questione all'attenzione dei Ministri competenti;
le aree indicate per posizionare i cosiddetti «radar antisbarco» non costituiscono una scelta di buon senso capace di rispettare i valori paesaggistico ambientali del patrimonio costiero della Sardegna;

si rende indispensabile promuovere un'azione di condivisione più approfondita che possa scongiurare ulteriori scontri istituzionali che possono essere evitati con valutazioni meno segrete e più condivise;
pur non entrando nel merito dell'utilità o meno di questi radar, anche se in tempi in cui i sistemi satellitari riscontrano l'accensione di una sigaretta a terra qualche dubbio si può averlo, è necessario revocare, anche in sede di autotutela, l'iter autorizzativo sia statale che regionale per consentire una più attenta valutazione che probabilmente è mancata nei passaggi decisionali iniziali;
è indispensabile una rapida rinegoziazione dei siti per evitare un percorso irto di contenziosi capace di bloccare sia l'installazione dei radar che qualsiasi progetto di valorizzazione di quelle stesse aree;
il posizionamento dei radar può facilmente essere modificato prevedendo lo spostamento in aree più consone e funzionali alle esigenze;
in pochi giorni si potrebbero riconsiderare i progetti e individuare nuovi siti con la piena condivisione delle istituzioni e delle comunità locali;
è indispensabile che i Ministri competenti si facciano carico delle sensibilità locali per trovare, com'è possibile fare, una rapida e condivisa soluzione;
i siti prescelti per l'installazione di questi radar sono tutti pianificati in prossimità di aree militari che, a loro volta, dispongono di stazioni di rilevamento che certamente non confliggono con i radar pianificati e che, anzi, possono essere integrate con le funzioni stesse dei radar;
l'eventuale installazione dei nuovi radar può avvenire senza contrasto alcuno all'interno delle stesse aree militari, garantendo anche l'opportuno presidio attivo di controllo;
appare improcrastinabile una riprogrammazione del posizionamento di tali radar al fine di accogliere le legittime osservazioni delle amministrazioni comunali e prevenire anche il giudizio dei tribunali amministrativi che, come nel caso di Tresnuraghes, stanno adottando provvedimenti di sospensione delle opere di installazione dei radar;
nel caso del radar nel comune di S. Antioco la giunta regionale della Sardegna con delibera N. 36/22 del 4 novembre 2010 ha concesso in comodato d'uso alla Guardia di finanza, reparto tecnico logistico amministrativo della Sardegna una porzione dell'immobile denominato «ex Stazione radio in Sant'Antioco, località Capo Sperone - Su Monti de su Semaforu», al fine di installare una rete di sensori radar di profondità per la sorveglianza costiera e a mare;
l'area interessata all'installazione del radar di profondità per la sorveglianza costiera si trova all'interno di una Zona di protezione speciale codice ITB043032 denominata «Isola di Sant'Antioco, Capo Sperone». L'area è individuata come zone H1 nel vigente PUC;
la sommità della collina de Su Semafuru prescelta per l'installazione del radar nel territorio del comune di S. Antioco è inserita in un contesto paesaggistico assolutamente delicato, si tratta di un sito di incomparabile pregio paesaggistico, da cui si ammira un panorama a 360o sul golfo di Palmas, sulla costa sud occidentale della Sardegna, sulle isole della Vacca e del Toro, sull'intero versante meridionale dell'isola di Sant'Antioco e sulla costa orientale dell'isola di San Pietro. Per questo motivo è infatti meta di tanti cittadini e visitatori;
nella cima della collina insistono dei fabbricati particolarmente significativi sotto l'aspetto storico-culturale e architettonico;
l'intera isola di Sant'Antioco è tutelata con vincolo paesaggistico (Codice Urbani decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42);
l'intera parte sud dell'isola è stata individuata quale Zona di protezione speciale

codice ITB043032 denominata «Isola di Sant'Antioco, Capo Sperone» per la presenza di specie di rilevante interesse faunistico, alcune a rischio di estinzione quali l'Alectoris barbara l'unica pernice presente in Sardegna e per l'importante presenza di emergenze botaniche alcune delle quali endemiche. L'isola di Sant'Antioco, e in particolare il tratto di costa a falesia del sud, è uno dei pochi siti in Italia in cui nidifica e si riproduce il falco della regina. Si tratta pertanto di un ecosistema sensibile che potrebbe subire ripercussioni negative dai potenziali effetti dell'inquinamento elettromagnetico;
qualunque intervento previsto in aree a protezione speciale (SIC o ZPS) deve essere sottoposto a un'appropriata valutazione di incidenza ai sensi della direttiva habitat 92/43 CEE del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, cosiddetta direttiva habitat, e del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 attuativo della suddetta direttiva;
nel sito interessato sono presenti numerose specie faunistiche protette di cui all'allegato 1 della legge regionale n. 23/98 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna) per le quali «durante il periodo di nidificazione dell'avifauna è vietata qualsiasi forma di disturbo della medesima»;
il Golfo di Palmas è stato inserito all'interno dell'Area marina di reperimento denominata «Isola di San Pietro» (ex articolo 36 legge n. 394 del 1991). Da tempo è stato avviato l'iter per la realizzazione nel Golfo di un'Area Marina Protetta;
gli interventi in aree S.I.N. devono essere preventivamente autorizzati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare previ specifici piani di caratterizzazione (articolo 252 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni e integrazioni) ai fini delle opportune e necessarie bonifiche e risanamenti ambientali: il progetto del radar rientra nel sito di bonifica di interesse nazionale - S.I.N. (decreto ministeriale Ambiente n. 468 del 2001) perimetrato con decreto ministeriale Ambiente 12 marzo 2003 -:
se non ritengano i Ministri competenti di valutare la promozione delle giuste intese al fine di evitare il protrarsi di un contenzioso tra le amministrazioni dello Stato e gli enti locali;
se non ritenga in sede di autotutela di riconsiderare e se del caso revocare per quanto di competenza statale pareri, autorizzazioni amministrative o concessioni a favore dell'installazione dei radar, dei relativi tralicci, delle strutture di pertinenza e delle cabine destinate a contenere gli apparati di trasmissione, considerato che in alcuni casi si tratta di ambiti costieri vincolati dal punto di vista paesaggistico e caratterizzati dalla presenza di fabbricati, aventi oltre 50 anni, vincolati dal punto di vista storico-culturale ed architettonico;
se non ritenga il Governo di dover dare mandato alle autorità competenti affinché promuovano una soluzione condivisa che preveda la collaborazione tra soggetti delle forze dell'ordine, della sicurezza e lo stesso Esercito per valutare l'opportunità di installare tali radar all'interno delle strutture militari senza gravare ulteriormente sul territorio regionale sardo già pesantemente compromesso dalla presenza di rilevanti basi militari.
(4-12546)