• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/04357-A/075 [Emergenza fiscale in Sardegna]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/4357-A/75 presentato da GIULIO CALVISI testo di martedì 21 giugno 2011, seduta n.489

La Camera,
premesso che:
i dati recentemente diffusi da Equitalia Sardegna - società di riscossione dei tributi imposti dallo Stato e dagli enti locali - dimostrano quanto grave sia la crisi che sta attraversando il sistema economico della regione Sardegna afflitto da una crescita dei tassi di disoccupazione, dall'arretratezza del sistema agricolo e pastorale e dalla crisi del settore industriale ed edilizio;
l'entità del debito complessivo nei confronti di Equitalia ed il numero di imprese sarde raggiunte da cartelle esattoriali è tale da costituire una vera e propria emergenza economica e sociale al punto di prospettare il serio rischio di fallimento di molte aziende;
le difficoltà generalizzate di accesso al credito bancario e quelle create dai ritardi di pagamento dei grandi committenti e della pubblica amministrazione, generano un effetto domino deleterio per le aziende che sono costrette a ritardare i pagamenti di imposte e contributi per continuare a sopravvivere e trovare liquidità;
in particolare in molti casi la situazione debitoria nei confronti dell'erario è dovuta all'insolvenza della pubblica amministrazione che, vincolata al rispetto del patto di stabilità, ritarda i pagamenti per commesse già eseguite ed obbliga le imprese ad anticipare somme per poter iniziare i lavori che saranno recuperate solo dopo alcuni anni;
l'entità del debito fiscale preclude la partecipazione delle imprese a bandi di gara per l'appalto di opere pubbliche la cui aggiudicazione permetterebbe alle stesse una ripresa della attività ed un rientro accelerato del debito fiscale in essere, quindi si assiste al caso paradossale per cui imprese che non sono state pagate dalla pubblica amministrazione per commesse già eseguite, non avendo sufficiente liquidità sono costrette a dover ritardare i pagamenti delle imposte e dei contributi e ciò preclude di fatto la loro partecipazione ad altre gare d'appalto in quanto risultanti non in regola con i versamenti;
le aziende sarde indebitate con il fisco, al 31 dicembre 2010, erano 64.104 su un attivo di 160.000 imprese presenti sul territorio, con una esposizione debitoria di 3 miliardi e 516 milioni di euro, vale a dire che il 40 per cento delle imprese sarde era gravata in media da un debito verso l'erario di circa 55.000 euro;
solo nella provincia di Cagliari, nel gennaio 2011, 33.956 imprese (+11 per cento rispetto a gennaio 2010) risultano essere indebitate con Equitalia per oltre 2 miliardi e 232 milioni di euro contro il miliardo e 700 milioni del gennaio 2010;
in sostanza in circa 12 mesi il sistema imprese della provincia di Cagliari ha incrementato i propri debiti nei confronti di Equitalia quasi del 24 per cento; nello specifico si registra un +23,30 per cento relativo alla sezione Erario (+20,56 per cento in Sardegna), +10,89 per cento nella sezione Inps (+11,15 per cento in Sardegna) e +21,46 per cento nella sezione Altri (+14,37 per cento in Sardegna);
i primi dati e le previsioni per l'anno in corso sono tutt'altro che confortanti visto che il numero di imprese indebitate con il fisco per il 2011 sembra destinato a toccare la cifra di 70.450 imprese, a fronte di un debito da riscuotere pari ad un importo di 4,27 miliardi di euro, con un'ulteriore crescita del 22 per cento in più rispetto all'anno precedente;
molti imprenditori sardi, in particolare piccole e medie imprese artigiane ed aziende agricole a conduzione familiare, che sono sempre state in regola con i versamenti delle imposte e dei contributi, oggi non sono in grado di far fronte al debito fiscale anche a causa dell'attuale sistema di computo degli interessi di mora e delle sanzioni che porta il debito a lievitare oltre ogni ragionevole misura facendo raddoppiare la cifra dovuta dopo circa cinque anni dall'accertamento;
sulle somme dovute dal contribuente all'erario vengono calcolati, in caso di ritardo nei pagamenti, costi aggiuntivi estremamente onerosi, mentre non si procede simmetricamente al computo degli interessi allorquando a vantare il credito sia il cittadino nei confronti dello Stato;
l'attuale sistema fiscale, i pignoramenti immobiliari, le procedure di fermo amministrativo di macchinari e automezzi utilizzati per il lavoro, sia di ambito artigianale che agropastorale, rischia di compromettere il tessuto produttivo delle imprese regionali già gravemente colpito dalla crisi economica internazionale, non ancora conclusa;
nel 2010 hanno dovuto dichiarare fallimento 2.351 aziende sarde;
per far fronte all'attuale crisi di liquidità delle imprese sarde sono necessarie misure urgenti che potrebbero alleviare il peso del debito fiscale ed evitare il razionamento del credito quali: l'allungamento del periodo di rateazione; il blocco dei pignoramenti; la riduzione dell'aggio di Equitalia e degli interessi di mora; la rivisitazione degli studi di settore; la sospensione della riscossione in casi eccezionali; la riduzione delle sanzioni civili in materia di contributi previdenziali; la sostituzione di garanzie reali con garanzie fideiussorie; l'accelerazione dei rimborsi erariali e l'applicazione della transazione fiscale di cui all'articolo 182-ter del Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267 e successive modificazioni;
occorre un urgente sostegno da parte delle istituzioni nazionali e regionali a favore dell'intero sistema produttivo isolano messo a dura prova dall'emergenza fiscale, ponendo la questione Sardegna al centro delle trattative negoziali fra Governo e Regione;
la legge delega in materia di federalismo fiscale n. 42 del 5 maggio 2009 ha riconosciuto la condizione di insularità e prefigura la fiscalità di vantaggio e di sviluppo come strumento di rilancio delle aree deboli del nostro Paese,

impegna il Governo:

a verificare l'opportunità di avviare le procedure per il riconoscimento, da parte del Governo, del territorio regionale come area di crisi ai sensi dell'articolo 19-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, come richiesto dalla Regione Sardegna con deliberazione di giunta n. 23/3 del 12.5.2011, avente come oggetto: «Interventi urgenti per le imprese e i contribuenti indebitati con Equitalia»;
ad individuare, di concerto con la Giunta Regionale della Sardegna, le aree del territorio regionale in stato di crisi ai sensi dell'articolo 2 della legge n. 99 del 2009 e del decreto ministeriale del 24.3.2010, anche al fine di disporre una moratoria fiscale da 6 a 12 mesi ai sensi del citato articolo 19-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, dovuta quando si verificano situazioni eccezionali che alterano gravemente lo svolgimento di un corretto rapporto con i contribuenti, in alternativa la sospensione del 50 per cento dei carichi da omessi versamenti (non quelli da accertamenti);
a verificare, sempre nelle suddette aree di crisi, la inapplicabilità degli studi di settore per l'anno di imposta 2008 e successivi o, in alternativa, la riduzione standard, ad esempio del 10 per cento.
9/4357-A/75.Calvisi, Schirru, Fadda, Marrocu, Melis, Pes.