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Atto a cui si riferisce:
C.7/00611 [Avviare un'azione di monitoraggio dei sistemi di raccolta differenziata di successo esistenti in Italia]



La VIII Commissione,
premesso che:
la raccolta differenziata dei rifiuti è la base per una gestione virtuosa sul piano ambientale ed efficiente a livello economico dei rifiuti prodotti soprattutto nelle città. In effetti tra i motivi alla base del susseguirsi di emergenze nella gestione dei

rifiuti in Campania vi è da sempre, in primo piano, quello dei livelli troppo bassi di raccolta differenziata, che come dimostrato dalle esperienze di successo negli altri Paesi dell'Unione europea è lo strumento principe per garantire un impatto ambientale sostenibile;
dal 2000 in poi la Campania e tutte le altre regioni del Mezzogiorno (ad eccezione della Sardegna) non hanno di fatto compiuto passi avanti nella percentuale di raccolta differenziata sul totale della raccolta dei rifiuti. Invece regioni come la Lombardia, il Piemonte, il Veneto e l'Emilia-Romagna sono cresciuti nel corso degli anni arrivando a livelli di eccellenza;
l'Osservatorio nazionale sui rifiuti certifica: «Le percentuali di recupero complessivo si attestano al Nord, al Centro e al Sud rispettivamente al 40 per cento, 20 per cento e 10 per cento. In termini assoluti si può rilevare che, su un totale di raccolta differenziata di quasi 9 milioni di tonnellate, circa 6 milioni sono state raccolte al Nord e circa 2,7 milioni sono state raccolte al Centro-Sud. Ancora, in altri termini, al Nord poco meno della metà della popolazione raccoglie circa il 70 per cento del differenziato, mentre l'altra metà (Centro-Sud) ne raccoglie sul totale del differenziato poco più del 30 per cento. Lo sbilanciamento può quindi essere misurato come un surplus del 40 per cento di raccolta differenziata»;
è necessario un forte impegno per colmare tale divario e per far sì che sull'intero territorio nazionale, anche nelle aree più complesse come quella di Napoli, vi sia un efficace sistema di raccolta differenziata, nella consapevolezza inoltre che è ingiusto che le inadempienze da parte degli enti locali in materia ricadano sui cittadini attraverso l'aumento delle tariffe per i servizi di raccolta dei rifiuti;
a livello nazionale il codice ambientale (decreto legislativo n.152 del 2006) detta a tutti gli enti locali l'obiettivo minimo del 65 per cento di raccolta differenziata dei rifiuti urbani entro il 31 dicembre 2012. Il problema è che non è poi stato emanato il previsto decreto del Governo che aveva lo scopo di stabilire la metodologia e i criteri di calcolo di questa percentuale e di questi obiettivi;
inoltre portare avanti politiche di successo nella gestione dei rifiuti è obiettivo essenziale non solo per assicurare ai cittadini la giusta qualità della vita, ma anche per mettere l'Italia in condizione di presentare alla Commissione europea, di qui al 2013, i piani di gestione dei rifiuti come previsto dall'ultima direttiva dell'Unione europea in materia (n. 2008/98/CE, già recepita nell'ordinamento italiano) in base ai quali raggiungere ulteriori specifici obiettivi di riciclaggio e riutilizzo dei rifiuti entro il 2020,


impegna il Governo


ad avviare un'azione di monitoraggio dei sistemi di raccolta differenziata di successo esistenti in Italia, al fine di individuare le pratiche migliori e di applicarle all'intero territorio nazionale promuovendone le modalità di attuazione più adeguate.
(7-00611) «Cosenza».