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Atto a cui si riferisce:
C.1/00668 [Naufragi dei barconi dei clandestini diretti verso le coste italiane]



La Camera,
premesso che:
il numero delle vittime registrate nei disastri marittimi che hanno coinvolto i barconi di clandestini diretti verso le coste italiane ha raggiunto dimensioni eccezionali e le stime del Ministero dell'interno prevedono che entro l'anno tale numero possa addirittura, decuplicarsi;
dai vertici dello Stato è giunto il sostegno nei giorni scorsi alla voce di alcuni organi di stampa, delle organizzazioni umanitarie e delle stesse Nazioni unite che ormai danno per improcrastinabile un intervento che blocchi alla partenza queste traversate, definendole dei veri e propri «viaggi della morte»;
risulta ormai evidente che queste migrazioni sono favorite e sfruttate da una rete criminale, che addirittura recluta i clandestini nelle loro terre di origine, esigendo somme enormi per i parametri economici locali, per poi caricarli su finti vascelli che sembrano scelti apposta perché non possano reggere il mare;
tali attività, promosse probabilmente dal regime di Gheddafi come rappresaglia contro l'Europa, potrebbero assumere rilievo di veri e propri crimini contro l'umanità da sottoporre alle valutazioni della procura presso la Corte penale internazionale;
di fronte alla preoccupante emergenza profughi dalla Libia, il portavoce militare della NATO ha sottolineato che l'Alleanza, nell'ambito dell'operazione Unified Protector, farà tutto il possibile per aiutare chi si trova in difficoltà e salvare vite umane in mare;
sinora l'Europa non ha dato risposte adeguate agli appelli di solidarietà rivolti dal Governo italiano e volti - è ora più che mai evidente - a salvare vite umane e non semplicemente a risolvere un problema di ordine interno;
le tragedie del mare che si stanno moltiplicando nell'indifferenza dell'opinione pubblica attengono agli inalienabili diritti delle persone, e non possono essere derubricate a numeri e statistiche come spesso avviene nelle istituzioni internazionali,


impegna il Governo:


ad intervenire con decisione in tutti gli ambiti internazionali affinché l'Unione europea e l'Onu mettano a disposizione le proprie risorse per interrompere l'ignobile traffico;
a chiedere che la Nato, all'interno delle previste operazioni di sorveglianza sulle coste libiche, si attivi per scoraggiare la partenza di altri convogli, in particolare ove si riscontri che questi siano utilizzabili come elemento di rappresaglia dallo stesso regime libico;
ad impegnarsi affinché il Consiglio nazionale transitorio, in Bengasi, considerato dall'Italia l'unico rappresentante legittimo del popolo libico, assuma l'impegno formale a collaborare nel rimpatrio dall'Italia di immigrati clandestini provenienti dalla Libia;
ad attivarsi perché si realizzi, con l'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operative alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (FRONTEX), in accordo con le autorità tunisine, un cordone di vigilanza entro le acque territoriali tunisine per impedire la partenza dei convogli da quelle coste;
ad operare perché, in accordo con le autorità tunisine ed all'interno di un più ampio quadro di collaborazione che prevede nuovi stanziamenti da parte del G8 per il rilancio dello sviluppo socio-economico del Paese, si realizzino in Tunisia dei campi di raccolta e assistenza per i profughi provenienti dall'area sub-sahariana e si potenzino e si rendano permanenti quelli già istituiti da organizzazioni non

governative e dalla Croce rossa italiana per accogliere i profughi in fuga dalla Libia.
(1-00668)
«De Angelis, Corsaro, Reguzzoni, Stefani, Giulio Marini, Holzmann, Mazzoni, Speciale, Berardi, Pugliese, Bitonci, Polledri, Negro, Fugatti, Alessandri, Bianconi, Scapagnini, Nizzi, Beccalossi, Saltamartini, Frassinetti, Laffranco, Cicu, Porcu».