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Atto a cui si riferisce:
S.1/00433 [Attivarsi in Europa per riformare la PAC ]



SCARPA BONAZZA BUORA, SANCIU, PICCIONI, ALLEGRINI, DI STEFANO, FASANO, NESPOLI, SANTINI, ZANOLETTI - Il Senato,

premesso che:

si assiste ad un'esponenziale crescita demografica ed ad una scarsità crescente delle risorse alimentari atte a garantire la sopravvivenza di oltre un miliardo di persone nel mondo;

lo scenario mondiale è mutato profondamente con una richiesta quantitativa e qualitativa di derrate alimentari particolarmente acuta in alcune parti del pianeta con conseguenti rivolte popolari, come avvenuto recentemente in alcuni Paesi nord africani;

i negoziati nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio (World trade organization, WTO) sono ormai da anni bloccati a causa di veti reciproci ed impraticabili mediazioni tra posizioni opposte tra blocchi di Paesi emergenti, Paesi sottosviluppati o arretrati e Paesi avanzati e che non è possibile scorgere nel breve periodo una reale ipotesi di accordo sul nodo della regolazione dei mercati dei beni alimentari;

la crescente domanda di commodities alimentari non trova adeguato e corrispondente aumento dell'offerta con conseguenti fenomeni di ulteriore distorsione dei mercati come la riduzione preoccupante delle scorte strategiche di beni di prima necessità, come l'accaparramento di terre in Paesi poveri da parte di fondi sovrani alla ricerca di sicurezza alimentare, come l'aumento di fenomeni di speculazione finanziaria tipica delle commodities energetiche anche per quelle agricole, con conseguente estrema volatilità dei prezzi a danno dei consumatori e degli agricoltori;

considerato che:

sono in fase avanzata le trattative a livello europeo per la nuova Politica agricola comune (PAC) 2013-2020 con pericoli concreti di riduzione del budget agricolo in particolare per l'Italia;

alla luce di questo scenario è necessario che venga riformata la PAC incentrando gli interventi su una rinnovata necessità di produrre beni alimentari europei in grado di garantire una maggiore capacità di autoapprovvigionamento, di ricostituzione di adeguate scorte strategiche di beni primari e di incrementare l'impegno atto a garantire la qualità e salubrità di prodotti agroalimentari;

è quindi necessario rinnovare ed attualizzare lo spirito del Trattato di Roma, fondante la stessa Unione europea, rivedendo profondamente le logiche della PAC attuale basata prevalentemente su interventi assistenziali e che non tengono adeguatamente conto delle implicazioni macroeconomiche poggiando prevalentemente sopra motivazioni e suggestioni ambientali e paesaggistiche, che ovviamente sono necessarie ma non sufficienti,

impegna il Governo ad attivarsi in Europa e nell'ambito delle relazioni internazionali e multilaterali per:

riformare la PAC mettendo al centro della politica agricola europea l'impresa quale produttrice di beni essenziali oltre che di esternalità ambientali positive;

garantire un adeguato budget alla PAC che permetta ai produttori agricoli un reddito sufficiente al mantenimento dell'attività produttiva anche attraverso la difesa dei prezzi e dei redditi dalla volatilità e dalle avversità climatiche;

permettere la ricostituzione di scorte alimentari di valore strategico con riflessi positivi sulla stabilizzazione dei prezzi e conseguentemente dei redditi agricoli e della possibilità di spesa dei consumatori;

costruire in ambito comunitario una politica che, ben lontana da arcaici protezionismi od impraticabili logiche autarchiche, sia però capace di proteggere la qualità delle produzioni continentali con particolare riferimento a quelle mediterranee, oltre alla sicurezza alimentare della popolazione europea ed italiana;

attivarsi nei fori internazionali continuando con decisione e pazienza a ricercare efficaci collaborazioni con i principali Paesi sviluppati, le nuove potenze agricole e le economie tuttora arretrate per ottenere concrete azioni di contrasto alla denutrizione ed alla malnutrizione;

perseverare nella lotta alla contraffazione dei prodotti agroalimentari di qualità anche attraverso l'affermazione delle indicazioni geografiche nel quadro dell'evoluzione delle politiche multilaterali che dovranno portare ad un accordo del WTO sostenibile sia per le economie sviluppate che per quelle in via di sviluppo o arretrate.