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Atto a cui si riferisce:
C.1/00660 [Sostegno al turismo nell'isola di Lampedusa]



La Camera,
premesso che:
le rivolte e gli scontri armati che ormai da mesi si ripetono in tanti Paesi del Nord Africa hanno prodotto una situazione di instabilità e di rischio per le loro popolazioni, accelerando e moltiplicando i flussi migratori che già si registravano verso l'Europa;
tale fase è tutt'altro che conclusa e difficilmente si potrà concludere a breve, considerato che alla sua base vi è la richiesta delle popolazioni di trasformazioni radicali, di libertà, di garanzia dei diritti umani, di democrazia, che richiede percorsi lunghi e complessi prima di portare all'auspicabile stabilizzazione;
l'Italia per la sua posizione funge da avamposto dell'Europa ed è direttamente esposta ai flussi migratori che dal Nord Africa e dall'Africa subsahariana spingono verso il Nord del Mediterraneo;
è l'isola di Lampedusa a subire le conseguenze più immediate dei continui sbarchi di migranti che fuggono dalle loro terre in rivolta, subendo ingenti danni economici per il calo della domanda turistica, che rappresenta la principale fonte economica dell'isola, tant'è che già a fine marzo 2011 si valutavano pari a 5 milioni di euro i danni subiti dal settore per il solo periodo pasquale;
fonti attendibili stimano che alla fine della stagione turistica 2011 saranno circa 800 mila le presenze che mancheranno all'isola, con una perdita di oltre 50 milioni di euro, senza contare che solo la stagione estiva pesa sull'economia dell'isola per 130 milioni di euro;
alla luce della difficile situazione nella quale versava, e versa tuttora Lampedusa, Alleanza per l'Italia presentava alla fine di marzo 2011 un'interrogazione proprio allo scopo di conoscere quali fossero le intenzioni e, soprattutto, le azioni del Governo per garantire il necessario sostegno all'economia dell'isola di Lampedusa, così coinvolta ed impegnata nell'accoglienza dei migranti;
il 29 aprile 2011 il Ministro Brambilla annunciava nel corso di una conferenza stampa le iniziative del Governo finalizzate alla promozione del turismo a Lampedusa. Infatti, ritenendo conclusa l'emergenza sbarchi, dava avvio alla seconda fase del piano straordinario di rilancio dell'isola, che, attraverso la comunicazione e i «buoni vacanza» per Lampedusa, avrebbe dovuto risollevare l'immagine e l'economia dell'isola siciliana;
mentre a Lampedusa gli sbarchi dei migranti continuano a ripetersi con ritmo sostenuto, le misure promesse dal Governo in occasione della visita del Presidente del Consiglio dei ministri nell'isola non hanno trovato ancora alcuna attuazione,


impegna il Governo:


ad adottare misure più incisive, dirette e immediate per sostenere il settore del turismo come motore principale dell'economia lampedusana e per tutelare le imprese che in esso operano;
a prevedere ogni iniziativa possibile per evitare che l'intero peso della crisi dei Paesi mediterranei venga scaricato sulla popolazione e sull'economia lampedusana, aumentando a dismisura i danni ingenti già subiti dall'isola a causa della situazione;
ad incentivare la promozione dell'immagine di Lampedusa e dell'intera Sicilia.
(1-00660)
«Mosella, Tabacci, Pisicchio, Brugger».