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Atto a cui si riferisce:
C.4/07797 [Estensione dei beni cedibili al demanio marittimo ]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata martedì 14 giugno 2011
nell'allegato B della seduta n. 485
All'Interrogazione 4-07797 presentata da
MAURO PILI
Risposta. - In riferimento all'atto parlamentare in esame si rappresenta quanto segue.
Il decreto legislativo 28 maggio 2010 numero 85, in materia di «Attribuzione a Comuni, Province, Città Metropolitane e Regioni di un proprio patrimonio ai sensi dell'articolo 19 della legge 5 maggio 2009 n. 42», rappresenta il primo adempimento formale del processo di attuazione dell'articolo 119 della Costituzione.
Nell'ambito delle attività propedeutiche all'attuazione del cosiddetto «federalismo demaniale» l'Agenzia del demanio, per quanto riguarda gli immobili di natura patrimoniale ritenuti suscettibili di trasferimento a Regioni ed enti locali, ha provveduto alla redazione e pubblicazione di un primo elenco di beni immobili dello Stato nonché di un'ulteriore sezione afferente l'elenco di quelli esclusi perché in uso alle amministrazioni statali per comprovate ed effettive finalità istituzionali.
In tale contesto corre l'obbligo di precisare che i beni ubicati nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano non figurano nei predetti elenchi, in quanto esclusi dall'ambito applicativo del già citato decreto legislativo n. 85 del 2010.
Nel caso della regione Sardegna, in particolare, trova applicazione l'articolo 14 del relativo statuto di autonomia, che dispone, al primo comma, che la regione. nell'ambito del suo territorio, succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo.
Al riguardo la commissione paritetica per le norme di attuazione dello statuto speciale della regione Sardegna non ha ancora avviato l'iter per l'adozione di una norma di attuazione in materia, sia pure nel rispetto dei principi e criteri direttivi contenuti nella normativa generale in materia di federalismo demaniale.
Si ritiene opportuno, infine, ribadire quanto contenuto nel decreto legislativo 18 settembre 2006, n. 267 recante «norme di attuazione dello statuto speciale della regione Sardegna recanti modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, n. 250, in materia di demanio e patrimonio».
L'articolo 1, comma 1 del citato decreto legislativo, conformemente al parere reso dall'adunanza generale del Consiglio di Stato in data 15 giugno 2005, ha abrogato l'ultimo comma del decreto del Presidente della Repubblica n. 250 del 1949 (il quale disponeva che «resteranno allo Stato i beni ad esso pervenuti successivamente all'entrata in vigore della legge costituzionale n. 3 del 1948 concernente lo statuto speciale della regione Sardegna»). Lo stesso articolo 1 citato prosegue prevedendo al secondo comma, l'identificazione periodica, mediante elenchi, dei beni demaniali e patrimoniali, pervenuti allo Stato successivamente alla data di entrata in vigore dello statuto di autonomia, che sono trasferiti alla regione autonoma.
Al comma 3 è previsto, inoltre, che «una commissione paritetica, composta da un rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali, un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze e due rappresentanti della Regione, individua, ai fini della predisposizione degli elenchi di cui al comma 2, i beni immobili di interesse storico, artistico ed archeologico da trasferire alla Regione stessa. Detti beni entrano a far parte del demanio della Regione».

Il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale: Raffaele Fitto.