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Atto a cui si riferisce:
S.1/00431 [Programmare politiche di promozione allo sviluppo basate su un approccio partecipativo delle popolazioni locali ]



VALLARDI, MONTANI, BRICOLO, MAURO, BODEGA, MAZZATORTA, ADERENTI, BOLDI, CAGNIN, DIVINA, FILIPPI Alberto, FRANCO Paolo, GARAVAGLIA Massimo, LEONI, MARAVENTANO, MONTI, MURA, PITTONI, RIZZI, STIFFONI, TORRI, VACCARI, VALLI - Il Senato,

premesso che:

la dichiarazione del Millennio approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre del 2000 impegna la comunità internazionale a sostenere la realizzazione, entro il 2015, di otto obiettivi prioritari attraverso un patto tra Paesi ricchi e Paesi poveri finalizzato a costruire un mondo più prospero e più equo per tutti;

il primo degli obiettivi fissati è "sradicare la povertà estrema e la fame" e quindi dimezzare il numero delle persone il cui reddito è inferiore ad un dollaro al giorno, la maggioranza delle quali vive nei Paesi in via di sviluppo (PVS) dove costituisce il 16 per cento della popolazione;

in base alle rilevazioni FAO, nel 2010 il numero di persone sottonutrite è sceso a 925 milioni di persone, rispetto al miliardo e 23 milioni del 2009 e le stime per il 2011 indicano che tale numero diminuirà ancora a livello globale, sebbene a ritmi diversi in tutti i PVS. La regione con il maggior numero di affamati resterà quella dell'Asia e del Pacifico, che tuttavia, con un calo atteso della popolazione del 12 per cento, registrerà anche il miglioramento più rilevante;

nonostante tale prevista diminuzione, la prima in 15 anni, il numero delle persone estremamente povere rimane a livelli inaccettabili e pertanto è ancora più urgente la necessità di individuare soluzioni alla costante carenza di materie prime alimentari e alla diseguale distribuzione delle stesse tra Paesi ricchi e Paesi poveri;

la sopravvivenza delle popolazioni dei PVS dipende quasi esclusivamente dall'agricoltura, lo sviluppo rurale delle regioni povere svolge un ruolo essenziale nel promuovere la sicurezza alimentare e combattere la fame e la malnutrizione;

in gran parte dei PVS l'agricoltura è ancora essenzialmente di piantagione, assorbe la maggior parte degli investimenti e produce solo per l'esportazione; il carattere monocolturale inoltre penalizza ulteriormente la ragione di scambio e innesca processi di disequilibrio territoriale con conseguente aumento della desertificazione e delle carestie;

i fattori che influenzano la capacità delle economie rurali di garantire la sussistenza alle loro popolazioni sono molti e riguardano sia fenomeni endogeni quali l'accesso alla terra e il controllo e la gestione delle risorse locali, che esogeni, quali i cambiamenti climatici che incidono sulle rese agricole e la volatilità del prezzo globale degli alimenti causato dal rialzo del prezzo del petrolio e dalla speculazione su molte commodities agricole; le tensioni sociali che stanno attraversando il Nord Africa, innescate dagli aumenti del prezzo dei generi alimentari e il rialzo record delle quotazioni di cereali, zucchero e oli vegetali, sono alcune manifestazioni degli squilibri nel sistema globale di approvvigionamento alimentare;

l'intensificazione dell'uso dei prodotti agricoli per la realizzazione di biocarburanti ha fortemente alterato il mercato agricolo: due terzi dell'aumento globale della produzione di mais tra il 2003 e il 2007 e circa un terzo del mais prodotto negli Stati Uniti è stato trasformato in etanolo. La destinazione di prodotti agricoli per uso diverso da quello alimentare danneggia ulteriormente lo sviluppo rurale dei PVS che attraggono investimenti unicamente per creare nuove opportunità di esportazione;

considerato che:

l'agricoltura e quindi la produzione di cibo svolge un ruolo primario nel processo di riduzione ed eliminazione della povertà estrema, lo sviluppo rurale dei PVS non può prescindere da una sostanziale riconversione dei sistemi agricoli tradizionali, favorendo interventi infrastrutturali in grado di supportare adeguatamente l'agricoltura di sussistenza;

in molti PVS le donne risultano vitali per la produzione alimentare, rappresentando circa il 43 per cento della forza lavoro agricola pur avendo minori possibilità di accesso ai servizi finanziari, alle attrezzature tecniche, alla terra, all'istruzione e ai mercati; un recente rapporto delle Nazioni Unite evidenzia che l'accoglimento di tali opportunità, oltre a ridurre le disuguaglianze di genere, potrebbe aumentare dal 2,5 al 4 per cento la produzione agricola, guadagno che ridurrebbe il numero di persone che soffrono la fame del 12-17 per cento, cioè dai 100 a 150 milioni di individui;

è ormai noto che un significativo ostacolo allo sviluppo economico dei PVS è la diffusa corruzione politica dei regimi nati dalle guerre di liberazione coloniale che, di fatto, hanno mantenuto il precedente sistema di sfruttamento della popolazione osteggiando l'iniziativa privata e consentendo a poche élite di godere dei profitti derivanti dall'economia;

il mero trasferimento di risorse non promuove lo sviluppo ma anzi accresce la dipendenza dei PVS dalle economie sviluppate aumentando il rischio che gli interessi geopolitici ed economici finiscano con il prevalere sul progresso e la stabilità dei Paesi poveri, qualsiasi percorso nazionale di crescita non può che originare da un assetto istituzionale democratico e da processi politici autonomi e inclusivi dove la società civile rappresenti l'interlocutore privilegiato per la progettazione dello sviluppo stesso,

impegna il Governo:

a programmare politiche di promozione allo sviluppo basate su un approccio partecipativo delle popolazioni locali che le veda protagoniste attive dei processi di crescita sia economica che politica indispensabili al miglioramento della propria condizione;

a rafforzare la cooperazione bilaterale riducendo il numero dei Paesi beneficiari per una maggior concentrazione delle azioni e una miglior efficacia degli aiuti evitando la dispersione dei finanziamenti al fine di realizzare progetti sostenibili in grado di continuare a produrre benefici anche dopo la cessazione degli interventi di assistenza tecnica realizzati dai donors;

a rivedere il ruolo delle istituzioni internazionali e delle organizzazioni non governative e il sistema vigente dei finanziamenti al fine di valutare l'attività svolta sulla base dell'efficacia e della rilevanza nel contribuire al conseguimento degli obiettivi prioritari della cooperazione;

ad attivarsi nelle competenti sedi comunitarie ed internazionali per realizzare, oltre ai programmi di assistenza nutrizionale a favore dell'infanzia, un sistema di governance del settore agricolo e della sicurezza alimentare che promuova lo sviluppo rurale dei PVS mediante interventi strutturali volti ad aumentare la produttività, in particolare dei piccoli agricoltori che si collocano al di fuori del sistema dell'agricoltura commerciale e che devono essere messi nelle condizioni di poter beneficiare delle dinamiche dei mercati, a migliorare l'accessibilità ai servizi finanziari rurali e a creare opportunità di lavoro non agricolo che favoriscano lo sviluppo dell'iniziativa privata anche con una rinnovata attenzione al ruolo cruciale svolto dalle donne nelle comunità rurali.