• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/12328 [Assicurare la giusta applicazione della normativa vigente per l'imposta sul valore aggiunto]



DI BIAGIO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
la normativa italiana in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA) nel decreto

del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 non prevede l'imposta erariale o l'addizionale regionale tra le voci che possono costituire valore aggiunto e dunque essere soggette a IVA;
la Corte di cassazione, nella sentenza n. 3671 del 29 aprile 1997, ha stabilito che il prelievo fiscale non può essere a sua volta, in tutto o in parte, base imponibile per un nuovo prelievo di natura analoga;
la Corte costituzionale - sentenza n. 238/2009 - ha ribadito tale risultato, tenendo conto della direttiva 2006/112/CE, che all'articolo 13, periodo 1, prevede che «Gli Stati, le regioni, le province, i comuni e gli altri enti di diritto pubblico non sono considerati soggetti passivi per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità, anche quando, in relazione a tali attività od operazioni, percepiscono diritti, canoni, contributi o retribuzioni»;
quanto evidenziato è annoverato anche tra le affermazioni della Corte di giustizia europea, sia nella causa 288/07 del 16 settembre 2008, sia nella sentenza del 15 maggio 1990, causa 4/89;
la normativa vigente, così come la prassi giurisprudenziale, si trova tuttavia in contrasto con quanto si riscontra nelle fatture che i diversi gestori di luce e gas recapitano nelle case dei consumatori, dove figura una sorta di anatocismo contributivo, giacché la base imponibile su cui è calcolata l'IVA comprende a sua volta sia le imposte erariali di consumo, sia le addizionali;
questo dato, messo più volte in evidenza dalle associazioni dei consumatori e dalle associazioni sindacali, può essere facilmente registrato da un qualsiasi cittadino consultando le voci di spesa delle proprie bollette di luce e gas;
i consumatori si trovano pertanto a pagare una ingiusta e illegittima «tassa sulla tassa» a meno che non vogliano tentare la via del ricorso e della richiesta di rimborso, che tanto spesso caratterizza le dinamiche di «tutela» dei diritti dei cittadini italiani -:
se sia a conoscenza di quanto evidenziato in premessa e quali iniziative anche normative di competenza intenda assumere per assicurare la giusta applicazione della normativa vigente per l'imposta sul valore aggiunto, a tutela dei consumatori, per quanto riguarda gli oneri ingiustamente addebitati in bolletta dalle società erogatrici dei servizi di cui in premessa, su imposte erariali e addizionali, per i clienti domestici.
(4-12328)