• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/12250 [Tutelare i lavoratori socialmente utili della Calabria impiegati nella pulizia delle scuole]



OCCHIUTO. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro per i rapporti con le regioni e coesione territoriale, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
in Calabria sono circa 1.500 i lavoratori in precedenza inseriti nel bacino dei

lavoratori socialmente utili o assunti con contratti a termine dalle pubbliche amministrazioni, stabilizzati ai sensi della legge n. 388 del 23 dicembre 2000;
sulla base di una convenzione sottoscritta con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, secondo uno schema attuato nelle regioni Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Basilicata, detti lavoratori sono stati impiegati nelle scuole calabresi di ogni ordine e grado, con contratto part-time di 35 ore settimanali, per garantire le attività di pulizia degli istituti scolastici;
con propria direttiva n. 103 del 30 dicembre 2010 il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, preso atto che la legislazione vigente non contempla ipotesi di proroga per gli anni 2011 e seguenti dell'impiego dei lavoratori stabilizzati con la legge n. 388 del 23 dicembre 2000, nelle attività di pulizia degli istituti scolastici, ha statuito di dar luogo all'affidamento delle stesse attività mediante procedura di gara da esperirsi a cura di ogni istituzione scolastica, nella propria autonomia;
in virtù di ciò, a partire dal 30 giugno 2011, data di scadenza dei contratti part-time in essere, oltre un migliaio di lavoratori calabresi e le loro famiglie, al pari di tanti altri loro colleghi e nuclei familiari residenti nelle altre regioni meridionali potrebbero rimanere senza lavoro né fonti di sostentamento;
il 22 marzo 2011, anche l'incontro convocato presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per provare a dare soluzione alla vicenda si è concluso con un nulla di fatto, per l'irremovibilità del Ministro;
la citata direttiva ministeriale non garantisce il percorso occupazionale degli ex lavoratori socialmente utili calabresi né, tanto meno, il loro reinserimento lavorativo -:
se e in che modo intendano intervenire al fine di tutelare i livelli occupazionali e salariali dei lavoratori in questione;
se non ritengano opportuno aprire, con le rappresentanze dei lavoratori, la regione Calabria e gli altri soggetti coinvolti, un tavolo di confronto al fine di individuare i mezzi più idonei alla soluzione del problema.
(4-12250)