• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/12237 [Occupazione abusiva dell'ex cinema Palazzo nel quartiere San Lorenzo a Roma]



ARACRI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
negli ultimi anni il quartiere di San Lorenzo, a Roma, è stato oggetto di scelte politiche che ne hanno esaltato sempre più la vocazione al divertimento notturno, tanto che vi svolgono la propria attività molti locali pubblici aperti per lo più la sera e vi sono già presenti bar, osterie, pub, alcuni dei quali dotati anche di giochi d'azzardo legale;
sul territorio esiste, in posizione centrale, l'ex-cinema Palazzo, una struttura di proprietà della società Area Domus srl. Negli ultimi venti anni il cinema Palazzo è stato sala da biliardo, poi una sala bingo ed è infine rimasto chiuso negli ultimi cinque anni, anche perché, a quanto risulta all'interrogante, le proposte avanzate alla proprietà per la gestione dello stabile non erano corroborate da adeguate garanzie economiche;
il 15 dicembre 2010 la società Camene spa ha stipulato un contratto di locazione commerciale per l'affitto del'ex cinema Palazzo e su tale immobile, dal gennaio 2011, sono iniziati regolari lavori di ristrutturazione. Intenzione della società affittuaria è quella di realizzare un «negozio del gioco», con regolare autorizzazione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS). Oltre alle garanzie da dare al proprietario, la Camene spa si è procurata tutte le altre autorizzazioni di legge previste;
il progetto dell'attività ricreative da svolgere nell'ex-cinema Palazzo prevede l'attivazione di 50 posti di lavoro e la realizzazione di attività culturali aperte al pubblico negli spazi plateali, mentre i giochi legali sarebbero a disposizione negli spazi circostanti, con una sinergia tra le attività artistiche e quelle di gioco legale con una prevalenza delle prime, sia per gli spazi che per l'evidenza;
in data 15 aprile 2011, a lavori quasi ultimati ma ancora in corso, una ventina di persone facenti capo all'organizzazione Action si è introdotta all'interno del predetto immobile per occuparlo abusivamente. Tutti gli operai presenti sono stati minacciati e allontanati con violenza lasciando il cantiere aperto e l'edificio nel possesso degli occupanti;
la Camene spa ha sporto denuncia alla procura della Repubblica di Roma

attraverso il competente commissariato di zona per violenza privata, violazione di domicilio e occupazione abusiva;
il locale è tuttora occupato abusivamente e il commissariato competente non è ancora intervenuto in alcun modo. Ugualmente sono inerti i vigili del fuoco e la polizia municipale a fronte della denuncia dei rischi che sono presenti con lo svolgersi di attività collettive in uno spazio che non ha ancora le attrezzature di sicurezza;
l'organizzazione «Action» è da anni ben nota per le occupazione di immobili nella città di Roma, giustificate con il grave disagio abitativo nella capitale oppure con il perdurante abbandono dell'immobile occupato, e di fronte a queste azioni violente l'amministrazione è spesso scesa a compromessi, talvolta al limite della legalità;
l'ex-cinema Palazzo non è un immobile demaniale inutilizzato, non era in stato di abbandono e l'occupazione che lo colpisce non ha l'obiettivo di dare un tetto a delle famiglie. Lo stabile è invece una proprietà privata ed elemento cardine di una legittima e autorizzata azione d'impresa da parte di privati che vi hanno investito capitali propri, azione d'impresa al momento ostacolata illegittimamente e con l'uso della violenza;
gli occupanti hanno dichiarato esplicitamente che loro obiettivo è quello di impedire l'apertura del «negozio del gioco», così come progettato dalla Camene spa, per adibire la struttura a cinema-teatro e luogo di attività culturali;
da recenti notizie di stampa si apprende che l'investimento degli affittuari è al momento stimabile intorno al milione di euro e che, venendo a mancare la realizzazione del progetto, sarebbero a rischio anche i 50 posti di lavoro. Risulta inoltre che la struttura è al momento utilizzata per spettacoli pubblici, incontri, proiezioni di film, nonostante manchino le necessarie garanzie di sicurezza, denunciate a più riprese dall'affittuario;
a seguito dell'occupazione diversi esponenti delle amministrazioni locali si sono schierati a favore della stessa, condividendone gli obiettivi e senza condannare i metodi e l'impresa e anzi prendendo iniziative affinché questo vero e proprio «esproprio» abbia successo;
il presidente del III municipio di Roma, Dario Marcucci, ha incontrato gli occupanti e si è detto intenzionato a prendere iniziative per impedire l'apertura delle attività della Camene spa, tanto che è possibile vedere in rete un video in cui arringa gli occupanti sul come li aiuterà nella loro impresa;
l'assessore alle Politiche culturali del comune di Roma, Dino Gasperini, ha dichiarato di voler convocare un tavolo per favorire l'utilizzo del cinema Palazzo come struttura a fini culturali, senza specificare con quali soldi e senza alcuna menzione sulla salvaguardia dei diritti della proprietà e dell'affittuario;
il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha a sua volta incontrato gli occupanti e si è detto contrario all'apertura dell'attività su cui ha investito la Camene spa, auspicando che l'ex-cinema Palazzo diventi un centro di attività culturale. In particolare si è augurato, come riportato da organi di stampa, «che chi ha l'autorità competente faccia di tutto per prevenire la possibile nascita di un problema», con un malcelato accenno alla possibilità che la questura non permetta le attività della Camene spa;
nel caso in cui, sottostando alle pressioni provenienti da diverse parti, politiche e non, la questura non concedesse o dilazionasse il rilascio dei nullaosta dettati dal TULPS (a fronte della regolarità di tutte le autorizzazioni in possesso della Camene spa), si correrebbe il rischio di veder aperto un contenzioso al cui termine la pubblica amministrazione, soccombente, sarà costretta a risarcire la Camene spa dei danni provocati;
il 5 maggio 2011 nel locale si è tenuta un'assemblea pubblica, senza la partecipazione

della proprietà, alla presenza, tra gli altri, del presidente del III Municipio e dell'assessore alla cultura della provincia di Roma, Cecilia D'Elia. Quest'ultima, come riportato in un audio diffuso in rete dagli occupanti, avrebbe fatto intendere che, una volta che le istituzioni di prossimità (il municipio competente) dovessero porre ostacoli alla realizzazione del progetto, le istituzioni tutte potrebbero a quel punto «costringere» la proprietà a sedersi al tavolo delle trattative;
l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, quindi le casse dello Stato, si vede sottrarre l'entrata di una raccolta fiscale autorizzata, legittima e anzi funzionale al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica stabiliti dalla legge finanziaria per il 2007, la quale prevede l'apertura di una consistente quantità di attività di gioco legale per combattere quello illegale e clandestino;
la Costituzione, all'articolo 41, statuisce che l'iniziativa economica privata è libera. L'articolo 42, secondo capoverso, stabilisce invece che la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge;
privati cittadini impediscono ad altri privati cittadini l'esercizio di diritti costituzionalmente garantiti e sia le istituzioni locali che le forze dell'ordine, alla data di oggi, hanno passivamente assistito, quando non avallato, tali illegalità -:
se sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa;
quali urgenti iniziative, nei limiti delle proprie specifiche competenze, intenda adottare per ristabilire il ripristino della legalità e la possibilità per ogni cittadino di fruire liberamente dei diritti costituzionalmente tutelati;
se non ritenga opportuno convocare i vertici locali delle FF.OO. per chiarire i motivi che hanno impedito finora qualsiasi iniziativa volta al rispetto del diritto e al ristabilimento della legalità.
(4-12237)