• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04869 [Persecuzione dei cristiani in Algeria]



RENATO FARINA. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
dall'agenzia di stampa Zenit in data 6 giugno 2011 si legge il titolo della notizia «Ha dato un CD ad un vicino, per questo deve scontare cinque anni di prigione», parole pronunciate dal pastore Mustapha Krim, presidente della Chiesa Protestante d'Algeria (EPA), che ha riassunto a Compass Direct News (30 maggio) la pesante condanna inflitta di recente dalla giustizia del Paese maghrebino ad un cristiano evangelico, di nome Siaghi Krimo;
il tribunale correzionale del distretto di Djamel, ad Oran, Wahran in arabo, ha condannato infatti mercoledì 25 maggio il convertito ad una pena di cinque anni di prigione ed inoltre al pagamento di una multa di 200.000 dinari (circa 2.760 dollari) per aver «offeso il Profeta». Krimo, che è sposato e ha una bambina di 9 mesi, ha 10 giorni di tempo per presentare appello;
l'uomo era stato arrestato insieme ad un altro cristiano dai servizi di sicurezza algerini il 14 aprile scorso. Rimesso in libertà solo dopo tre giorni, Krimo è finito davanti al tribunale lo scorso 4 maggio. Ad accusare il cristiano di proselitismo e di blasfemia nei confronti del profeta Maometto è stato un suo vicino musulmano, a cui l'uomo aveva dato un CD e con cui aveva avuto una discussione sulla fede cristiana;
ciò che colpisce nella vicenda è che l'intero processo contro Krimo si è svolto in assenza dell'unico testimone della presunta blasfemia - il vicino musulmano appunto - e anche di qualsiasi prova materiale. Questo «dettaglio» non ha impedito però al giudice di turno di andare ben oltre la pena richiesta dal rappresentante del pubblico ministero. Mentre la procura aveva chiesto infatti una pena detentiva di due anni ed una pecuniaria di soltanto 50.000 dinari, il giudice ha deciso diversamente ed ha inflitto all'imputato la massima punizione prevista dal Codice penale algerino per la violazione dell'articolo 144-bis 2;
l'articolo in questione, che si potrebbe definire la versione algerina della famigerata legge pachistana sulla blasfemia, prevede condanne detentive fino a cinque anni di galera per chi offende il profeta o «i messaggeri di Dio» e per chi «denigra i dogmi e i precetti dell'islam

attraverso testi scritti, disegni, dichiarazioni o qualsiasi altro mezzo» (Compass);
la dura condanna ha lasciato di stucco la comunità cristiana algerina. «Se cominciamo ad applicare la legge in questo modo, significa che non c'è rispetto per il cristianesimo», cosi ha dichiarato il capo dell'EPA, Mustapha Krim. «Molto presto tutti i cristiani d'Algeria si ritroveranno in carcere», ha detto a Compass. «Se il semplice fatto di dare un CD al tuo vicino viene a costare cinque anni di prigione, questo è catastrofale»;
anche il legale di Krimo, Mohamed Ben Belkacem, ha parlato di una sentenza inaspettatamente dura, la quale rispecchia il pregiudizio da parte del potere algerino verso i cristiani. «Non ci aspettavamo per nulla questa sentenza», ha confessato a Compass, «Il giudice ha punito il »cristiano«, non l'»imputato«. Non c'era prova, e ciononostante la Corte non ha accettato circostanze attenuanti», ha continuato il legale, il quale ha ricordato che Krimo aveva «buoni contatti» con il vicinato e si è del resto proclamato innocente. «Il mio cliente ha negato di aver insultato il Profeta e non c'è alcuna prova materiale a sostegno di quest'accusa», ha sottolineato Ben Belkacem;
alcuni non escludono del resto che la Corte abbia subìto delle pressioni per condannare il cristiano per l'avvocato Ben Belkacem, «i cristiani vivono in una situazione molto difficile in Algeria». «Vengono solo tollerati per motivi di politica estera e in realtà non hanno alcuna libertà di culto, visto che nessuna associazione viene riconosciuto nonostante i numerosi sforzi» (Compass, 25 maggio);
anche El Watan non ha dubbi. «L'intolleranza ufficiale continua ad infuriare» in Algeria, un Paese in cui «essere in possesso di Vangeli o Bibbie è diventato un crimine passibile della prigione»;
come ricordato da Compass, l'Algeria conta oggi più di 99.000 cristiani, che rappresentano meno dello 0,3 per cento della popolazione composta da 35,4 milioni di abitanti;
la risoluzione Mazzocchi e altri approvata alla Camera dei deputati il 12 gennaio 2011 sulla libertà religiosa impegna il Governo:lla tutela dei cristiani nel mondo -:
se il Governo sia a conoscenza dei fatti riportati e il resoconto sopra riportato corrisponda al vero;
se il Governo intenda chiedere chiarimenti in merito a questa vicenda al Governo della Repubblica Democratica Popolare di Algeria;
come intenda procedere per difendere i princìpi di libertà religiosa contenuti nella risoluzione approvata dal Parlamento;
se il Governo sia a conoscenza di casi simili di persecuzione dei cristiani in Algeria.
(5-04869)