• Testo interpellanza

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01113 [Adeguamento stipendiale per i ricercatori e gli associati che vengano confermati o per gli straordinari divenuti ordinari]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per sapere - premesso che:
l'articolo 9, comma 1 del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica (Gazzetta Ufficiale del 30 luglio 2010, n. 176), prevede che per gli anni 2011, 2012 e 2013, il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, non può superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamente spettante per l'anno 2010, fermo in ogni caso quanto previsto dal comma 21, terzo e quarto periodo, per le progressioni di carriera comunque denominate;

il citato comma 21 dello stesso articolo prevede che i meccanismi di adeguamento retributivo per il personale non contrattualizzato di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, così come previsti dall'articolo 24 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, non si applicano per gli anni 2011, 2012 e 2013 e non danno comunque luogo a successivi recuperi. Per il personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, le progressioni di carriera comunque denominate eventualmente disposte negli anni 2011, 2012 e 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici;
molte università stanno interpretando tale norma nel senso di considerare i passaggi da ricercatore o professore associato non confermati a confermati, da professore straordinario ad ordinario come «avanzamento di carriera» e, pertanto, per la lettera del comma 21 dell'articolo 9 del decreto-legge n. 78 del 2010, validi solo ai fini giuridici e non ai fini economici;
la nozione di «conferma in uno stesso ruolo» esclude a priori l'idea di una «progressione di carriera», benché il passaggio non sia automatico, essendo previsto un giudizio dal quale può conseguire una mancata conferma;
la conferma nel ruolo di ricercatore, così come la conferma nel ruolo di professore di seconda o di prima fascia, paiono dunque rientrare nella categoria degli «eventi straordinari della dinamica retributiva», di cui parla il citato articolo 9, comma 1, del decreto-legge n. 78 del 2010, al pari, in qualche misura, del «conseguimento di funzioni diverse in corso d'anno»;
l'inammissibilità, ai sensi dell'articolo 9, comma 1, di una progressione stipendiale rispetto al 2010 applicata ai confermati determinerebbe inoltre pesanti effetti discriminatori quando entrerà in vigore la disposizione della legge n. 240 del 2010 relativa all'abolizione dello straordinariato ed all'accesso diretto ai ruoli dell'ordinariato. In tal modo, infatti, l'ordinario che nel 2012 vincerà un concorso si vedrà applicare i tabellari dei professori ordinari, al contrario dell'ordinario che è divenuto tale per conferma nello stesso 2012, avendo già fruito del trattamento economico dello straordinario;
ulteriori distorsioni si produrrebbero nella scelta tra il tempo pieno e il tempo definito che usualmente avviene al termine del triennio di conferma. Il blocco dello stipendio a seguito della conferma, infatti, inciderebbe unicamente per chi opta per il tempo pieno, il che porrebbe in una situazione di svantaggio i ricercatori che optano per il tempo pieno rispetto a coloro che optano per il tempo definito -:
se non ritenga opportuno emanare una circolare interpretativa di tale disposizione che consenta l'adeguamento stipendiale per i ricercatori e gli associati che vengano confermati o per gli straordinari divenuti ordinari nel corso degli anni 2011, 2012, 2013, chiarendo che tali circostanze consistono in «eventi straordinari della dinamica retributiva» esclusi, ai sensi dell'articolo 9, comma 1, del decreto-legge n. 78 del 2010, dal blocco dei trattamenti economici determinato dalla medesima legge.
(2-01113)
«Vassallo, De Biasi, Ghizzoni, Bachelet, Nicolais, Mazzarella, Lo Moro, Sani, De Pasquale, Picierno, Calvisi, Sanga, Fluvi, Pes, Scarpetti, Ginefra, Zazzera, Ciriello, Zucchi, Fontanelli, Mariani, Arturo Mario Luigi Parisi, Laratta, Viola, Merloni, Naccarato, Bellanova, Ferranti, Federico Testa, Boccuzzi, Ferrari, De Torre, Porta, Bucchino, Bobba, Schirru, Agostini, Fedi, Mogherini Rebesani, Villecco Calipari».