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Atto a cui si riferisce:
C.2/01104 [Definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere - premesso che:
il drastico ridimensionamento dei fondi statali di carattere sociale deciso da

questo governo ha comportato l'agonia nonché la fine di importanti politiche socio assistenziali;
la stessa Conferenza delle regioni e delle province autonome ha espresso in data 5 maggio 2011, in un documento ufficiale molta preoccupazione e disagio «per l'andamento che hanno assunto i finanziamenti nazionali a favore delle Politiche Sociali e della Famiglia: a partire dal mancato rifinanziamento del Fondo per le non Autosufficienze, che sta creando gravi problemi a tutte le regioni ma soprattutto ai non autosufficienti, al Fondo Nazionale Politiche Sociali, già fortemente penalizzato con i tagli alla finanza regionale del 2010, che ha subito una ulteriore decurtazione, di 55 milioni di euro rendendolo pari al 47 per cento di quanto è stato erogato nel 2010, a sua volta già molto decurtato rispetto le precedenti annualità. Stessa sorte hanno subito i Fondi per la Famiglia, già dimezzati rispetto al 2010, ed ora ulteriormente ridotti di 25 milioni di euro. Anche per le Politiche Giovanili a fronte di un Accordo Quadro che doveva garantire un triennio (2010/2012) i finanziamenti del 2011 e 2012 non sono oggi reperibili nel bilancio statale. Anche se tecnicamente i "tagli" citati, sono considerati accantonamenti, è certo che in oggi tali finanziamenti non sono disponibili e non possono essere erogati alle Regioni e da queste ai Comuni. Ciò, provoca gravi disagi alle Amministrazioni ma soprattutto, ridurrà le prestazioni a favore delle fasce deboli, in un momento, dove non è difficile osservare che i problemi sociali e delle famiglie sono in aumento e non in diminuzione»;
il taglio più significativo riguarda il Fondo nazionale per le politiche sociali (FNPS) di cui all'articolo 20 della legge n. 328 del 2000;
le risorse del FNPS, che rappresenta la principale fonte di finanziamento statale degli interventi di assistenza alle persone e alle famiglie, contribuiscono in misura decisiva al finanziamento della rete integrata dei servizi sociali territoriali attraverso la quota del fondo ripartita tra le regioni (che a loro volta attribuiscono le risorse ai comuni, che erogano i servizi ai cittadini in conformità ai Piani sociali di zona).
la manovra di bilancio per il 2011 ha cancellato poi ogni stanziamento per il Fondo per la non autosufficienza, istituito dall'articolo 1, comma 1264 della legge finanziaria per il 2007 e finalizzato a garantire su tutto il territorio nazionale l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali in favore delle persone non autosufficienti;
in generale tutti i fondi di carattere sociale sono stati tagliati, il Fondo politiche per la famiglia, per le politiche giovanili, per il piano nidi, per l'affitto, per il servizio civile, per l'infanzia e l'adolescenza; per l'inclusione sociale degli immigrati, per le pari opportunità;
sul tema del rispetto dei ruoli fra livelli istituzionali e sussidiarietà orizzontale, per quanto riguarda, ad esempio, la sperimentazione della social card, che il decreto cosiddetto milleproroghe attribuisce ad enti caritativi che devono poi assegnarla direttamente alle persone in condizione di bisogno, non vengono rispettate le competenze, «bypassando» la programmazione regionale e il principio di «leale collaborazione» tra livelli istituzionali, già introdotto dalle modifiche del Titolo V della Costituzione e maggiormente sottolineato dalla legge n. 42 del 2009 sul Federalismo fiscale e amministrativo -:
quali misure economiche e finanziarie il Governo intenda assumere affinché le politiche sociali nel loro complesso tornino ad essere una priorità per questo Governo ed i fondi sociali precedentemente decurtati tornino ad avere le risorse economiche e finanziarie adeguate ad una reale e concreta politica di inserimento sociale delle fasce più bisognose;
quali siano i tempi entro cui il Governo intenda definire, in collaborazione con gli altri enti interessati, i livelli essenziali delle prestazioni sociali, al fine di

poter offrire ai cittadini più vulnerabili, le risposte dovute ai loro bisogni per una partecipazione vera ed attiva alla società civile;
quale sia allo stato attuale l'applicazione della «nuova social card» introdotta con il decreto cosiddetto milleproroghe, in particolare la sua diffusione e la sua utilizzazione;
quali siano le misure che il Governo intenda assumere in relazione alla problematica della non autosufficienza posto che, come ricordato da una recente ricerca promossa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, a fronte di almeno 2,6 milioni di persone non autonome nello svolgere le normali funzioni quotidiane, le risorse pubbliche destinate a sostenere le disabilità e la non autosufficienza sono assolutamente esigue in rapporto a quanto accade nel resto d'Europa.
(2-01104)
«Livia Turco, Fontanelli, Miotto, Sarubbi, Bossa, Murer, Grassi, Bucchino, Sbrollini».