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Atto a cui si riferisce:
C.1/00652 [Tutela dei contribuenti]



La Camera,
premesso che:
l'inviolabile, fondamentale dovere di concorrere alle spese pubbliche deve essere continuamente ribadito a sostegno della lealtà civica e della solidarietà sociale;
correlativamente, i Governi e i Parlamenti, le regioni, le province e i comuni, secondo le competenze loro assegnate dalla legge, hanno il dovere di tutelare, vigilare, rinforzare il sistema impositivo, perché non risulti ingiusto per l'azione dei pubblici poteri;
le politiche tributarie, se in prima istanza rispondono all'esigenza di provvedere ai mezzi per la conduzione delle politiche pubbliche, debbono subito dopo soddisfare le insopprimibili attese di equità e giustizia della società in tutte le sue componenti, semmai promuovendole anziché trascurandole;
le imposte non possono costituire il fine pubblico, dovendo servirlo in una logica di ragionevolezza e ponderazione con l'interesse generale;
alcune norme, adottate con lo scopo condiviso di rendere più efficace la lotta all'evasione e più celere la riscossione, hanno bisogno di una dotazione di flessibilità, che, propriamente, non è tra le caratteristiche dei sistemi tributari, né degli uffici preposti;
le procedure per l'allungamento della rateizzazione per i contribuenti in difficoltà con il fisco ed altri enti sono disciplinate da nuove procedure introdotte con il «decreto milleproroghe» del 2010;

le istanze per ottenere eventuali rateizzazioni delle somme dovute dovrebbero essere presentate entro il 30 giugno 2011 e la stessa rateizzazione, per importi superiori ai 5.000 euro, può essere concessa solo previa certificazione del peggioramento della situazione economica dei contribuenti siano essi persone fisiche o piccole e medie imprese;
l'aggio di riscossione delle cartelle esattoriali è oggi stabilito nella misura del 9 per cento, di cui 4,65 per cento a carico del contribuente, se il pagamento avviene entro 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, o per intero se si supera tale limite, con profili di approfittamento che non corrispondono alla doverosità della lealtà impositiva;
con le modifiche normative sopra citate, scaduto il termine previsto nell'avviso di accertamento, potrebbe accadere che l'agente riscossore venga abilitato ad eseguire l'espropriazione forzata senza che il debito sia stato ancora realmente accertato e, quindi, sulla sola base di una presunzione di colpevolezza, ovverosia che il contribuente sia costretto a pagare prima di essere giudicato da un organo giurisdizionale di primo grado;
le statistiche circa l'esito delle contestazioni dei contribuenti nei confronti delle pretese del fisco stanno a testimoniare che di esse almeno un terzo risultano accettate in primo grado e in secondo grado vengono riconosciute fondate la metà delle restanti;
può ragionevolmente ritenersi, quindi, in una logica di contenimento del rischio attinente alle entrate, che si avvarranno della richiesta di rateizzazione solo quelle imprese e quei contribuenti che intendono saldare il loro debito con il fisco o con l'ente richiedente;
non si possono gravare le imprese, già in difficoltà, o minare le libertà individuali in base al principio di accorciare i tempi della riscossione con metodi coercitivi e aggressivi, come il pignoramento presso terzi che compromette l'immagine e la credibilità di aziende disposte a pagare il loro debito con modalità compatibili con la loro sopravvivenza economica e, quindi, nella logica dell'interesse di sistema;
tutti gli indicatori mostrano come siano fortemente peggiorate le condizioni economiche generali, spingendo molte piccole e medie imprese sull'orlo del fallimento e della chiusura; i più recenti dati Istat parlano di 43 mila imprese chiuse, di 363 mila addetti rimasti senza lavoro; tale situazione è ancora più grave nel Mezzogiorno;
la criminalità organizzata risulta molto attiva nella partecipazione alle aste giudiziarie conseguenti a pignoramenti di beni immobili ed, inoltre, il meccanismo della messa all'asta senza incanto può favorire l'azione delle cosche che possono mettere in atto meccanismi illeciti di partecipazione alle vendite giudiziarie;
notevoli e numerose sono state le proteste da parte dei cittadini al punto da indicare una nuova questione sociale;
fatti dei calcoli sommari che si vorrebbero smentiti dal Governo, se un'impresa, un contribuente, dovessero saldare una propria cartella esattoriale dopo un anno dalla notifica si troverebbero a pagare oltre l'11 per cento a titolo di interessi, una sanzione amministrativa del 30 per cento e un aggio di riscossione nella misura del 9 per cento, per un esborso totale superiore al 50 per cento, con caratteristiche vessatorie;
tutto questo mentre l'agente di riscossione non anticipa alcuna somma, essendo stato abrogato l'obbligo del non riscosso come riscosso, e non si è, invece, mai intervenuto sugli interessi di mora;
la tutela del contribuente può arricchirsi di una fase precontenziosa, opportunamente sagomata sul modello della mediazione e della conciliazione, non solo per lo smaltimento dei processi tributari pendenti, ma anche per l'assunzione della variabile fiscale tra quelle gestionali, con

assunzione di responsabilità di risultato sia del pubblico funzionario, sia dell'operatore privato,


impegna il Governo:


ad assumere iniziative normative urgenti per impedire l'esecuzione forzata fino a quando almeno un giudice non abbia emanato apposita ordinanza sulla domanda di sospensione dell'atto esecutivo;
ad adottare iniziative per rinviare l'entrata in vigore delle norme al 1o luglio 2012;
ad allungare la rateizzazione prevista, anche in considerazione del particolare periodo di crisi che il Paese sta attraversando;
ad assumere iniziative normative per introdurre un limite massimo per le somme dovute relative ad aggi di riscossioni e rimborsi per riscossioni, sanzioni ed interessi, previa relazione al Parlamento sul funzionamento di Equitalia;
ad assumere iniziative volte ad estendere ai dirigenti di Equitalia le disposizioni sulla responsabilità dei magistrati;
ad adottare iniziative per ridurre consistentemente l'aggio e le sanzioni, rispetto alle percentuali ad oggi fissate, anche in considerazione dell'esenzione dell'obbligo di emettere le cartelle esattoriali, e ad eliminare gli interessi di mora;
ad adottare iniziative normative volte a prevedere che le sentenze che condannano il fisco a rimborsare siano di diritto provvisoriamente esecutive senza dover attendere il passaggio in giudicato;
a prevedere rigorosi controlli preventivi per evitare che cartelle «pazze» o palesemente errate possano danneggiare seriamente il contribuente nei propri rapporti civili e commerciali con le banche e i clienti;
a prevedere, anche nell'ambito delle annunciate iniziative per il Sud, disposizioni che consentano alle imprese del Mezzogiorno di iniziare a saldare le somme dovute, almeno per la parte che riguarda il fisco, a partire da un anno dall'approvazione dei piani di pagamento dilazionati;
ad assumere iniziative adeguate affinché, in sede di aste giudiziarie, si possano prevenire interventi illeciti aumentando la trasparenza di tutte le procedure, ivi comprese quelle di pubblicità, introducendo meccanismi più efficaci di controllo sui soggetti partecipanti;
ad assumere iniziative per estendere ad una fase precontenziosa la logica operativa e gli effetti della conciliazione giudiziale.
(1-00652)
«Pisicchio, Mosella, Tabacci, Brugger».