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Atto a cui si riferisce:
C.1/00650 [Penalizzazione dei contribuenti onesti da parte di Equitalia]



La Camera,
premesso che:
un rapporto equilibrato tra Stato e contribuente rappresenta una misura del grado di democrazia e libertà di un Paese;
a parere di molti esperti di diritto tributario, nella fase di riscossione coattiva il modus operandi di Equitalia spa viola i principi costituzionali di garanzia e tutela del contribuente;
le misure cautelari di Equitalia riguardano allo stato attuale circa 6 milioni di famiglie e 1,5 milioni di imprese, mentre il contenzioso tributario ha raggiunto dimensioni patologiche; l'ampio ricorso allo strumento delle procedure esecutive per attuare il recupero credito dello Stato finisce spesso per penalizzare quei contribuenti inconsapevolmente morosi, non distinguendo tra evasori e cittadini onesti in difficoltà;
il contrasto dell'evasione è un obiettivo imprescindibile, ma esso non può condurre a misure vessatorie per milioni di contribuenti onesti,


impegna il Governo:


a valutare l'opportunità di assumere iniziative volte a definire una disciplina nazionale, cui i concessionari della riscossione siano tenuti ad aderire, in materia di interessi di mora, di sanzioni e di aggio della riscossione, che tenga conto del costo medio delle attività di riscossione, valutato per il periodo di un triennio dal Ministero dell'economia e delle finanze;
a valutare l'opportunità di una disciplina nazionale delle convenzioni tra enti locali e concessionari della riscossione, che preveda procedure ad evidenza pubblica per l'affidamento del servizio di riscossione, sulla base del maggior favore per il contribuente delle condizioni offerte dal concessionario;
a favorire l'adempimento degli obblighi tributari dei contribuenti a più basso reddito, agevolando in particolare quanti sono stati colpiti più duramente dalla crisi economica e occupazionale degli ultimi anni, attraverso iniziative volte al conseguimento dei seguenti obiettivi: prolungamento dei piani di rateizzazione; abolizione delle sanzioni e degli interessi di mora applicati ai piani di rateizzazione dei

debiti tributari; cancellazione d'ufficio, all'accettazione del piano di rateizzazione, di tutte le misure cautelari adottate dai concessionari della riscossione; previsione di una disposizione in base alla quale la somma rateizzabile, sia con il concessionario della riscossione che in via amministrativa con gli enti impositori, non possa eccedere il quinto del reddito mensile dichiarato, salvo la disponibilità dell'impresa o del contribuente a versare una somma maggiore;
ad assumere iniziative per escludere dalle procedure esecutive la prima abitazione e, per le imprese, i beni mobili registrati utilizzati nell'esercizio della professione e d'impresa;
ad effettuare una ricognizione della normativa in materia di riscossione, eliminando, ove presente, il principio del solve et repete (prima paghi, poi reclami), contrario ai principi costituzionali di garanzia e di tutela del contribuente.
(1-00650)
«Raisi, Della Vedova, Proietti Cosimi, Di Biagio, Perina».