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Atto a cui si riferisce:
S.4/04512 [Definire un contributo al recupero dei costi dei servizi idrici per l'agricoltura tenendo conto delle specificità dei territori]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 123
all'Interrogazione 4-04512

Risposta. - L'interrogazione riguarda l'intendimento dell'amministrazione ad adoperarsi affinché, nell'ambito della ridefinizione dei costi dell'acqua previsto dalla direttiva 2000/60/CE, si applichi in tutte le sedi il principio ivi stabilito che consente agli Stati membri di tener conto delle ripercussioni sociali, ambientali ed economiche del recupero, nonché delle condizioni geografiche e climatiche delle regioni.

Al riguardo, si ricorda anzitutto che l'articolo 9 della direttiva dispone che gli Stati membri adottino politiche dei prezzi dell'acqua atte a incentivare gli utenti ad usare le risorse idriche in modo efficiente, consentendo un adeguato contributo al recupero dei costi dei servizi idrici a carico dei vari settori suddivisi, almeno, in industria, famiglie e agricoltura, sulla base dell'analisi economica e tenendo conto del principio "chi inquina paga".

Presupposto necessario per la realizzazione di quanto appena detto è, tuttavia, la determinazione del costo del servizio idrico.

La stima del valore della risorsa, infatti, oltre a permettere allo Stato di definire politiche dei prezzi dell'acqua che incentivino gli utenti ad un uso efficiente della risorsa, consente di valutare in che misura l'utente del servizio idrico contribuisce al recupero del costo.

Affinché tale valutazione possa essere compiuta, tenendo conto che il costo dell'acqua è costituito dal costo finanziario (lavoro e capitale utilizzato per rendere l'acqua fruibile), dal costo della risorsa e da quello di "esternalità ambientali", è tuttavia necessario un approfondimento, a livello locale, sui vari impieghi della risorsa rispetto a quello irriguo e sulle implicazioni ambientali che l'irrigazione comporta.

Peraltro, la corretta applicazione della direttiva necessita della risoluzione di talune problematiche, tra cui la suddivisione delle competenze tra gli enti coinvolti e l'esistenza di strumenti legislativi nazionali che hanno anticipato vari aspetti della direttiva. Solo un lavoro congiunto tra enti competenti e parti interessate potrà portare ad un'adeguata applicazione di tale norma.

Si fa altresì presente che, in assenza di una metodologia comune per l'intero territorio nazionale, che tenga peraltro conto delle peculiarità del singolo territorio, è stato riconosciuto necessario provvedere ad un coordinamento delle attività e delle informazioni disponibili a supporto delle attività espletate dalle autorità di distretto idrografico, attraverso un maggiore coinvolgimento degli uffici regionali competenti e di un più intenso confronto con le problematiche del settore agricolo.

È evidente che l'amministrazione intende sostenere il principio del mantenimento della soglia di convenienza dell'uso dell'irrigazione, pratica fondamentale per la sopravvivenza dell'agricoltura e della competitività di molte aziende italiane.

Tuttavia, un'approfondita analisi della questione e la revisione delle modalità di prelievo ed erogazione del servizio irriguo sono necessarie per evidenziare eventuali situazioni di inefficienza nell'uso della risorsa.

A tal fine, le Regioni sono state chiamate a presentare osservazioni in merito ad un primo documento di riflessione predisposto sull'argomento dal Ministero.

Appare perciò prematuro esprimersi in merito alle azioni che l'amministrazione potrebbe intraprendere, posto che nessun elemento finora emerso ha evidenziato la necessità di apportare aumenti al costo del servizio idrico per l'irrigazione e che i dati forniti da alcune autorità di distretto hanno evidenziato che i costi del servizio svolto collettivamente dai consorzi di bonifica è coperto dalla contribuzione consortile, ossia dagli utenti del servizio.

ROMANO FRANCESCO SAVERIO Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali

19/05/2011