• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/12102 [Lotta al cinipide e tutela delle colture castanicole ]
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Testo della risposta scritta



REALACCI. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro per le politiche europee. - Per sapere - premesso che:
nella primavera 2002 è stata riscontrata, per la prima volta in Italia, nella zona pedemontana della provincia di Cuneo, area privilegiata per la produzione di castagne, la presenza dell'imenottero cinipide Dryocosmus kuriphilus, originario del nord della Cina e ritenuto unanimemente uno degli insetti più nocivi per il castagno in tutto il mondo;
una delle cause dell'introduzione del pericoloso parassita è stata attribuita allo scambio di marze infette provenienti dall'Asia;
la sopraccitata specie di insetto, mai segnalata in passato in Europa, è in grado di provocare la formazione di galle, ovvero di ingrossamenti di forma tondeggiante e dimensioni variabili da 0,5 a 2 centimetri

di diametro, di colore verde o rossastro, sulle foglie e i germogli dei castagni, compromettendo in modo definitivo lo sviluppo vegetativo delle piante e la loro fruttificazione;
nel cuneese fu riscontrata la presenza di galle sia sugli ibridi eurogiapponesi (castanea crenata x C. sativa), sia sul castagno europeo, selvatico o innestato. Il numero di galle per pianta è altresì molto variabile, dipendendo probabilmente, oltre che da una differente sensibilità varietale, anche dall'epoca di insediamento più o meno recente del parassita. La formazione delle galle può infatti coinvolgere i germogli laterali o apicali dei rami, inglobando una parte delle giovani foglie e degli amenti, determinando l'arresto dello sviluppo vegetativo dei getti colpiti;
il Dryocosmus kuriphilus attacca unicamente il genere castanea e presenta una sola generazione annua. Nei mesi di giugno e luglio dalle galle formatesi in primavera fuoriescono le femmine adulte che si presentano come piccole vespe lunghe 2,5 millimetri circa, con una colorazione nera a carico del torace e dell'addome; gli arti risultano di colore giallo brunastro, ad eccezione dell'ultimo segmento tarsale bruno scuro;
dal 2002, anno in cui si registrò la prima presenza in Italia, il cinipide delle castagne si è diffuso in tutti i boschi di castagno del Paese, colpendo particolarmente le zone a più alta produttività e per valore «tipicità IGP-DOP» come: la già citata cuneese, i castagneti del monte Amiata, i boschi dell'Aretino, in particolar modo nel Casentino, nel Valdarno e nel Pratomagno, la produzione del Monfenera in Veneto, i castagneti IGP campani di Montella Igp, il marrone di Roccadaspide e la «Primitiva» di Roccamonfina;
una produzione annua di 45 milioni di chili di altissima qualità consente all'Italia di conquistare la leadership nella produzione in Europa e il quarto posto a livello mondiale dopo Cina, Corea del Sud e Turchia. Inoltre, secondo la Coldiretti, il primato italiano sul piano qualitativo è confermato dalla presenza di ben nove tipi di castagne che hanno ottenuto riconoscimento europeo di tipicità;
in questo caso i trattamenti antiparassitari di contrasto con fitofarmaci in genere sono scarsamente efficaci, oltre a risultare discutibili dal punto di vista dell'impatto ambientale;
da un articolo del Corriere del Mezzogiorno del settembre 2010 si apprende come parrebbe possibile una lotta biologica alla minaccia del cinipide delle castagne grazie alla diffusione di un insetto antagonista: il Torymus sinensis kannijo, la cui femmina depone le proprie uova nelle galle del cinipide, distruggendo in tal modo le larve del parassita. Tuttavia, lo studio di come sincronizzare il ciclo di vita dei due insetti e di come liberarli nell'ambiente è ancora all'inizio;
in Giappone la lotta biologica con l'introduzione dello specifico limitatore naturale, ovvero l'imenottero calcidoideo Torymus sinensis kamijo, ha però dato buoni risultati. In diverse località, a distanza di quasi venti anni dalla effettuazione dei primi lanci di questo parassitoide, le percentuali di germogli attaccati dal cinipide sono ampiamente al di sotto della soglia di danno;
introdurre in natura parassiti antagonisti potrebbe creare gravi squilibri agli ecosistemi -:
quali iniziative urgenti intendano assumere i Ministri interrogati al fine di attuare una campagna informativa nazionale riservata agli operatori del settore castanicolo con l'obiettivo di limitare la diffusione di D. kuriphilus, o cinipide della castagna, oltreché volta al controllo dell'attività vivaistica per evitare la commercializzazione di piante infestate;
se non si ritenga opportuno, per tramite dei centri di ricerca e sperimentazione in agricoltura del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali competenti per territorio e di concerto con le Agenzie regionali per l'ambiente, avviare dei progetti tesi a verificare tutte le possibilità

di lotta biologica al cinipide, ad esempio con l'introduzione di parassitoidi specifici, e se questi siano compatibili con la tutela della biodiversità nazionale e con le colture castanicole e non solo;
se non si ritenga infine utile, anche a livello di Unione europea, individuare specifiche forme di indennizzo e di aiuto per la lotta biologica nel settore castanicolo, costituito da centinaia di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, gravemente minacciate dal cinipide delle castagne che rappresentano uno degli ambiti di eccellenza della produzione agricola ed alimentare nazionale.
(4-12102)