• Testo interpellanza

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01092 [Revisione e semplificazione del SISTRI]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro dello sviluppo economico, per sapere - premesso che:
mercoledì 11 maggio 2011 le imprese iscritte al Sistri hanno organizzato un test di operatività del nuovo sistema informatico per la tracciabilità dei rifiuti, per provare la tenuta e l'efficienza del sistema;
il risultato della prova generale (cosiddetto clic day) indetto dalle categorie produttive è stato a detta di tutte costoro un vero «flop», con sito internet bloccato, chiavette usb non funzionanti, call center muto;
per fare un solo esempio, il clic day sperimentato nella provincia di Treviso ha visto cercare di collegarsi 200 industriali trevigiani, 250 agricoltori e 500 artigiani, passati tramite le associazioni, oltre a numerosi uffici ambiente degli enti locali, ma il sistema era i già in tilt la mattina alle ore 9, seguitando a incedere a singhiozzo fino a sera. La stragrande maggioranza delle imprese ha segnalato l'impossibilità di accedere o completare la registrazione e ripetuti blocchi del sistema con relative apparizioni di scritte del tipo «si è verificato un errore», «il server, a causa di un errore interno, non ha potuto soddisfare questa richiesta», «contattare l'amministratore di sistema per ulteriori informazioni». I rari casi di successo hanno richiesto tempi lunghissimi, mentre le difficoltà sono state molte, soprattutto per l'accesso al servizio;
inoltre anche il call center di supporto era irraggiungibile;
le associazioni di categoria hanno quindi inviato una lettera al Presidente del Consiglio ed al Ministro interrogato in cui affermano che questi problemi hanno interessato il 90 per cento delle imprese del Paese e, tenuto conto che non si è certo raggiunto l'11 maggio l'apice di collegamenti che si prospetta con l'entrata in vigore del Sistri dal 1° giugno 2011, hanno chiesto di prorogare l'entrata in vigore del sistema, per rivedere i princìpi di funzionamento e l'operatività complessiva del tracciamento digitale;
pur condividendo gli obiettivi del sistema di tracciabilità dei rifiuti, che dovrebbe servire a garantire maggiore trasparenza e a combattere la criminalità organizzata in un settore critico, oltre che comportare una semplificazione della gestione, eliminando la documentazione cartacea, le rappresentanze delle imprese ritengono infatti che così com'è stato realizzato si rischi solo di far ritrovare le imprese in una situazione troppo complessa da gestire, in quanto il SISTRI non è stato, a loro avviso, sufficientemente collaudato e rende impossibile a molte di esse rispettare la normativa vigente in materia, con la conseguente possibile soggezione a sanzioni, ritenute oltretutto sproporzionate rispetto alla reale gravità della violazione;
il Governo, d'altra parte, continua ad affermare che i problemi sarebbero dovuti alla mancata preparazione all'evento da parte delle associazioni di categoria, principale fattore della congestione del sistema nella predetta giornata, ed il direttore operativo di SISTRI ha affermato che normalmente produttori, trasportatori e gestori di rifiuti lavorano con tempi diversi e non si collegano certo tutti insieme;
in particolare, nella risposta data dal Ministro per i rapporti con il Parlamento

Elio Vito ad una recente interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01649 dell'onorevole Mario Pepe, il Governo ha confermato che il sistema sarà operativo dal 1° giugno prossimo e che le proroghe sin qui concesse sono dipese «da molti fattori. Innanzitutto, dall'ampia gamma dei soggetti interessati, oltre 320.000 soggetti pubblici e privati coinvolti lungo tutta la filiera dei rifiuti, dalle dimensioni più differenziali ed appartenenti ai settori produttivi più diversi, con diverso grado di propensione all'innovazione tecnologica e con una molteplicità di situazioni specifiche da disciplinare, e, inoltre, dalla complessità della normativa in tema di rifiuti aggiornata, per ultimo, a seguito dell'avvenuta approvazione del decreto legislativo n.205 del 2010 di recepimento della direttiva europea 2008/98 CE», ammettendo che «sul piano operativo vi sono stati ritardi sia nella fase di iscrizione dei soggetti obbligati al Sistri, sia nella successiva fase di distribuzione dei dispositivi elettronici che, in diversi casi, hanno scontato malfunzionamenti, anche se, ad onor del vero, va detto che non sono mancati episodi di vera e propria, deliberata, resistenza al cambiamento»;
a parere degli interpellanti tuttavia proprio le citate argomentazioni esposte dal Ministro Vito depongono a favore di una revisione e semplificazione del sistema, come richiesto dagli imprenditori, ad avviso dei quali il Governo non sembra avere percepito la gravità della situazione;
nelle imprese la preoccupazione è fortissima e il malumore generalizzato anche in considerazione del fatto che esse hanno già versato sia il contributo per l'anno 2010, sia quello dovuto per il 2011, senza che il sistema sia ad oggi funzionante. Al riguardo il Ministro Vito, sempre nella citata risposta all'interrogazione 3-01649, ha affermato che il versamento annuale di un contributo stabilito dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare da parte degli enti obbligati ad iscriversi al Sistri è «destinato alla copertura dei costi del sistema. L'istituzione del Sistri non ha dunque comportato impiego di risorse pubbliche. Non escludiamo peraltro che, una volta terminata la contabilizzazione dei costi e delle entrate relative al 2010, possano verificarsi delle eccedenze destinabili alla riduzione dei livelli contributivi. Non sarà possibile in ogni caso procedere a tale aggiornamento per il corrente anno, vista la complessità delle verifiche che si stanno effettuando. Oltre sette mila imprese hanno infatti chiesto la revisione dei contributi versati o la loro restituzione»; infine, il Ministro ha precisato che il sistema tariffario è stato organizzato con particolare attenzione alle problematiche sollevate dalle piccole e medie imprese -:
se non si ritenga opportuno assumere iniziative per sospendere l'avvio del sistema Sistri almeno sino al 31 dicembre 2011 e, in ogni caso, quali iniziative urgenti si intendano assumere per attuare una revisione e semplificazione del sistema, atte ad evitare il ripetersi dei malfunzionamenti sopra esposti e a garantire la piena funzionalità del sistema, così da evitare ulteriori aggravi a carico delle imprese e degli enti locali, anche per prevenire il rischio concreto che aumenti sul territorio il fenomeno di abbandono sconsiderato di rifiuti pericolosi paventato dall'Anci in una recente nota sul tema;
a quale somma ammontino i contributi complessivamente versati allo Stato per l'anno 2010 e per l'anno in corso dai soggetti pubblici e privati tenuti ad iscriversi al sistema Sistri;
se non si ritenga equo che il contributo sia dovuto dai soggetti tenuti all'iscrizione solo a far data dall'efficiente funzionamento del sistema, il cui onere non può che far carico al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il quale ha assunto tutte le decisioni relative alla sua gestione, compresa quella di affidare senza gara l'appalto del progetto Sistri alla società Selex Management, con la conseguente compensazione a favore di imprese ed enti locali degli importi già versati in assenza del servizio con quelli che matureranno a far data dalla

sua piena operatività, in aggiunta alla già prospettata riduzione dei livelli contributivi in caso di eccedenze delle entrate rispetto ai costi del sistema stesso.
(2-01092)
«Rubinato, Fogliardi, Lulli, Benamati, Bobba, Bocci, Boffa, Bonavitacola, Burtone, Capodicasa, Causi, Cuomo, Dal Moro, D'Alema, Fioroni, Gentiloni Silveri, Giachetti, Ginoble, Graziano, Laratta, Letta, Lolli, Lucà, Luongo, Marchi, Cesare Marini, Marrocu, Mastromauro, Melis, Merloni, Peluffo, Portas, Quartiani, Samperi, Tenaglia, Federico Testa, Viola, Marco Carra, Fiorio, Rigoni, Sbrollini».