• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05247 [Interpretazione del Consiglio di Stato sull'attribuzione del premio di maggioranza nei confronti del sindaco eletto al primo o al secondo turno]



CECCANTI, LATORRE, CAROFIGLIO, TOMASELLI, SANNA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

come segnalato in precedenti interrogazioni relative ai casi di Cagliari, Lanciano e Oria, anche in questa tornata elettorale nel primo turno di votazione si sono verificati casi, nei Comuni superiori a 15.000 abitanti, in cui la mera lettura dei dati dal sito del Ministero dell'interno, che presentano separatamente le percentuali dei voti validi per i candidati sindaci e per le liste e coalizioni (i voti validi di ogni candidato sindaco sono divisi per il totale dei voti validi a tutti i candidati sindaci; i voti validi delle liste e delle coalizioni sono divisi per il totale dei voti validi delle liste e delle coalizioni), può indurre in errore ai fini dell'attribuzione del premio di maggioranza nei confronti del sindaco eletto al primo o al secondo turno che l'articolo 73, comma 10, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, condiziona al fatto che nessuna altra lista o coalizione abbia già ottenuto al primo turno almeno il 50 per cento più uno dei voti validi;

dopo la sentenza n. 3022/2010 del Consiglio di Stato si è pacificamente assestata l'interpretazione, già decisa dal Tar Piemonte, secondo la quale ai fini del calcolo di detta maggioranza si pongono al numeratore le cifre delle liste e coalizioni ma al denominatore si pongono tutti i voti validi per l'elezione del sindaco, compresi quelli degli elettori che hanno votato esclusivamente per candidati sindaci;

per fare un esempio nel caso oggetto della sentenza, relativo al Comune di Alba, si stabilì che il premio fosse necessariamente assegnato al sindaco eletto al ballottaggio giacché la coalizione più votata al primo turno, diversa da quella che aveva sostenuto l'eletto, con 9.134 voti non aveva conseguito il 50 per cento più uno dei voti, dal momento che tale cifra, ai fini della determinazione della percentuale, andava divisa non per 17.705 (totale dei voti validi di lista), ma per 19.478 (totale dei voti validi per la competizione a sindaco, compresi voti per solo sindaco);

la sentenza del Consiglio di Stato, com'è noto, non lascia alcun margine interpretativo in senso diverso, utilizzando in modo chiarissimo e combinato i criteri dell'interpretazione testuale, logico-sistematica, della volontà del legislatore e teleologico e rilevando puntualmente che si tratta di circoscrivere in modo restrittivo un'ipotesi, quella del mancato premio, che in un sistema improntato alle esigenze prioritarie della governabilità, non può che essere una "norma eccezionale" da valutare "in modo restrittivo";

nel Comune di Ginosa (Taranto), secondo quanto riportato dal sito del Ministero, il premio al ballottaggio deve essere comunque assegnato alle liste collegate al sindaco eletto, compreso il caso in cui sia eletto il candidato Felice Bitetti, che non è collegato alla coalizione più votata del primo turno; quest'ultima, infatti, collegata all'altro candidato ammesso al ballottaggio, Vito de Palma, ha infatti ottenuto 7.073 voti che sui soli voti di lista corrispondono al 51,36 per cento, essendo il totale dei voti validi di lista 13.770, ma in realtà il totale dei voti validi da considerare, comprensivo dei voti al solo sindaco, è di 14.375 pertanto per impedire l'assegnazione del premio tale coalizione avrebbe dovuto raggiungere 7.188 voti, ovvero la metà più uno di 14.375;

le segnalazioni sin qui presentate sono state indirizzate a senatori di centrosinistra, in quanto si rivolgono a contesti in cui il premio andrebbe a sindaci di centrosinistra, ma con tutta evidenza l'interpretazione della legge, assolutamente neutra dal punto di vista politico, si riferisce a tutti i casi possibili e quindi coinvolgerà senz'altro anche comuni destinati ad essere governati da sindaci di segno politico opposto o comunque diverso,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda tempestivamente dare ampia diffusione alla sentenza del Consiglio di Stato, sia con un'apposita nota che preceda la pubblicazione dei risultati elettorali sia soprattutto nei contesti territoriali come quello di Ginosa in cui potrebbero esservi dubbi interpretativi per semplice mancanza di informazione