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Atto a cui si riferisce:
C.1/00641 [Iniziative a favore dei residenti nell'isola di Lampedusa]



La Camera,
premesso che:
il primo trimestre del 2011 ha fatto registrare un grande fermento politico e sociale che ha interessato il Maghreb ma anche il Mashreq, Contro i regimi autoritari dei Paesi arabi, si sono verificati, infatti, significativi moti popolari che, accesisi in Algeria, si sono tumultuosamente estesi in Tunisia e in Egitto (dove i rispettivi presidenti sono stati costretti alle dimissioni), ma anche in Bahrain, nello Yemen, in Siria, provocando molti morti e feriti;
contestualmente anche in Libia si sono verificate rivolte contro il colonnello Gheddafi ma qui, purtroppo, la crisi è più grave e vede attualmente coinvolti, per motivi umanitari, anche i Paesi Occidentali. Dopo l'iniziale operazione «Odissey Dawn» (odissea all'alba), sostenuta anche dal nostro Paese, vi è stata una riorganizzazione delle catene di comando e controllo in ambito Nato e l'Italia è entrata decisamente nel conflitto con un contributo che, come ufficialmente comunicato il 25 aprile 2011 dal Presidente del Consiglio dei ministri consisterà in bombardamenti con «raid mirati» contro «specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico»;
la crisi in questa parte del Mediterraneo sta provocando e continuerà a provocare problemi e disagi per il nostro Paese, con ripercussioni economiche evidenti nell'isola di Lampedusa. In particolare, l'insicurezza dovuta alla guerra libica che vede attivamente coinvolta l'Italia e l'emergenza creata dal massiccio arrivo nel nostro Paese di profughi e immigrati, con immagini e notizie drammatiche diffuse da tutti i media che hanno compromesso l'immagine dell'isola nel mondo;
a causa dei continui sbarchi di immigrati e profughi, aggravati anche da ciò che sta accadendo nel nord Africa, l'isola di Lampedusa è divenuta il territorio più colpito dalla crisi. L'economia lampedusana è principalmente basata sul turismo e l'assessore di Lampedusa che se ne occupa ha calcolato danni per più di 4 milioni di euro al settore turistico dell'isola, relativi al solo periodo di Pasqua; si è stimato che, con la cancellazione dei voli turistici programmati per le festività da parte del vettore Astreus e del tour operator Holding Turismo, si è avuta la perdita di circa 7.000 posti che, calcolando soggiorni di sei notti, corrisponderebbero a 42.000 presenze. Aggiungendo, inoltre, gli arrivi della tratta sociale da Palermo e Catania e i passeggeri Siremar, si stima che le presenze del periodo pasquale sarebbero arrivate a circa 84.000. Considerando una spesa media di cinquanta euro al giorno per turista, si arriva a calcolare una perdita netta per l'economia isolana di quattro milioni e duecentomila euro;
gli ultimi risvolti dei coinvolgimento bellico dell'Italia in Libia, inoltre, comporterà, come già detto, un coinvolgimento attivo nei bombardamenti, e ciò fa rimanere una forte incertezza e preoccupazione per tutta la stagione estiva dell'isola di Lampedusa;
a fine marzo, nel corso della sua visita nell'isola di Lampedusa, il Presidente del Consiglio aveva fatto promesse esplicite: «Chiederemo per Lampedusa il Nobel per la Pace, una moratoria fiscale, previdenziale e bancaria perché Lampedusa diventi zona franca, un piano per il turismo che comprenderà una trasmissione di Rai e Mediaset che parli dell'isola in termini entusiastici, un campo di golf e un casinò. Anche io diventerò lampedusano: sono andato su Internet e ho comprato una casa a Cala Francese... Ho un piano colore da attivare anche a Lampedusa: per intenderci vorrei che l'isola avesse i colori di Portofino». Sarebbe ora che almeno alcune di queste promesse fossero mantenute;

in questo scenario di crisi, è necessario un sostegno all'economia che vada ben oltre la creazione di una campagna di promozione turistica nazionale, rivolta tra l'altro al mercato domestico, quale quella che è stata proposta con il nome «magic Italy», spot voluto dal Governo che ha il limite di concentrarsi solo sulla promozione del turismo storico-artistico e delle città d'arte e non anche sul turismo balneare che è sostanzialmente il segmento turistico trainante per Lampedusa: se, infatti, a livello nazionale il turismo marino rappresenta il 44 per cento, nel Sud e nelle Isole raggiunge rispettivamente il 73 e il 77 per cento,


impegna il Governo:


ad assumere le necessarie iniziative dirette a sospendere per i residenti nell'isola di Lampedusa almeno fino al 31 dicembre 2011 i termini per l'adempimento di obblighi di natura tributaria e contributiva, nonché del pagamento dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali;
ad assumere inoltre le opportune iniziative per prevedere, comunque, che la ripresa della riscossione dei tributi, dopo tale data, avvenga con le modalità di pagamento agevolato già adottate in precedenti e analoghi casi di eccezionale gravata come quelli collegati a calamità naturali;
ad intraprendere le opportune iniziative di competenza per favorire la proroga e la rinegoziazione dei mutui per l'acquisto e/o la ristrutturazione di immobili destinati ad attività turistiche o ad esse connesse nell'isola di Lampedusa;
a sostenere con maggiori e più mirati investimenti il settore del turismo nell'isola di Lampedusa che attualmente viene percepita dal turista come teatro di guerra, mentre appare necessaria una straordinaria promozione internazionale di questi territori.
(1-00641)
«Messina, Leoluca Orlando, Donadi, Borghesi, Evangelisti».