• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01660 [Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale]



CENNI. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
l'articolo 8 della legge n. 157 del 1992 istituisce il comitato tecnico faunistico venatorio nazionale (Ctfvn);
il decreto n. 29187 del 23 dicembre 2010 del direttore generale del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali - dipartimento delle politiche competitive del mondo rurale e della qualità - direzione generale della competitività per lo sviluppo rurale - COSVIR X - produzioni animali, ha approvato il programma «Gruppo di lavoro tecnico scientifico delle attività del Ctfvn per l'analisi dello stato di conservazione delle specie cacciabili in Italia nonché per la definizione di linee-guida per la corretta interpretazione dei dati inerenti l'avvio della migrazione prenuziale e il termine del periodo di dipendenza delle specie di giovani», per un importo complessivo di 90.000,00 euro, di cui 30.000,00 euro a favore dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e 60.000,00 euro a favore della delegazione italiana del Cic (Consiglio internazionale della caccia e della salvaguardia della selvaggina);
nel sopracitato citato decreto è previsto che tale gruppo di lavoro sia coordinato dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e composto da professori universitari, ornitologi

italiani ed esteri, rappresentanti ministeriali, un rappresentante di Face Italia, un rappresentante regionale;
il costo del sopracitato programma è interamente a carico del capitolo 1963 pg 03 «Spese per il funzionamento del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale»;
l'Ispra, istituito con il decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge numero 133 del 2008 e vigilato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sulla base della migliore e più recente letteratura scientifica, ha redatto e consegnato anche al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali nel febbraio 2009 il documento «Sintesi dello stato di conservazione delle specie oggetto di prelievo venatorie ai sensi della Legge 11 febbraio 1992 n. 157 e successive modificazioni» e nel luglio 2010 il documento «Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della legge n. 157/92, così come modificata dalla legge comunitaria 2009, articolo 42» esplicitamente prodotto ai fini della definizione dei periodi relativi all'avvio della migrazione prenuziale e il termine del periodo di dipendenza delle specie di giovani;
in materia di caccia e tutela del paesaggio, flora e fauna, la giurisprudenza ha adeguatamente evidenziato come queste siano materie sottoposte «al rispetto degli standard minimi ed uniformi di tutela indicati dalla legislazione nazionale, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione», nonché «della normativa comunitaria di riferimento» e quindi materie di stretta pertinenza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro per le politiche europee -:
come mai il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali abbia ritenuto di dover finanziare un programma per materie di pertinenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero per le politiche europee;
se e quando il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale avrebbe espresso specifica indicazione e/o richiesta rispetto al programma approvato e interamente gravante sul capitolo di spesa relativo al funzionamento del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale medesimo;
su quale specifica norma si fondi il decreto sottoscritto dal direttore generale che autorizza il finanziamento delle attività di supporto tecnico-scientifico di enti discrezionalmente individuati;
se siano stati predeterminati dal Ministero i criteri per la valutazione dell'expertise della delegazione italiana del Cic e se sia stata certificata la conformità della stessa alle norme tributarie che disciplinano l'associazionismo in Italia (decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460) e quali peculiarità tecnico-scientifiche presenti tale delegazione, così da rendere ragionevole una individuazione senza evidenza pubblica, senza alcuna selezione e/o comparazione e senza alcuna pubblicità, anche allo specifico fine di valutare l'eventuale coinvolgimento, in luogo e/o in concorso con l'individuata delegazione italiana del Cic, di altre associazioni di categoria quali potenziali destinatarie del finanziamento;
per quale necessità e in quale misura la nota 43614 del 22 dicembre 2010 presentata dall'Ispra soltanto un giorno prima dell'adozione del decreto ministeriale prevedeva ed illustrava il coinvolgimento della delegazione italiana del Cic;
come si giustifichi lo stanziamento della somma di 60.000,00 euro alla delegazione italiana del Cic in considerazione del fatto che, come si apprende dal testo del decreto, tale somma andrà a finanziare non un'attività di studio, di ricerca o di alta consulenza da parte della delegazione italiana del Cic, ma esclusivamente «spese per missioni in Italia e all'estero dei componenti del gruppo di lavoro» in relazione al quale, fra l'altro, il decreto non prevede alcuna partecipazione di rappresentante/i del Cic medesimo;

se corrisponda al vero che la sede legale e amministrativa della delegazione italiana del Cic sita in via Carlo Alberto, 44 - 10123 (Torino), espressamente indicata nel decreto, coincida con lo studio dentistico privato Pejrone;
se tale decreto sia stato inviato alla Corte dei conti per la registrazione delle somme stanziate e quale esito abbia avuto tale controllo;
se siano state erogate anticipazioni ai suddetti enti prima della registrazione ad opera della Corte dei conti.
(3-01660)