• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11935 [Scongiurare il rischio di taglio indiscriminato di migliaia di specie arboree anche secolari e di pregio in tutte le regioni d'Italia]



REALACCI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che:
da un articolo pubblicato l'8 febbraio 2011, dal quotidiano «La Repubblica» si apprende che, secondo la Corte di cassazione, tutti gli alberi, anche quelli secolari, che si trovano entro sei metri dalle strade extraurbane sono fuorilegge e suscettibili di taglio;
questo è l'innovativo principio giuridico di sicurezza stradale stabilito dalla Corte in merito alla sentenza di condanna per omicidio colposo al capo cantoniere dell'Anas di Foligno, Bruno Bruni, secondo cui, l'uomo avrebbe dovuto provvedere a mettere in sicurezza, predisponendo un idoneo guardrail nel tratto di strada dove si trovava la pianta, la statale centrale umbra orlata da una fila di alberi secolari, bellissimi da vedere, ma pericolosissimi per gli automobilisti. Se l'avesse fatto, Michela Crucianelli non si sarebbe schiantata a bordo della sua vettura contro uno di quei platani «killer»;
l'articolo 26 del regolamento che dà attuazione al codice della strada, entrato in vigore il 1° gennaio del 1993, aveva vietato la presenza di alberi entro una distanza minima di sei metri;
il legislatore non aveva però chiarito la retroattività della sopracitata norma. Ovvero che essa non era riferita agli alberi preesistenti, ma solo, logicamente, a quelli piantati da quel momento in poi. Dopo ben 17 anni la Cassazione ha deciso che il divieto vale per tutto il patrimonio arboreo che orla le strade extraurbane, sia quello piantato prima del 1993, sia quello piantato successivamente. A questo punto la sentenza che ha condannato a un anno e sei mesi il cantoniere dell'Anas di Foligno costituirà un punto di riferimento giurisprudenziale di grande impatto;
per quanto detto il destino di migliaia di piante che costeggiano strade suggestive del nostro Paese sarà quello di essere tagliate. Di fatto scomparirebbero di colpo tutte quelle numerosissime, affascinanti e caratteristiche strade di cui è ricca l'Italia e che spesso vengono sfruttate in tante campagne di promozione turistica nazionali e all'estero. A titolo esplicativo, si possono citare: la Chiantigiana o l'Aretina, l'Appia antica ed altre consolari dell'agro romano, o la Bolgherese, la Col di Tenda o la via degli ulivi da Assisi a Spello, la Strada del Terraglio e delle Ville della Riviera del Brenta;
tra i primi effetti negativi di tale normativa si registra la richiesta di un nulla osta da parte della Provincia di Roma al parco regionale di Veio per procedere al taglio di alcuni platani centenari lungo la strada provinciale 10 A Sacrofano-Cassia (tra il chilometro 10 e il chilometro 12) perché ritenuti pericolosi per la sicurezza stradale. Tale richiesta appare quanto mai dannosa per l'ambiente e per il paesaggio, dal momento che la suddetta strada, è una delle poche alberate rimaste all'interno del parco;
da ciò si desume come, proprio per effetto della già citata sentenza della Corte di cassazione, le amministrazioni locali, anche all'interno di aree sottoposte a tutela ambientale e paesaggistica, siano sempre più intenzionate a sradicare tutte le piante, anche secolari e di pregio, presenti ai lati del sedime stradale, per evitare conseguenze di natura civilistica e penale da parte degli stessi enti locali in caso di incidente stradale;
per quanto possa essere grave l'incidenza delle morti causate dalla presenza di alberature ai bordi delle strade è importante evidenziare che in Italia oltre il 70 per cento degli incidenti stradali avvengono in area urbana ed i decessi da incidenti stradali in area urbana sono circa 3.000 ogni anno (8,2 al giorno),

mentre il numero dei feriti ammonta a oltre 150.000 all'anno (410 al giorno). La quasi totalità secondo l'Automobil Club d'Italia e la polizia stradale avviene per distrazione, eccesso di velocità e guida in condizioni psicofisiche non idonee: stanchezza, ebbrezza ed uso di stupefacenti;
a tal proposito si sottolinea che un incidente stradale è sempre la risultante dell'interazione di tre fattori: uomo, veicolo e, da ultimo, l'ambiente. Per aumentare realmente il livello di sicurezza e diminuire il numero di incidenti, morti e feriti è necessario intervenire al massimo e in modo concertato su tutti e tre i fattori colpire, ad esempio, in caso di strada alberata, con una diminuzione del limite di velocità, come accade in caso di massi rocciosi sporgenti nelle strade di montagna, adottando perciò lo stesso regime cautelativo -:
quali iniziative urgenti intendano mettere in campo i Ministri interrogati al fine di scongiurare il rischio di taglio indiscriminato, e a mero titolo cautelativo, di migliaia di specie arboree anche secolari e di pregio in tutte le regioni d'Italia;
se il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti non intenda emanare un provvedimento ad hoc per fermare il prevedibile sradicamento di alberi e se non intenda farsi promotore presso l'Anas della obbligatorietà della messa in sicurezza con guardrail, degli alberi, ma anche dei pali della luce, non percepiti ad esempio come pericolosi, ma strutturalmente più rischiosi;
se i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole, alimentari e forestali non intendano porre al vaglio degli uffici ministeriali territorialmente competenti la localizzazione dei tagli verificando eventuali vincoli di tutela paesaggistica e se gli alberi in questione non rientrino all'interno dell'elenco per la tutela degli «alberi Monumentali» censiti dal Corpo forestale dello Stato.
(4-11935)