• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02165 [Irregolarità in alcune aziende in possesso di licenza di deposito d'armi per uso scenico]



VITA - Ai Ministri dell'interno e per i beni e le attività culturali - Premesso che:

dai controlli effettuati nel mese di febbraio 2011 dagli organi di polizia presso le aziende titolari di deposito d'armi per uso scenico sarebbero emerse irregolarità nell'attività di demilitarizzazione;

gli illeciti contestati riguarderebbero non il tipo o la natura delle armi, bensì le modalità con cui sono stati eseguiti gli interventi per rendere adatte all'uso scenico armi perfettamente funzionanti all'origine;

tale contestazione ha portato al sequestro di tutte le armi presenti nei depositi nonché all'arresto di alcuni titolari delle società sottoposte al controllo che venivano rilasciati dopo l'udienza di convalida per l'assenza delle esigenze cautelari;

secondo quanto dichiarato dagli imprenditori destinatari dei suddetti provvedimenti, gli interventi sulle armi sarebbero stati eseguiti nel rispetto delle procedure previste per impedire l'espulsione del proiettile e, dunque, per rendere l'arma inoffensiva;

considerato che;

un'analoga vicenda si era già verificata nel 1995 quando, a seguito di controlli effettuati presso aziende operanti nello stesso settore, venivano emessi provvedimenti cautelari nei confronti dei titolari di alcune di esse, assolti poi con formula piena nel 2010, e il dissequestro di tutte le armi;

le motivazioni addotte nella sentenza di assoluzione del 2010 confermano l'esistenza in tale settore di un quadro normativo dal quale non emergono indicazioni e principi quali quelli a suo tempo richiamati dall'accusa e riferibili ad un parere del Consiglio di Stato del 1978. A ciò va aggiunto che, dal 1995 ad oggi, nulla di nuovo è stato fatto, anche solo a livello regolamentare, per la definizione dei principi da adottare in tale campo;

attualmente per le armi per uso scenico è prevista una regolare registrazione dei numeri di matricola ed una licenza di detenzione, mentre l'uso sui set cinematografici è regolato da specifiche licenze di trasporto ed impiego da parte di personale abilitato;

al momento non vi sono norme di legge che regolamentano le caratteristiche che le armi per uso scenico debbano possedere;

il decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 204, recante l'attuazione della direttiva 2008/51/CE, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° luglio 2011, all'articolo 5, che modifica l'art. 22 della legge n. 110 del 1975, prevede soltanto che per "armi da fuoco per uso scenico si intendono le armi alle quali, con semplici accorgimenti tecnici, venga occlusa parzialmente la canna al solo scopo di impedire che possa espellere un proiettile ed il cui impiego avvenga costantemente sotto il controllo dell'armaiolo che le ha in carico";

considerato che:

a seguito dei recenti provvedimenti adottati nei confronti dei titolari delle aziende in questione il 60 per cento delle attività di produzione cinematografica risulta paralizzato; infatti i set cinematografici interessati dalla vertenza sono bloccati così come sono in stand-by i numerosi prodotti cinematografici ed audiovisivi in programmazione;

tale situazione sta recando gravi danni economici a molte delle attività imprenditoriali operanti in tale settore, nonché alla produzione audiovisiva in generale, con pesanti ricadute anche sul piano occupazionale;

i diversi episodi verificatisi nel corso degli anni dimostrano chiaramente che l'assenza di una normativa che regolamenti tale settore non è più accettabile,

si chiede di sapere:

quali ulteriori informazioni il Ministro dell'interno intenda fornire relativamente alla recente vicenda che ha coinvolto alcuni titolari di licenza di deposito d'armi per uso scenico;

se i Ministri interrogati, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, non ritengano di doversi attivare con la massima urgenza affinché si giunga in tempi rapidi alla definizione di un quadro normativo chiaro e coerente al fine di evitare che in futuro possano ancora verificarsi altri spiacevoli episodi ai danni dei titolari di aziende in possesso di licenza di deposito d'armi per uso scenico;

quali urgenti provvedimenti intendano adottare per porre fine alla paralisi che ha investito oltre il 60 per cento dell'attività di produzione cinematografica e per contenere i gravi danni economici che tale situazione sta determinando non solo alle aziende direttamente coinvolte in tale vicenda ma anche all'intero settore cinematografico e ai tanti lavoratori che in esse operano.