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Atto a cui si riferisce:
C.4/07682 [Regolamentazione dell'uso delle lampade abbronzanti]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata giovedì 5 maggio 2011
nell'allegato B della seduta n. 472
All'Interrogazione 4-07682 presentata da
ANTONIO PALAGIANO
Risposta. - L'utilizzo delle lampade abbronzanti a fini cosmetici pone rilevanti problemi sanitari, connessi alla dimostrata nocività della radiazione ultravioletta (Uv) emessa da tali lampade nei confronti degli organi più esposti quali gli occhi, se non adeguatamente protetti, e la pelle.
Infatti quest'ultima, nel caso dei trattamenti di abbronzatura artificiale, non può essere protetta essendo l'effetto desiderato, l'abbronzatura, una risposta di difesa della pelle ad un danno indotto dalla radiazione Uv a carico dell'acido desossiribonucleico dei melanociti, le cellule della pelle che producono la melanina, pigmento responsabile del colorito della pelle e che ha la funzione di proteggere da successive esposizioni alla radiazione Uv.
Già nel 2003 la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (Icnirp), a seguito di una disamina delle problematiche sanitarie connesse con l'utilizzo delle lampade abbronzanti, concludeva che l'utilizzo di dispositivi per l'abbronzatura artificiale aumenta verosimilmente il rischio di cancro, in particolare nei soggetti di fototipo I e II e nei bambini, e pertanto raccomandava di non usare dispositivi che emettono radiazione Uv per l'abbronzatura o per altri fini non medici.
Sempre nel 2003, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel documento citato nell'interrogazione in esame, faceva proprie le raccomandazioni dell'Icnirp e raccomandava, inoltre, ai governi nazionali di adottare una specifica disciplina normativa, con la previsione, tra l'altro, del divieto di utilizzare i dispositivi in questione per i minori di 18 anni, di una migliore informazione per i consumatori e della riduzione del numero di dispositivi automatici funzionanti senza la supervisione di un operatore.
Nel 2009, inoltre, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) classificava come cancerogeni per l'uomo (gruppo 1) la radiazione Uv e l'utilizzo di dispositivi abbronzanti che emettono radiazione Uv, entrambi precedentemente allocati nel gruppo dei probabilmente cancerogeni per l'uomo (gruppo 2A).
Alla base della nuova classificazione dei sistemi per abbronzatura artificiale erano i risultati di una rassegna sistematica, condotta dalla stessa Iarc e pubblicata nel 2006, di studi epidemiologici svolti in diversi Paesi dell'America del nord e dell'Europa (Italia compresa).
In particolare, tale rassegna evidenziava un aumento del rischio di melanoma cutaneo statisticamente significativo (rischio relativo: 1,75; intervallo di confidenza: 1,35-2,26) nei soggetti che avevano cominciato ad utilizzare tali apparecchiature prima dei 35 anni di età. Questo risultato suggeriva una maggiore vulnerabilità delle persone più giovani nei confronti del potere cancerogeno della radiazione Uv emessa dai sistemi per l'abbronzatura artificiale, in accordo con la nozione già acquisita che le esposizioni alla radiazione solare nell'infanzia sono un importante fattore di rischio per l'insorgenza del melanoma cutaneo maligno in età adulta (si ricorda che la radiazione emessa dal sole, principale sorgente naturale di radiazione Uv, era già dal 1992 classificata dalla Iarc come un cancerogeno per l'uomo di gruppo 1).
Sulla base di quanto esposto, l'Istituto superiore di sanità considera favorevolmente ogni iniziativa tesa a scoraggiare l'uso delle apparecchiature abbronzanti a fini cosmetici, da parte di chiunque ed, in particolare, da parte dei minori di 18 anni.
Si ricorda, inoltre, che in Italia il settore dei centri eroganti servizi di estetica non medica è regolato dalla, legge 4 gennaio 1990, n. 1 «Disciplina dell'attività di estetista», che, oltre a stabilire i requisiti necessari per esercitare l'attività professionale e ad indicare i percorsi e i contenuti formativi di competenza regionale per conseguire la qualificazione, ha previsto un decreto interministeriale, in via di emanazione, per la determinazione delle «caratteristiche tecnico-dinamiche ed i meccanismi di regolazione, nonché le modalità di esercizio e di applicazione e le cautele d'uso degli apparecchi elettromeccanici di cui all'elenco allegato alla presente legge».

Il Ministro della salute: Ferruccio Fazio.