• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04697 [Disciplinare le pratiche di medicina alternativa]



BARANI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
hanno suscitato molte polemiche le dichiarazioni rilasciate al settimanale Oggi dal direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano, Silvio Garattini; oggetto del contendere è la decisione di istituire presso l'ospedale Petruccioli di Pitigliano degli ambulatori dedicati alle cosiddette cure alternative, agopuntura, omeopatia, fitoterapia;
Garattini aveva commentato duramente la notizia sostenendo, in sintesi, che farmaci e trattamenti privi di prove scientifiche o di dubbia composizione, venissero passati dal Servizio sanitario nazionale;
il professore Garattini ha dichiarato che «l'agopuntura è tutta in discussione, i prodotti omeopatici, in gran maggioranza, non contengono nulla, i prodotti fitoterapici non si sa bene che cosa contengano», dice il farmacologo nell'intervista in cui si interroga provocatoriamente: «A quando maghi e fattucchiere negli ospedali?»;

sui farmaci omeopatici non vi è nessun controllo, sono stati messi in commercio solo con una notifica e non sono obbligati a presentare alcuna documentazione che ne garantisca l'efficacia;
mentre i prezzi dei farmaci rimborsati dal Servizio sanitario nazionale sono frutto di negoziazioni, i prodotti omeopatici e fitoterapici hanno facoltà di fissare il prezzo che vogliono;
dopo l'immediata risposta di Aldo Liguori, docente d'agopuntura alla Sapienza di Roma, arriva anche quella di Daniela Scaramuccia, assessore alla sanità della regione Toscana, che si dice incredula sul fatto che «un uomo di scienza come Garattini possa lanciarsi in simili affermazioni, senza la dovuta attenzione e senza neppure informarsi troppo»;
l'assessore alla salute della regione Toscana ha ritenuto «offensivo» l'accostamento tra «maghi e fattucchiere» e quelle che invece definisce «cure complementari»;
nessun emerito professore ha mai definito in modo scientifico quello che la regione Toscana vorrebbe far passare come cure alternative e rappresentate da agopuntura, omeopatia e fitoterapia e altro;
tale decisione di inserire cure «di medicina complementare» è arrivata con la legge regionale n. 9 del 2007 e il fine è quello di tentare un'integrazione tra la medicina ufficiale e quella complementare per poi «valutare, attraverso i canoni della ricerca scientifica e della medicina basata sulle prove, l'esistenza e validità di risultati clinici misurabili»;
anche se tali «discipline mediche» dovessero trovare una base pseudo-scientifica, il problema è economico perché il Servizio sanitario nazionale, la cui sostenibilità nel tempo è legata al rimborso dei trattamenti basati sull'evidenza, deve privilegiare la razionalità visto che la regione richiamata in questione sembrerebbe presentare un deficit latente ed in via di accertamento;
il periodo economico che si sta attraversando ed i conseguenti tagli finanziari effettuati nei capitoli di spesa dalla regione Toscana, con strette anche in campo sanitario, non consentono di erogare ai cittadini prestazioni sanitarie programmate in tempi rapidi, cosa che invece contribuirebbe a snellire le lunghe liste d'attesa delle strutture pubbliche;
appare grave che le lunghe attese neghino di fatto servizi essenziali per la salute del cittadino, dal momento che, concretamente, si perde un diritto a meno che non si paghi di tasca propria -:
se il Ministro interrogato intenda assumere iniziative normative volte a disciplinare le pratiche di medicina alternativa di cui in premessa, anche al fine di evitare situazioni di criticità e di incertezza come quelle sopra descritte.
(5-04697)