• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04681 [Carenza di organico degli istituti penitenziari del Lazio e in particolare della casa circondariale femminile di Rebibbia]



PICIERNO e TOUADI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
in data 14 aprile 2011 una delegazione di parlamentari si è recata in visita presso la casa circondariale femminile (C.C.F.) di Rebibbia, a Roma, dove ha avuto modo di parlare con la direzione, di visitare la struttura e di ascoltare il punto di vista delle lavoratrici impiegate come ispettori, agenti penitenziari, educatori, personale sanitario e amministrativo;
secondo i dati ufficiali del Ministero della giustizia, dipartimento amministrazione penitenziaria (DAP), la C.C.F. di Rebibbia avrebbe in pianta organica 250 agenti effettivi, rispetto ai 234 previsti. In realtà, secondo varie fonti, sarebbero in servizio presso l'istituto soltanto 170 agenti. A causa dei tagli agli organici, sono in servizio soltanto quattro educatori penitenziari e si riscontra una carenza anche di personale sanitario e di psicologi;
in seguito alla protesta del personale, che dall'inizio di aprile ha messo in atto uno sciopero della fame e della sete, il dipartimento amministrativo penitenziario ha garantito l'arrivo di ulteriori 11 unità. Al momento, nessuno degli agenti in cima alla graduatoria ha accettato di entrare in servizio presso la C.C.F., ragione per cui la situazione è rimasta immutata. Si segnala, inoltre, che nel Lazio è attualmente vacante la carica del Provveditore, una mancanza che rende molto difficile per le lavoratrici in protesta ottenere soluzioni concrete ed efficaci ai problemi sollevati;
tale situazione comporta un deficit sotto ogni punto di vista: dalla capacità della struttura di garantire adeguate condizioni di detenzione alle recluse, di fornire opportunità e sostegno per opportuni percorsi di riabilitazione, di far fronte ai bisogni speciali di numerose detenute. Inoltre, le lavoratrici sono costrette a rinunciare alle ferie (qualcuna di loro ha accumulato oltre 100 giorni di ferie non effettuate), a svolgere ore di straordinario non retribuito, a svolgere il proprio turno di 6 ore avendo ognuna la responsabilità di vigilare su circa 75 detenute, con gravi rischi per la sicurezza, oltre che un grave impatto sul personale in termini di stress e carico psicologico;
secondo elaborazioni della Funzione Pubblica - CGIL, nel Lazio oltre 2000 unità di personale della polizia penitenziaria svolgono servizio fuori dalle carceri: l'alto numero di distacchi presso altre

strutture non carcerarie sta altamente danneggiando le condizioni di lavoro all'interno dei penitenziari, dove nel contempo sono fortemente aumentati i reclusi;
la C.C.F. di Rebibbia, infatti, è il più grande istituto penitenziario femminile d'Italia e attualmente contiene 374 detenute, oltre a 12 bambini. Il sovraffollamento in questa struttura, che dovrebbe contenere non oltre 274 recluse, è del 36,5 per cento. La popolazione carceraria della C.C.F. è passata dalle 260 detenute del 2006 alle cifre attuali, con un aumento percentuale del 43,85 per cento. Questo forte aumento delle presenze è accompagnato da un incremento di categorie particolari di detenute, come le straniere, le tossicodipendenti e le psichiatriche, che avrebbero una forte necessità di assistenza speciale, come la mediazione culturale e linguistica, l'assistenza sanitaria, psicologica e sociale;
alla carenza di organico e al sovraffollamento, presso la C.C.F. di Rebibbia si aggiunge la difficoltà di una drastica riduzione del bilancio dipartimento amministrazione penitenziaria, diminuito del 22 per cento nominale (50 per cento reale) e per il quale sono previsti ulteriori tagli fino a un terzo del bilancio del 2001;
questi tagli hanno un impatto molto forte su tutte le spese di ordinaria amministrazione del carcere, come i riscaldamenti d'inverno, l'aria condizionata d'estate, le forniture, la manutenzione, i consumi di acqua, luce e gas -:
se il Ministro possa fornire dati ufficiali sul numero dei distacchi effettuati in uscita dagli istituti penitenziari del Lazio, e in particolare dalla C.C.F. di Rebibbia, negli ultimi anni, specificando a quali strutture essi siano stati assegnati e dopo quanti giorni di servizio svolto in carcere;
cosa il Ministro intenda fare per una rapida ed efficace soluzione della drammatica carenza di organico degli istituti penitenziari del Lazio e in particolare della C.C.F. di Rebibbia, per assicurare più dignitose e sostenibili condizioni di lavoro per il personale;
quali azioni verranno intraprese per impedire una sommatoria degli effetti dei tagli al bilancio, della carenza di organico e del sovraffollamento nelle carceri, con effetti drammatici sia sulle condizioni di detenzione e sia su quelle lavorative del personale impiegato.
(5-04681)