• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01606 [Iniziative conseguenti al disastro nucleare del Giappone]



ROTA, PALAGIANO, MURA, DONADI, BORGHESI, EVANGELISTI, PIFFARI e CIMADORO. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
in conseguenza dell'incidente nucleare giapponese del marzo 2011, l'Unione europea ha cominciato ad attivarsi al fine di realizzare un sistema comune di allerta rapido e la stessa Russia ha deciso nuove analisi al fine di verificare la presenza di radioattività proveniente dal Giappone;
il problema sanitario e ambientale, viste le caratteristiche proprie dell'inquinamento nucleare, non si può affrontare solo con un innalzamento del livello di attenzione e di monitoraggio limitato nel tempo;

seppure attualmente la situazione in Europa si può ancora definire sotto controllo, il vero problema è cosa succederà nel medio-lungo periodo. E ciò anche in considerazione del fatto che la situazione dei reattori nucleari giapponesi non è affatto ancora sotto controllo e che ci vorranno ancora diverse settimane per la loro stabilizzazione;
dopo oltre un mese i maggiori esperti mondiali non sono ancora riusciti a bloccare la fuoriuscita di materiale radioattivo e, soprattutto, non sono in grado di valutare con una certa precisione la possibile evoluzione;
attualmente il Governo giapponese ha portato la sua valutazione della gravità dell'incidente alla centrale nucleare di Fukushima al livello massimo di 7 della scala internazionale, finora raggiunto solo dall'incidente di Chernobyl del 1986, e nessuno è attualmente in grado di escludere la possibilità che nel prossimo periodo le radiazioni nucleari superino quelle della centrale nucleare ucraina;
la maggior parte dei radionuclidi fuoriusciti dalla centrale giapponese arriva sull'Europa con un effetto ancora per il momento trascurabile dal punto di vista dell'inquinamento atmosferico;
la stessa cosa, però, non si può dire dal punto di vista della possibile presenza di cibi contaminati dalla radioattività, in conseguenza sia del fatto che quotidianamente vengono importati direttamente o indirettamente alimenti e materie prime da quella regione, sia del rischio più che concreto che il livello di radioattività a livello atmosferico nel futuro potrebbe essere destinato ad aumentare, con inevitabili depositi sul terreno di particelle radioattive e ricadute evidenti sulla salute pubblica;
ancora non si hanno notizie precise sull'evoluzione dell'evento e sull'andamento della meteorologia, così come non si è a conoscenza delle misurazioni e dei dati in possesso dell'Ispra;
si ricorda che in tutta la fase subito successiva all'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl del 1986, l'Istituto superiore di sanità cominciò fin da subito a fornire informazioni chiare e conseguenti raccomandazioni di carattere alimentare, ma anche di comportamento;
fortunatamente non si è ancora in una situazione paragonabile a quella del 1986, ma è chiaro che è indispensabile sia rivedere in maniera radicale l'intero sistema dei controlli, al fine di tutelare la salute dei cittadini, sia programmare un efficace e costante programma di informazione puntuale ai cittadini;
è evidente che la soluzione più saggia dovrebbe essere, a parere degli interroganti, quella di un totale ripensamento del nostro Paese - come sta già avvenendo in diversi Stati - e la sua uscita dallo scellerato programma di produzione di energia nucleare;
il 12 e il 13 giugno 2011 si voterà per il referendum promosso dall'Italia dei Valori contro il nucleare, al fine di abrogare proprio la normativa che intende dare il via libera alla realizzazione di centrali nucleari sul territorio nazionale -:
al di là del necessario coordinamento con gli altri Stati membri dell'Unione europea in materia di controlli sanitari conseguenti al disastro nucleare del Giappone, quali iniziative a livello nazionale il Ministro interrogato abbia finora attivato e se non ritenga di intensificare un programma di controllo sulle importazioni provenienti direttamente o indirettamente dalle aree di cui in premessa, al fine di garantire e tutelare la salute dei cittadini, prevedendo, altresì, un opportuno programma di informazione alla popolazione.
(3-01606)