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Atto a cui si riferisce:
C.5/04636 [Rivedere il progetto della tangenziale est esterna di Milano]



GUIDO DUSSIN e RONDINI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
il primo progetto preliminare relativo alla nuova tangenziale est esterna di Milano (TEEM), corredato dagli studi sull'impatto ambientale, è stato depositato presso la regione Lombardia nel 2003;
sul progetto preliminare la regione ha espresso valutazioni positive;
successivamente, tale progetto preliminare è passato all'esame della province di Milano e Lodi e dei comuni interessati;
le prime, valutazioni espresse dalla provincia di Milano e gran parte dei comuni erano negative;
solo dopo mediazioni e modifiche del progetto originale, in particolare riguardo le compensazioni e le mitigazioni ambientali, si è giunti a un'intesa, che si è concretizzata nella sottoscrizione dell'accordo di programma (2007) da parte degli enti interessati;
persistono ancora molte perplessità da parte di diverse amministrazioni comunali, imprese agricole e organizzazioni di categoria del comparto agricolo, organizzazioni ambientaliste e gruppi di cittadini, a causa dell'impatto ambientale di tale opera e della sua reale necessità;
solo il 16 febbraio 2011 ai comuni è stato presentato il progetto definitivo;
il progetto definitivo, attraverso le varianti apportate, stravolge il progetto preliminare sottoscritto con l'accordo di programma del 2007;
sono stati concessi solo pochi giorni agli enti locali per esprimere un parere in merito al progetto definitivo modificato, nonostante la complessità e la vastità del progetto medesimo e delle sue ricadute sul territorio;
la proposta iniziale di un'infrastruttura all'avanguardia che, attraverso un sistema capillare di mitigazioni ambientali, avrebbe inciso in modo «ragionevole» sull'ambiente

e sul territorio, si è trasformata in un'opera che distrugge in maniera permanente il tessuto agricolo e naturalistico della cintura esterna di Milano;
per la realizzazione dell'opera saranno realizzate diverse cave di prestito, che andranno ad incidere ulteriormente e in maniera fortemente negativa sui nostri territori;
non è chiara la metodologia con la quale si è provveduto all'individuazione della localizzazione delle cave di prestito, e che soprattutto è mancato il coinvolgimento dei comuni interessati;
vi sono in atto speculazioni edilizie collegate a tale progetto, e le molte aree di frangia derivanti dal tracciato, rischiano di trasformarsi inesorabilmente da agricole ad edificabili;
molti dei territori che ancora oggi conservano la vocazione agricola, e con essi molte aziende del settore (che grazie al duro lavoro mantengono attivo un comparto strategico non solo a livello provinciale) rischiano di essere devastati;
una riqualificazione della già esistente strada provinciale 39 avrebbe comportato minori costi e avrebbe contenuto la destrutturazione del tessuto agricolo;
a causa dell'insufficienza di fondi per realizzare l'opera concordata, l'operatore si troverà costretto a ridimensionare ulteriormente le mitigazioni ambientali, cioè quella parte di infrastrutture fondamentali per ridurre l'impatto dell'opera sul territorio;
nel progetto definitivo presentato, l'impatto dell'infrastruttura sul territorio aumenta in maniera esponenziale;
non sono stati finanziati i prolungamenti delle linee 2 e 3 della metropolitana fino a Vimercate e Paullo precedentemente concordati, che erano strategici per dare un'alternativa al traffico su gomma;
è notizia di questi giorni che quasi tutti gli enti locali, lamentano la violazione di parte dell'accordo di programma sottoscritto, in particolare alcune parti del tracciato previsto in tunnel o in trincea vengono sostituiti da cavalcavia estremamente impattanti con l'ambiente, tenuto conto che siamo nel parco Sud;
un volta terminata l'infrastruttura, è possibile prevedere elevati costi d'utilizzo della stessa, che renderanno di fatto l'opera ad esclusivo beneficio degli operatori commerciali, anziché favorire la mobilità dei lavoratori pendolari;
recenti studi viabilistici indicano che l'opera così realizzata sposterebbe solamente una quota dal 7 al 10 per cento del traffico attualmente presente sulla tangenziale est di Milano, non creando quindi una reale soluzione alla viabilità del milanese;
al mondo agricolo è stata prestata scarsa attenzione, considerandolo unicamente un comparto a cui espropriare terreni a costi contenuti, senza considerare che lo stesso è costituito da imprese economiche che creano reddito e posti di lavoro e senza contare che il settore agricolo assume un ruolo strategico sempre maggiore per quanto attiene l'approvvigionamento alimentare e la produzione a costi irrisori per la comunità di servizi ambientali;
dell'opera, che in origine poteva avere un interesse strategico, ad oggi si evince il solo interesse economico degli investitori;
la società Tangenziale Eterna ha sempre dichiarato che l'opera sarebbe stata realizzata nel rispetto della volontà dei comuni interessati, concordando sempre con gli stessi qualsiasi forma di variante, mentre nei fatti pare porre attenzione a soli aspetti economici;
laddove non venissero reperite le risorse sufficienti per il completamento dell'opera, la ricerca di finanziamenti potrebbe portare all'ulteriore trasformazione di aree adiacenti al tracciato, magari per realizzarvi nuovi poli logistici o centri commerciali, provocando ulteriore consumo

di suolo, nuovo afflusso di autoveicoli, e sconvolgendo tanto il tessuto ambientale quanto quello economico;
gli accordi sottoscritti sono stati in gran parte disattesi, in particolare per quanto concerne le opere di mitigazione, inficiando di fatto la valutazione di compatibilità ambientale a suo tempo approvata, rendendo di fatto il progetto TEEM illegittimo;
di conseguenza pare irricevibile l'ulteriore richiesta di pronuncia di «compatibilità» ambientale per le parti dell'opera oggetto di variazione «in quanto variante di un progetto originale ormai nei fatti inesistente»;
quest'opera avrà tra gli effetti quello di erodere suolo agricolo, sia con il suo tracciato principale, sia con le opere connesse, di creare aree reliquali, di destrutturare il tessuto agricolo, di rendere più difficoltoso l'accesso degli agricoltori a porzioni dei fondi da loro condotti, e di rendere improduttive ampie parti di aziende agricole;
l'opera interessa una porzione di territorio della provincia di Milano particolarmente vocata all'allevamento di bovini da latte;
la disponibilità di terreno per queste aziende agricole è fondamentale sia per la coltivazione di cereali destinati all'alimentazione del bestiame, sia per ottemperare agli adempimenti della direttiva nitrati, per la quale l'agricoltore deve avere disponibilità di terreni per lo spandimento dei liquami in proporzione ai numeri di capi allevati -:
se il Governo intenda rivedere il progetto della tangenziale est esterna di Milano presentato ai comuni in data 16 febbraio 2011, tenendo conto della necessità di evitare impatti insostenibili per la produzione agricola della zona, quantificando altresì la perdita di capacità produttiva del complesso delle aziende del territorio interessato dall'opera, come numero di capi, produzione lorda, riduzione della capacità produttiva, ettari di territorio agricolo occupato, anche dalle opere connesse e dalle opere di mitigazione previste, numero di aziende interessate e di lotti reliquati.
(5-04636)