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Atto a cui si riferisce:
C.1/00628 [Pomuovere una più efficace pianificazione ed una più equa organizzazione dei controlli per la verifica dell'invalidità]



La Camera,
premesso che:
la dinamica della spesa per i trattamenti di invalidità civile ha conosciuto, negli ultimi anni, un notevole incremento, passando da 12,8 miliardi di euro nel 2003 a 17,6 miliardi di euro preventivati nel 2011, corrispondenti a più di 2,7 milioni di prestazioni nel 2010 (pensione di invalidità civile e assegno di accompagnamento);
nel 2003 la suddetta spesa era così ripartita: 3,4 miliardi di euro per le pensioni di invalidità civile e i relativi carichi di famiglia e 8,4 miliardi di euro per l'indennità di accompagnamento;
nel 2009 (dati del bilancio consuntivo dell'Inps) era così distribuita: 4,7 miliardi di euro per pensioni e carichi di famiglia e 12,4 miliardi di euro per indennità di accompagnamento;
tali risorse sono poste a carico dello Stato e, quindi, della fiscalità generale e trasferite al bilancio dell'Inps;

allo scopo di dare ordine, rigore e coerenza all'accertamento delle condizioni di invalidità, il legislatore ha accresciuto il ruolo delle strutture dell'Inps, in collaborazione con le commissioni istituite presso le aziende sanitarie locali, superando una contraddizione di carattere istituzionale in forza della quale l'Inps erogava le prestazioni previste sulla base di valutazioni compiute da altri organi collegiali presenti nei territori; onde ovviare a tale inconveniente, l'articolo 10, comma 4-bis, del decreto-legge n. 78 del 2010 ha previsto, infatti, che l'Inps possa avvalersi delle commissioni delle aziende sanitarie locali per effettuare i suoi programmi straordinari di verifica, integrandole con un medico dell'Istituto;
per contenere una spesa crescente l'attuale Governo ha adottato ripetutamente misure rivolte a contrastare le cosiddette false invalidità, dapprima con l'articolo 80 del decreto-legge n. 112 del 2008, poi con l'articolo 20 del decreto-legge n. 78 del 2009, successivamente con l'articolo 2, comma 159, della legge n. 191 del 2009 (legge finanziaria per il 2010). Ognuno di questi provvedimenti ha disposto che l'Inps effettuasse dei piani straordinari di verifica nei confronti dei titolari dei benefici economici riconosciuti in caso di riscontrata condizione di invalidità civile;
altre disposizioni hanno sanzionato severamente le false attestazioni dei medici concernenti microinvalidità derivanti da incidenti stradali e hanno sancito la possibilità di recuperare, ad opera dell'ente previdenziale interessato e a carico del terzo responsabile del fatto illecito che ha provocato l'invalidità, il valore capitale delle prestazioni assistenziali erogate a favore dell'invalido civile;
nonostante il ripetersi delle procedure di controllo negli ultimi anni, la spesa continua a crescere a tassi sostenuti, incompatibili anche con la struttura della popolazione e non del tutto spiegabili con il fenomeno dell'invecchiamento;
i controlli fino ad ora effettuati hanno condotto alla revoca di quote significative di trattamenti di invalidità tra quelli sottoposti ad accertamento e riesame, ma tali revoche non hanno retto, sovente, a fronte del contenzioso giudiziario che si è sviluppato e che è risultato favorevole ai ricorrenti;
non è sufficiente una politica di intensificazione dei controlli in assenza di interventi sulle normative che siano rispettosi dei diritti dei cittadini, ma che, nel contempo, siano in grado di promuovere una più ampia e qualificata equità sociale,


impegna il Governo:


a promuovere una più efficace pianificazione ed una più equa organizzazione dei controlli, con l'obiettivo di conseguire una più adeguata selezione dei soggetti da sottoporre a nuova visita medica, ottimizzando in tal modo pienamente le risorse professionali ed amministrative disponibili;
a valutare, nelle sedi competenti e all'esito del piano straordinario di verifica, l'opportunità di procedere ad un riordino dei requisiti occorrenti per il riconoscimento delle prestazioni in materia di invalidità civile e indennità di accompagnamento, anche estendendo il ricorso alla cosiddetta prova dei mezzi e fatti salvi i diritti acquisiti.
(1-00628)
«Cazzola, Baldelli, Antonino Foti, Barani, Porcu, Pelino, Ceccacci Rubino, Cosentino, Vincenzo Antonio Fontana, Formichella, Giacomoni, Giammanco, Mannucci, Marsilio, Minardo, Mariarosaria Rossi, Saltamartini, Scandroglio».