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Atto a cui si riferisce:
S.2/00331 [Approntare un effettivo sistema di accoglienza per i minori che arriveranno ancora a Lampedusa]



SERAFINI Anna Maria, ZANDA, CASSON, AGOSTINI, AMATI, ARMATO, BARBOLINI, BASSOLI, BASTICO, BLAZINA, BOSONE, CECCANTI, CHIAROMONTE, CHITI, DEL VECCHIO, DELLA MONICA, DELLA SETA, DE SENA, DI GIOVAN PAOLO, FERRANTE, FIORONI, FRANCO Vittoria, GARAVAGLIA Mariapia, GHEDINI, MAGISTRELLI, MARINO Ignazio, MARITATI, MONGIELLO, NEGRI, NEROZZI, PEGORER, PINOTTI, PORETTI, PROCACCI, SANNA, SCANU, SOLIANI, TOMASELLI, VITA, VITALI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno - Premesso che:

l'Italia vive una situazione di emergenza in materia di immigrazione, dovuta ai numerosi e ripetuti sbarchi di stranieri provenienti dal Nord Africa sull'isola di Lampedusa;

un numero consistente di coloro che approdano sull'isola è costituito da persone minori di età, bambini che hanno affrontato il viaggio via mare e che, nella maggior parte dei casi, non sono accompagnati dai genitori, e necessitano di cure e assistenza particolari;

il Paese si è confrontato per settimane al fine di individuare i soggetti che avrebbero dovuto prendersi carico delle migliaia di immigrati adulti presenti a Lampedusa, dimenticando che tra gli stranieri abbandonati sull'isola ormai al collasso, in condizioni igienico-sanitarie incivili, privi di assistenza adeguata e in una situazione di degrado, vi erano anche centinaia di minori in attesa di conoscere il loro destino;

sarebbe stato necessario valutare e riflettere sulle modalità di accoglienza da riservare ai centinaia di bambini sbarcati a Lampedusa, al fine di garantire in maniera effettiva le esigenze e i diritti dei minori presenti sull'isola e di quelli che continueranno ad arrivare in Italia anche in futuro;

anche se i minori di età, che vivevano rinchiusi nelle strutture di accoglienza, hanno ormai lasciato Lampedusa, si prevedono ancora numerosi sbarchi di immigrati dalla Libia, tra i quali certamente vi saranno donne e bambini; permane, dunque, il pericolo che il sistema di accoglienza risulti inadeguato al fine di gestire una nuova ondata di minori in arrivo sull'isola;

considerato che:

i minori, durante il soggiorno a Lampedusa, sono stati dislocati in due strutture, "Base Loran" e "Casa della fratellanza", che avrebbero dovuto essere luoghi protetti di accoglienza, ma che in realtà versavano in uno stato di totale e degradante abbandono. Entrambe le strutture sono presidiate dalle Forze dell'ordine, e non è possibile entrare senza un permesso della Prefettura;

quest'ultima circostanza ha reso molto difficile l'attività delle ong, che solo con fatica sono riuscite ad entrare e a constatare le reali condizioni di degrado in cui erano costretti a vivere i minori stranieri scampati alla morte, alla povertà e alla guerra;

visto che:

la normativa italiana in materia di immigrazione irregolare prevede che i minori di età non accompagnati devono essere immediatamente identificati, segnalati alle autorità competenti, essere presi a carico dal Comune e trasferiti in una struttura di accoglienza protetta;

i bambini sbarcati a Lampedusa hanno ricevuto solo il cedolino che indicava il giorno e il numero dello sbarco: un documento privo di valore giuridico che, a volte, riportava informazioni errate, con l'indicazione di una data successiva a quella dell'effettivo arrivo del minore sull'isola;

la maggior parte di questi bambini ha atteso per settimane l'identificazione da parte della Polizia, primo necessario passo per il riconoscimento della loro presenza in Italia, al fine di attivare il sistema di tutela dei loro diritti. Tutti i minori, sia quelli che sono stati identificati sia quelli che ancora attendono l'identificazione, sono comunque accomunati da uno stato di totale abbandono, inaccettabile per qualsiasi persona che sbarchi sulle nostre coste, ma ancor di più se ad esserne vittime sono dei bambini,

si chiede di sapere:

quali urgenti iniziative il Governo intenda adottare per approntare un effettivo sistema di accoglienza per i minori che arriveranno ancora a Lampedusa;

quali strumenti intenda predisporre affinché: le procedure di identificazione dei minori previste dalla normativa italiana siano avviate e concluse in tempi rapidi; entro il termine di 24 ore dall'identificazione, il minore straniero sia segnalato alle autorità competenti; entro il termine di 48 ore dall'identificazione sia disposto il suo trasferimento in luogo in cui sia possibile fornire al minore effettiva protezione; sia garantita la tracciabilità del percorso dei minori accolti nell'isola, dal momento dello sbarco a quello della loro presa a carico in qualsivoglia centro di protezione sul territorio italiano, onde evitare fughe che possano mettere a rischio la vita stessa dei bambini, o che possano favorire le forme di sfruttamento da parte della criminalità organizzata;

quali misure intenda adottare al fine di garantire che il sistema di accoglienza e le procedure di identificazione trovino applicazione in modo permanente, onde evitare che i minori in arrivo nei prossimi giorni debbano subire quelle stesse violazioni cui sono stati sottoposti gli altri prima di loro;

se il Governo non ritenga necessario: a) riconoscere alle organizzazioni umanitarie impegnate nella protezione dei minori la facoltà di accedere alle strutture di accoglienza situate sull'isola di Lampedusa, non ravvisandosi alcun motivo di impedire tale attività in un Paese che - avendo riconosciuto la tutela dell'infanzia come una priorità e un segno di grande civiltà - deve mettere a disposizione ogni sua risorsa e strumento per raggiungere tale obiettivo; b) adoperarsi affinché le condizioni fisiche, ambientali, igieniche dei bambini all'interno delle strutture di accoglienza siano degne di un Paese civile; c) rendere noti in tempo reale ed ufficiale i dati delle presenze dei minori sull'isola, anche attraverso report giornalieri delle organizzazioni umanitarie che lavorano sul campo e hanno una visione chiara e tempestiva della condizione dei minori; d) conferire risorse certe e adeguate per la tutela dei minori migranti, assegnando alle autonomie locali, a partire da quelle siciliane, la loro gestione.