• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01588 [Dazio antidumping sulle importazioni dii calzature di cuoio naturale o ricostituito originarie della Repubblica popolare cinese e del Vietnam]



REGUZZONI, MAGGIONI, LUSSANA, LUCIANO DUSSIN, FOGLIATO, MONTAGNOLI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CAVALLOTTO, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DAL LAGO, D'AMICO, DESIDERATI, DI VIZIA, DOZZO, GUIDO DUSSIN, FAVA, FEDRIGA, FOLLEGOT, FORCOLIN, FUGATTI, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, ISIDORI, LANZARIN, MOLGORA, LAURA MOLTENI,

NICOLA MOLTENI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, PIROVANO, POLLEDRI, RAINIERI, RIVOLTA, RONDINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
il regolamento (CE) n. 1472/2006 ha istituito un dazio antidumping sulle importazioni di alcuni tipi di calzature di cuoio naturale o ricostituito originarie della Repubblica popolare cinese e del Vietnam stabilendo che le misure deliberate, con aliquote definitive (applicabili al prezzo netto franco frontiera comunitaria - dazio non corrisposto) pari al 16,5 per cento per i prodotti cinesi e al 10 per cento per quelli vietnamiti, restassero in vigore per un periodo di anni due;
nel dicembre 2009, alla scadenza delle tariffe antidumping previste, la Commissione europea, a fronte della persistenza di pregiudizio a danno dell'industria comunitaria e, quindi, del pericolo di dumping, ha proposto ed ottenuto la proroga di ulteriori quindici mesi delle misure protezionistiche previste;
il 31 marzo 2011 i dazi in questione sono giunti a scadenza e il Commissario europeo al commercio non ha ritenuto opportuno rinnovare i provvedimenti antidumping per assenza di elementi ed informazioni atti a giustificare il riesame della scadenza programmata;
il livello modesto dei dazi, il cui importo ammonta a meno di 1,5 euro per paio di calzature, (vendute in media al dettaglio a 50 euro ed importate a 9 euro), pur non avendo provocato ingiustificato aumento dei prezzi a svantaggio dei consumatori, non ha tuttavia impedito la vendita sul mercato comunitario di scarpe cinesi e vietnamite, risultato che si sarebbe invece conseguito con misure antidumping almeno decuplicate rispetto a quelle stabilite;
nonostante l'esiguità delle aliquote stabilite, i dazi hanno comunque limitato gli effetti negativi del dumping tanto che, tra il 2005 e il 2009, l'import europeo da Cina e Vietnam delle calzature soggette ai provvedimenti è sceso del 43 per cento in volume e del 27 per cento in valore;
una realtà come quella italiana (che da sola produce il 50 per cento di tutte le scarpe europee), che sceglie la qualità e decide di non delocalizzare le proprie manifatture, risulta fortemente penalizzata rispetto ad altre realtà, quali quelle dei Paesi emergenti, che godono di manodopera a bassissimo costo e di politiche di dumping a discapito dei lavoratori e dei consumatori italiani ed europei -:
quali iniziative intenda assumere il Governo per evitare che l'assenza di misure antidumping penalizzi ulteriormente gli addetti del settore, coinvolti da una crisi già fortemente accentuata dalla concorrenza di Paesi che non osservano le regole di un mercato equo e leale, e se non ritenga opportuno intervenire nelle competenti sedi comunitarie al fine di negoziare, oltre ad un'ulteriore proroga dei dazi in questione, anche la maggiorazione delle aliquote applicabili.
(3-01588)