• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04921 [Concorso per dirigenti tecnici del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca]
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Testo della risposta scritta



SANNA - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

il 30 gennaio 2008 il Ministero della pubblica istruzione ha bandito un concorso nazionale per esami a 145 posti di dirigente tecnici, da assegnare agli uffici dell'amministrazione centrale e periferica del Ministero, di cui al decreto del direttore generale 30 gennaio 2008, bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 4ª Serie speciale, 5 febbraio 2008, n. 10;

tale concorso ha coinvolto migliaia di dirigenti e docenti scolastici; al Ministero sono giunte 16.000 domande di partecipazione;

i 145 posti messi a concorso sono stati ripartiti in due contingenti: quello della scuola dell'infanzia e primaria e quello della scuola secondaria di I e di II grado; il primo contingente era a sua volta suddiviso in due settori, mentre il secondo in cinque settori, a loro volta formati da 14 sottosettori, ognuno con codice da 1 a 16;

secondo quanto stabilito nel decreto, l'iscrizione al concorso doveva essere inoltrata esclusivamente per via telematica indicando un solo settore e un solo sottosettore, pena la non prosecuzione dell'iscrizione stessa;

per il superamento del concorso erano previste tre prove scritte e una orale, precedute da una prova preselettiva;

nel bando veniva stabilito inoltre che alle prove scritte sarebbe stato ammesso un numero di candidati pari a dieci volte il numero dei posti messi a concorso per ogni settore e sottosettore, ovvero 1.450, candidati ai quali si sarebbero aggiunti quelli classificatisi con il medesimo punteggio dell'ultimo candidato ammissibile (art. 6);

il 21 settembre 2009, dopo una serie di rinvii, in 18 regioni, si sono svolte le suddette prove preselettive; il 12 febbraio 2010 sono state pubblicate le 16 graduatorie, una per ogni settore e sottosettore, nel rispetto di quanto stabilito dal decreto;

alle prove scritte venivano ammessi 1.477 candidati, secondo quanto previsto dal bando e già richiamato;

considerato che:

dalla graduatoria stilata al termine della prova è risultato che erano stati computati più volte alcuni soggetti che venivano collocati in più settori o sottosettori; pertanto, poiché dei 1.477 candidati dichiarati idonei circa 400 apparivano più volte, di fatto la graduatoria era composta da 930 persone e non dal numero fissato nel decreto, e dunque non più con un rapporto di 10 a 1, bensì con un rapporto di 6,65 a 1, come riconosciuto dal Ministero anche nell'atto di appello al Consiglio di Stato;

il concorso, inoltre, prevedeva una prova preselettiva, una prima e una seconda prova comuni a tutti i settori e sottosettori, e 16 distinte terze prove una per ogni settore e sottosettore;

tale situazione ha ovviamente provocato il ricorso al TAR del Lazio dei candidati non risultati idonei alla prova preselettiva a causa della presenza nei diversi settori e sottosettori dei "pluricandidati";

il TAR Lazio ha accolto tali ricorsi motivando con riferimento alla mancata utilizzazione dei complessivi 1.450 posti per l'ammissione alle prove di esame, nell'ambito dei quali l'amministrazione avrebbe dovuto tener conto esclusivamente del numero dei soggetti nominativi, candidati alle prove preselettive con esclusione della reiterazione di quei soggetti, candidati per più settori; inoltre riteneva di poter ammettere con riserva alle prove di esame i ricorrenti entro il limite numerico effettivo dei 1.450 posti e subordinatamente alla loro utile collocazione in graduatoria nei limiti del numero dei medesimi posti;

alla luce di quanto disposto dal TAR, il Ministero era pertanto tenuto ad escludere i pluricandidati dalle graduatorie di ogni settore e sottosettore;

alcuni concorrenti hanno fatto ricorso al Capo dello Stato, al seguito del quale, in conformità con il parere obbligatorio reso dal Consiglio di Stato, veniva accolto il ricorso;

il Ministero si è appellato al Consiglio di Stato, che però ha rigettato l'istanza, confermando la statuizione del TAR Lazio;

nel frattempo, lo stesso Ministero ha predisposto, in stretta aderenza alle prescrizioni contenute nella statuizione del TAR Lazio, un apposito elenco di tutti i partecipanti alle prove preselettive, prescindendo, in tale contesto, dai settori e sottosettori richiesti, stilato in ordine decrescente, secondo il punteggio conseguito da ciascuno;

tale elenco, che è stato inviato dal Ministero ai soli rappresentanti legali dei ricorrenti, contiene i nominativi di 1.469 candidati, elencati in ordine decrescente con punteggio da 90 (punteggio pieno) a 24,50. Sono stati inseriti nello stesso i ricorrenti che avevano ottenuto un punteggio compreso tra 90 e 24,50;

l'adozione dei suddetti criteri da parte del Ministero ha determinato, ad esempio, che nel settore "scuola dell'infanzia e primaria", che prevede l'ammissione di 440 candidati, l'ultimo classificato (il 440°) avrà un punteggio inferiore dell'ultimo classificato nel sottosettore "matematica e fisica" dove occuperà la 130ª posizione;

all'interrogante risulta che tale elenco non sia mai stato reso pubblico; accade così che ci sono concorrenti che non appaiono nell'elenco dei 1.469 ma che faranno ricorso, altri che risultano, ma a cui non è mai stato reso noto;

la gran parte dei ricorrenti ha proposto ricorso per motivi aggiuntivi avverso tale elenco;

la mancata pubblicazione del suddetto elenco e il completo stravolgimento delle prescrizioni del bando stanno compromettendo irrimediabilmente il destino dello stesso concorso e hanno dato il via ad una lunga serie di ricorsi da parte dei soggetti che sostengono di essere stati lesi dalle gravi ed inaccettabili irregolarità che sin dall'inizio lo hanno caratterizzato;

il TAR Lazio ha respinto i ricorsi presentati dai ricorrenti, non inclusi nell'elenco dei 1.469, motivando il rigetto asserendo che il Ministero avrebbe dato corretta esecuzione al provvedimento cautelare;

tale ordinanza è stata, in seguito, confermata dal Consiglio di Stato:

tale motivazione non sembra tenere conto che il Ministero per suo espresso riconoscimento prescinde dai settori e sottosettori nello stilare l'apposito elenco, prescinde quindi dal nucleo centrale del bando, quella parte che dà significato allo stesso;

del resto, tale impostazione "settoriale" è stata di recente riconosciuta e ribadita anche da fonti regolamentari. Si cita, a titolo di esempio, il decreto ministeriale n. 60 del 2010, che ribadisce in che cosa consista la funzione tecnica, esercitata dai dirigenti tecnici: essi "operano come esperti di settori scolastici e di specifici ambiti disciplinari, rappresentando l'espressione di un'alta cultura con competenze ampie nello specifico campo del sapere". Inoltre, spetta loro predisporre le prove degli esami conclusivi dei cicli scolastici;

il 28 febbraio 2011 sono iniziate le prove scritte, il bando ha previsto che: "Lo stesso avviso indicherà la data della successiva Gazzetta Ufficiale (…), contenente il diario delle prove scritte, nonché l'elenco dei candidati ammessi alle prove medesime, per i quali tale pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti" (art. 6);

nella Gazzetta Ufficiale 4ª Serie speciale "Concorsi ed esami" n. 12 dell'11 febbraio 2011 vi sono le date delle prove scritte, ma non vi è traccia dell'elenco dei candidati ammessi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga di provvedere con la massima sollecitudine alla pubblicazione dell'elenco di tutti i partecipanti alle prove selettive del concorso;

se non ritenga di doversi attivare per consentire per consentire la continuazione del concorso ai concorrenti inclusi nell'elenco del 9 agosto 2010, ma pretermessi in quanto non ricorrenti;

se, a tale fine, non ritenga opportuno prevedere l'indizione di un concorso riservato a tali soggetti ovvero l'ammissione dei medesimi a prove scritte suppletive;

quali siano le sue valutazioni in ordine alle modalità con cui fino ad oggi si è svolto tale concorso e quali urgenti iniziative intenda adottare, nell'ambito delle proprie competenze, per far piena luce sui criteri e sulle procedure individuate per lo svolgimento dello stesso.