• Testo risoluzione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00548 [Individuazione di strumenti concreti atti a sconfiggere la batteriosi del kiwi e sostegno alle imprese agricole in crisi]



La XIII Commissione,
premesso che:
il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha finanziato, nell'anno 2010, un progetto biennale per debellare la più terribile delle malattie dell'actinidia, il cancro batterico causato da Pseudomonas syringae pv. Actinidiae; nel progetto era prevista l'attività di esperti scientifici di consolidata esperienza del CRA-Centro di ricerca per la patologia vegetale, con il supporto del servizio fitosanitario centrale e dei servizi fitosanitari regionali;
i risultati delle indagini avrebbero dovuto consentire l'elaborazione di linee guida di monitoraggio e prevenzione della batteriosi, grazie anche al finanziamento stanziato dalla regione Lazio e dalla regione Emilia Romagna;
in considerazione del rischio fitosanitario associato a detto batterio e alla sua pericolosità per gli impianti di actinidia doveva essere predisposto uno studio del Comitato fitosanitario nazionale per formulare un provvedimento che prevedesse misure d'emergenza da applicare all'attività vivaistica e alla movimentazione del materiale di moltiplicazione delle piante di actinidia;
in realtà ci si di trova di fronte ad un disastro che ha colpito in modo irrecuperabile migliaia di ettari di coltivazione di actinidia presenti in tutta Italia;
i fondi stanziati sono serviti solo a finanziare studi e ricerche che in due anni non hanno prodotto alcun esito né sono stati in grado di trovare soluzioni per fronteggiare la gravissima situazione in cui versano moltissime aziende agricole;
è da rilevare che le prescrizioni previste sul tutto territorio nazionale dal Comitato fitosanitario nazionale e dalla conferenza Stato-regioni non hanno ottenuto alcun risultato di fronte all'emergenza creatasi;
la regione Piemonte e la regione Emilia Romagna hanno stanziato indennizzi a favore delle aziende colpite che ammonterebbero a venti euro a pianta o diecimila euro a ettaro, che pur essendo un piccolo aiuto, non potranno mai coprire il danno subito dalle aziende agricole interessate, che per gli investimenti già fatti e per l'aspettativa di un raccolto che non ci sarà, un danno economico di circa settantamila euro a ettaro;
la regione Lazio non ha attuato i controlli necessari nelle aziende produttrici di actinidia e risulta che non abbia ancora emesso nessun provvedimento di risarcimento per le aziende colpite;
fino ad ora gli interventi specifici sono stati richiesti solo a carico delle aziende agricole colpite dalla batteriosi, che non solo dovranno fronteggiare la perdita del prodotto per almeno sei anni, due di quarantena del terreno e quattro in attesa che le nuove piante possano di nuovo entrare in produzione, ma si dovrebbero fare anche carico della spesa della distruzione delle piante infette che dovranno essere estirpate e distrutte mediante incenerimento o interramento profondo in loco; tali prescrizioni richiedono un enorme lavoro e determinano un considerevole inquinamento atmosferico visto che le piante malate, ma ancora verdi, per essere bruciate devono essere cosparse di carburante;
tramite un provvedimento annunciato dal dirigente dell'area servizi tecnici e scientifici, servizio fitosanitario regionale del Lazio, sembra si voglia indicare come infetto il terreno dove vengono riscontrate anche solo due piante malate, senza tener conto che il frutto del kiwi non può essere prodotto qualora la pianta sia malata. In questo modo non si permetterebbe la vendita e commercializzazione del prodotto sano, penalizzando le aziende agricole in maniera ancora più incisiva;

la situazione è talmente grave che sicuramente, se non verrà affrontata nei modi e nei tempi necessari, nel giro di due anni non ci sarà più una coltivazione di kiwi su tutto il territorio nazionale. Già nel Lazio su dodicimila ettari di actinidia sono andati distrutti circa ottomila ettari; il cosiddetto kiwi giallo è sparito e anche il 30 per cento del kiwi verde è stato attaccato; la situazione sta peggiorando giorno per giorno con il procedere della stagione primaverile;
migliaia di agricoltori che fino ad oggi hanno potuto sopravvivere grazie a questa coltivazione si troveranno senza un reddito e senza la prospettiva di ottenere un'altra fonte di reddito in breve tempo per sopperire alle prevedibili gravissime perdite e si troveranno anche a non poter far fronte ai debiti con le banche, frutto degli investimenti fatti per impiantare le coltivazioni di actinidia,


impegna il Governo:


ad intervenire per verificare le ragioni del ritardo nell'individuazione di strumenti concreti atti a sconfiggere la batteriosi del kiwi e a verificare se e in quali tempi sia possibile avere risposte scientifiche concrete;
a sostenere le aziende colpite dalla situazione di crisi esposta in premessa mediante aiuti diretti, anche decretando lo stato di crisi del comparto agricolo di riferimento, per evitare la definitiva scomparsa di un numero considerevole di aziende agricole e il crollo economico dell'indotto che ruota intorno alla commercializzazione di questo prodotto che fino ad oggi ha visto l'Italia come primo produttore mondiale.
(7-00548)
«Oliverio, Albonetti, Amici, Zucchi, Brandolini, Marco Carra, Cuomo, Dal Moro, Mario Pepe (PD)».