• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04519 [Proroga della validità dei diritti di reimpianto per il settore vitivinicolo]



CENNI e FIORIO. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per conoscere - premesso che:
la recente OCM (organizzazione comune di mercato) vino ha avviato un processo di riforma del settore che sta modificando profondamente l'insieme delle norme che regola nel territorio dell'Unione Europea il settore;
tra le norme in fase di modifica c'è lo strumento dei diritti di impianto che sino ad oggi ha rappresentato un efficace principio di gestione del potenziale vitivinicolo;
alla luce di quanto richiamato il regime dei diritti di impianto scadrà il 31 dicembre 2015 e che a partire da tale data non sarà più regolato l'impianto dei vigneti;
di conseguenza la nuova OCM del settore, adottata con regolamento del Consiglio n. 479/2008, poi confluito nel regolamento del Consiglio n. 1234/2007 (OCM unica), non ha fissato una scadenza temporale

per i diritti di reimpianto concessi a seguito della estirpazione di una superficie vitata;
il medesimo regolamento (CE) n. 479/2008 stabilisce che i diritti di reimpianto concessi ai sensi della precedente OCM (regolamento CE n. 1493/1999) mantengono una scadenza temporale e devono essere utilizzati nel corso dei periodi previsti, e cioè entro il periodo di 8 campagne;
in virtù di questa situazione i produttori che hanno proceduto ad espianto intenzionati a rinnovare e quindi qualificare le proprie produzioni nel periodo in cui era in vigore la precedente OCM (regolamento CE n. 479/1999) si troverebbero in una situazione di svantaggio rispetto ai produttori che hanno estirpato dopo l'entrata in vigore della nuova OCM (regolamento CE n. 479/2008);
in considerazione del particolare momento di crisi che sta attraversando il settore vitivinicolo, molte aziende chiedono di poter «congelare» i diritti di reimpianto concessi in attuazione della precedente OCM e prossimi alla scadenza al fine di poterli utilizzare in situazioni congiunturali più favorevoli;
tale possibilità rappresenterebbe un duplice vantaggio: per l'azienda che non sosterrebbe spese di impianto in un momento sfavorevole, nonché per il mercato perché non si incrementerebbe il quantitativo di vino evitando un eccesso di offerta;
la situazione sopra richiamata è stata evidenziata all'attenzione del Ministero nei mesi scorsi, dalle regioni e da importanti associazioni agricole nazionali;
la richiesta di una proroga della validità dei diritti di reimpianto sembrerebbe essere stata condivisa dallo stesso Ministero e segnalata formalmente dal Ministero ai servizi della Commissione europea ed anche nel corso di un recente comitato di gestione vino -:
se effettivamente la richiesta di proroga in oggetto sia stata formalizzata, se la Commissione abbia assunto una decisione in merito e quale sia la decisione assunta.
(5-04519)